Tutti parlano delle serie TV di Netflix, Prime Video o Apple Tv, ma c’è una realtà, una grande realtà, che, quando c’è da produrre una serie TV, non sbaglia un colpo, la Rai. Soprattutto quando si parla di sport, e di basket in particolare, basta volgere la mente al clamoroso successo della serie sulla mitica Juve Caserta, “Scugnizzi per sempre”, o al cortometraggio, tanto emozionante quanto struggente, dedicato al campionese albanese Klaudio Ndoja, visto in Italia anche con la casacca della Virtus Bologna.
Adesso a salire alla ribalta tocca al basket femminile, a riprova del magic moment vissuto dal nostro movimento in rosa, ben raccontato dall’ottimo terzo posto ai recenti Europei; infatti, su RaiPlay è disponibile, dai primi giorni di giugno, la miniserie dedicata ad una campionessa della pallacanestro femminile, Matilde Villa.
Ma chi è Matilde Villa? Una predestinata della nostra pallacanestro, lo dicono i 36 punti realizzati in Serie A1 ad appena 15 anni, che hanno proiettato la ragazza di Lissone sotto i riflettori. Da lì in poi è stato un crescendo rossiniano, con la conquista dello scudetto con la Reyer Venezia e l’onore della scelta, come numero 32, da parte della WNBA, l’omologo femminile della mitica NBA. Riconoscimento incredibile, ma altrettanto meritato, per una ragazza non uscita dal college ma cresciuta in una piccola cittadina brianzola, Lissone.
I quattro episodi di “Non me l’aspettavo”, la serie dedicata a Matilde, raccontano il suo ancor breve percorso, già costellato di infinite soddisfazioni, in quattro puntate di circa 30’ ciascuna, nelle quali, assieme alla gemella Eleonora, viene raccontato il tragitto di successo della cestista della Reyer Venezia. Il percorso inizia a sei anni, quando le due Villa preferiscono una palla arancione alle scarpette da danza ed entrano nelle giovanili della Apl Lissone, la stessa società dove ha militato il padre. Da lì in poi è un crescendo rossiniano, con la chiamata di Costa Masnaga, società di spicco nel campionato di Serie A2.
Lì ecco il fondamentale incontro con Marcello Sala (i più attenti ed attempati lo ricorderanno in Serie A con la Irge Desio, da talentuoso playmaker), bravo a farla crescere, fino a condurla all’esordio in Serie A1 ad appena 14 anni. È solo l’inizio di un cammino incredibile, che la porta ad infilare 36 punti, nel 2020, ancora imberbe ragazzina, alla Dinamo Sassari, poi allo scudetto ed al Draft WNBA.
Nel mezzo l’approdo nella nazionale azzurra, traguardo raggiunto anche dalla gemella Eleonora, con l’esordio ad appena 17 anni, segnando quattro punti nella vittoria con il Lussemburgo. Un percorso che porta fino alla scelta, con il numero 32, di Atlanta; ma Matilde sceglie di non affrettare i tempi e di rispondere “grazie non fumo” alla richiesta della franchigia statunitense. Una scelta promossa dai tanti volti noti che punteggiano la serie; infatti, oltre ai suoi allenatori, ci sono i contributi di personaggi del calibro di Gianmarco Pozzecco, Gigi Datome e “Jack” Matilde Villa.
Quattro episodi nei quali si percepisce evidente la gran voglia di far bene e l’altrettanta passione di Matilde e della gemella Eleonora, per una serie che fa innamorare della pallacanestro gli spettatori, ai quali questo meraviglioso sport si mostra non solo come sport emozionante ma anche come passepartout di riscatto personale.





























