Per uno sportivo, la soddisfazione più grande è quella di conquistare il trofeo più ambito nella casa dei tuoi più acerrimi nemici, ovviamente in senso sportivo; beh, è esattamente quello che è accaduto nelle recenti “Final Four” di EuroLega, vinte dall’Olympiacos Pireo, all’OAKA, il Palasport dei rivali più acerrimi, i verdi del Panathinaikos Atene.
Una vittoria secondo pronostico, quella dei greci, arrivata dopo una gara combattutissima e dopo un’astinenza durata ben 13 anni. Il successo valso il trofeo è arrivato nella finale contro la squadra più blasonata del Vecchio Continente, quel Real Madrid guidato dal “nostro” Sergio Scariolo, arrivato veramente vicino a ribaltare il pronostico che la vedeva, complice anche l’assenza del centro titolare Tavares, oltre a Len e Garuba, nettamente sfavorito.
Non per questo, i “Blancos” scendono sul parquet rassegnati alla sconfitta, tanto che escono fortissimi dai blocchi di partenza, e chiudono il primo quarto con sette lunghezze di vantaggio, sul 26-19. E’ l’inizio di un confronto altalenante, con i greci che colmano il gap nel secondo periodo, terminato con due lunghezze di vantaggio. Il Real però non si arrende, riprende in mano il confronto ed all’ultima pausa è avanti di quattro lunghezze.
Nel quarto finale, però, la compagine di Scariolo paga le ridotte rotazioni, l’Olympiacos sfrutta la superiorità a rimbalzo, segna 31 punti e si porta a casa la Coppa, con il punteggio finale di 92-85. Nei rossi del Pireo, gran prova di Peters, autore di 16 punti con anche 7 rimbalzi, e 20 di Fournier, nominato MVP delle Final, con il gustoso contorno di quattro assist.
Al Real Madrid, comunque protagonista di una gran bella prova, non bastano i 24 di Lyles, con 4/8 da due e 5/6 da tre punti, e i 19 di Hezonja, con 7/14 dal campo. Non entra, invece, il nostro Procida, comunque nel roster di Scariolo.
L’Olympiacos succede così nell’albo d’oro al Fenerbahce Istanbul, proprio la squadra battuta in semifinale, in quello che è stato, a posteriori, il classico passaggio di testimone. La compagine di Bartzokas l’ha spuntata di 18, per 79-61, vincendo i parziali di tutti e quattro i periodi, con 17 di Peters, con un super 7/7 al tiro, e 16 di Dorsey (4/11) e Vezenkov. Nei turchi, che hanno chiuso con un non certo memorabile 21/62 al tiro, 17 di Biberovic (6/12) e 16 di Horton-Tucker, ma con un pessimo 1/7 dalla lunga distanza.
Il Real, invece, aveva fatto proprio il derby iberico contro la grande sorpresa di questa edizione dell’Eurolega, il Valencia, costretto a chinare la testa di fronte alla maggior cilindrata dei “Blancos”, che pure erano privi del loro totem Tavares. Il Real la vince allungando nei due periodi centrali, nei quali stampa un parziale di 60 (Ses-san-ta !!!)-45, prologo al 105-90 della sirena finale. Pilastro del successo di Scariolo, la netta superiorità sotto le plance, con ben 17 rimbalzi in più conquistati, e l’ottimo 14/34 da oltre l’arco. In casa Valencia, 15 a testa del terzetto composto da Reuvers (6/6 al tiro), Padilla (6/11) e Montero (5/16), nel Real, 25 di uno scatenato Hezonja, con 5/8 da due e 3/6 da tre, e 17 di Lyles (6/11), in 23’ di gioco.
Photocredits: Savino Paolella




























