Le vacanze di Natale, in un mondo che corre a velocità supersonica come quello odierno, rappresentano non soltanto l’occasione per uno strappo alla regola a tavola, ma anche l’opportunità per rilassarsi un po’.
Tradizione natalizia è recarsi nelle sale cinematografiche, che, nella modernità dello streaming, può essere declinata anche sul divano di casa, magari davanti ad un megaschermo domestico.
Ed allora, se siete appassionati di basket, noi della redazione abbiamo scandagliato il mare magnum delle produzioni cinematografiche mondiali per consigliarvi qualche film, o qualche serie, che abbia la palla a spicchi come argomento di riferimento.
Contrariamente a quanto avviene in campo editoriale, dove a tener banco sono i libri dedicati al mondo d’oltreoceano, in quello delle proiezioni non mancano produzioni italiane assolutamente da non perdere.
Tra queste spicca sicuramente la serie dedicata all’epopea della Juve Caserta, la prima squadra del sud a fregiarsi sul petto il tanto ambito tricolore; si chiama “Scugnizzi per sempre” ed è ancora disponibile su Rai Play. Sei episodi che, nel segno della “casertanità”, impersonificata da molti componenti il roster, Nando Gentile e Vincenzo Esposito in primis, ripercorrono il cammino dei bianconeri campani, arrivati fino allo scudetto, paradossalmente arrivato nell’anno primo dopo Oscar, incredibile ma vero.
Sempre su Rai Play è disponibile anche “Dino Meneghin – Storia di una leggenda”, nel quale viene sfaccettata la carriera del mitico centro di Varese prima e Milano poi, probabilmente il primo europeo a sfiorare la mitica NBA, dalla quale venne scelto nel 1970, dagli Atlanta Hawks. A tratteggiarne la storia, colmando un vuoto incredibile per un personaggio del genere, ci ha pensato il regista Samuele Rossi che ha confezionato un emozionante docufilm che ripercorre passo dopo passo il trascorso di “Super Dino”, dagli esordi a Varese fino all’incredibile ultimo ciak, la sfida con il figlio Andrea. 52’ di video assolutamente da non perdere. Rimanendo nell’ambito dei personaggi che hanno fatto la storia del nostro basket, una citazione è doverosa per il cortometraggio “Un coach come padre” dedicato ad Alessandro Gamba, uno degli allenatori che hanno fatto la storia della nostra pallacanestro.
Sempre di produzione italiana è un altro film, meglio docufilm, quello dedicato agli anni vissuti in Italia da Kobe Bryant, da bambino prima e imberbe ragazzino poi, al seguito del compianto padre Joe “Jellybean” Bryant, impegnato a mostrare mirabilie a Rieti, Pistoia e Reggio Calabria. Davvero un bel prodotto che ripercorre gli otto anni vissuti nel nostro paese dal giovanissimo Kobe, in un giusto mix tra riprese fatte con attori professionisti – impressionante la somiglianza con Bryant padre e figlio – e le toccanti testimonianze di coloro che con Kobe hanno avuto a che fare da ragazzino prima e da adolescente poi. Disponibile su Prime Video, se avete 90’ liberi non perdetelo.
Se poi invece amate la mitica NBA, beh allora il nostro consiglio è di non perdervi “Hustle” il film prodotto da Adam Sandler e Lebron James – sì proprio quel Lebron James – nel quale uno dei protagonisti è l’ex cestista NBA Juan Hernangomez, adesso in Europa con la verde casacca dei campioni d’Europa del Panathinaikos, nel quale ci sono numerosi camei di tanti giocatori NBA. Interessante la trama del film, il cui protagonista è proprio Adam Sandler, che racconta le peripezie di uno “sfigato” scout NBA che vaga per il mondo alla ricerca di talenti da portare nel mondo tutto lustrini e paillettes del basket a stelle e strisce.
Rimanendo in tema di film, da non perdere anche quel capolavoro che è “Forget Paris”, non un film di basket, ma un film con tanto basket, nel quale si narrano le peripezie d’amore del protagonista, Mickey, un arbitro che si innamora, mentre porta in Francia la salma del padre, di Ellen, una receptionist del servizio reclami della compagnia aerea con la quale doveva imbarcarsi. La storia d’amore viene raccontata in una cena tra amici, attraverso una serie di flashback che la ripercorrono, un po’ in stile Woody Allen, con alcuni picchi comici esilaranti. Interessante è anche “The Wolves – Il campione”, un film datato – è del 2016 – ma sempre piacevole da vedere, come così, sia pure di stampo più leggero, “L’allenatore in palla”, una commedia destinata a tutte le età, che vi strapperà sicuramente qualche risata. Così come vi fare sorridere “Semi-Pro”, divertente commedia ambientata nel 1976, con un cast d’eccezione, nel quale spicca Will Ferrell. Più datato, è del 2002 è “Like Mike – il sogno di Calvin”, una pellicola nella quale un ragazzo sogna di diventare Michael Jordan, impreziosita dalla presenza nel cast di star della NBA dell’epoca come Nash, Nowitzki, Kidd, McGrady, Desmond Mason e Gerald Wallace. Provetto attore anche Kevin Durant, nel film “Thunderstruck”. Da non perdere anche “Tornare a vincere”, del 2019 che ha come protagonista la star hollywoodiana Ben Affleck.
Se invece cercate un’opera divulgativa, allora dovete prestare attenzione a “Basketball: a love story”, nel quale questo meraviglioso sport viene sfaccettato grazie ai contributi di ben 165 interviste. Sempre a livello documentaristico, da vedere anche quello sul dominicano Felipe Lopez, non a caso soprannominato il “Michael Jordan dominicano”. E quelli dedicati a Vince Carter, uno dei più grandi schiacciatori d’ogni epoca e a Earl Manigault, non a caso intitolato Rebound: The Legend of Earl ‘The Goat’ Manigault. Più impegnati, ma altrettanto interessanti, sono invece “Black Magic”, il documentario sui diritti civili sul parquet, e “Tiro Libero”, un film sull’incontro tra basket e disabilità.
Qualora, poi, abbiate tanto tempo da dedicare al dolce far niente, per voi ci sono due pietre miliari delle serie TV applicate allo sport; stiamo parlando, l’avrete capito, di “The Last Dance” che racconta l’epopea dei mitici Chicago Bulls, con particolare riferimento all’ultima stagione dei Tori dell’Illinois e Winning Time – L’ascesa della dinastia dei Lakers quella, più glamour, dei Los Angeles Lakers di Magic Johnson e Kareem Abdul Jabbar. Due serie diverse, quella sui Bulls è sostanzialmente un mega documentario, costruito sulle immagini girate in un anno accanto ai rossi di Chicago, quella sui Lakers è la trasposizione cinematografica, con attori professionisti, del periodo d’oro dei Los Angeles Lakers di Pat Riley, a cavallo degli anni ’80 e ’90, con le virtù, ed anche i vizi, di tutti i protagonisti, a partire dal “Boss” Jerry Buss per finire a Spencer Haywood, successivamente visto anche in Laguna, con la casacca della Reyer Venezia sponsorizzata Carrera.
E non finisce qua, perché tra i tanti film a tema basket, vanno doverosamente citati Colpo vincente (Hoosiers) è un film del 1986 diretto da David Anspaugh, ispirato alla vera storia della Milan High School che nel 1954 vinse il campionato di pallacanestro IHSAA, “Truffa per la vittoria”, che racconta le peripezie di una squadra composta da giocatori mentalmente instabili, “Non ci Resta che vincere”, “Uncle Drew”, “Glory Road”, “Coach Carter” e “Once Brothers”, il film che racconta l’amicizia tra Vlade Divac e Drazen Petrovic, “Blue Chips”, film datato, è del 1994, ma ancora attuale, con Nick Nolte, “He Got The Game”, di quel genio che è Spike Lee, tra l’altro assiduo frequentatore del Madison Square Garden quando giocano i Knicks, “Above The Rim” e “Chi non salta bianco è”, godibile pellicola del 1992 diretta da Ben Shelton.
Augurando buona visione a tutti, chiudiamo con una recente uscita Rez Ball diretto da Sydney Freeland, un ottimo basket drama all’ombra delle montagne Chuska, dove riecheggiano gli spiriti degli antenati Navajo. Prodotto da LeBron James, disponibile in streaming su Netflix.




























