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Se si aprisse un dizionario, almeno quello della pallacanestro, alla voce vittoria sicuramente si troverebbe Zelimir Obradovic, per aver rivoluzionato il suo significato.

Zelimir Obradovic: “Vincere non stanca mai”

Nove EuroLega con cinque squadre diverse, alla caccia della decima affermazione, attualmente al terzo posto in classifica con il suo Fenerbahce con 18 vinte ed 8 perse al pari dell’ Olympiacos, e forte pretendente alle final four 2018. L’allenatore Serbo si identifica molto nel detto: ‘vincere non stanca mai’. Detto decisamente appropriato per l’allievo del Professor Aza Nikolic che ha scritto pagine indelebili di basket anche in Italia.

Gli insegnamenti del professore hanno accompagnato Obradovic in tutta la sua carriera costellata di successi e di imprese più o meno leggendarie, facendolo entrare di diritto nella storia della pallacanestro moderna.

Zelimir Obradovic e il rispetto

Caratterialmente molto forte, spesso lo si vede arrabbiarsi per dei dettagli: questo testimonia la sua passione per quello che fa. Non tollera cali di concentrazione e pretende sempre l’eccellenza dai suoi giocatori e dai suoi collaboratori. Disponibile ad ascoltare tutti  si rispecchia in un suo mantra: “Rispetta gli altri per essere rispettatoʺ. E del rispetto altrui Obradovic ha fatto un leit motiv della sua carriera, pur con il suo carattere forte ed irascibile: non è un caso che venga sempre acclamato dai tifosi delle squadre in cui ha allenato.

Obradovic è una leggenda

Emblematico lo striscione che gli dedicarono i tifosi del Panathinaikos al suo primo ritorno ad OAKA da allenatore del Fenerbahce: ‘King is back’, a testimonianza che il ricordo di lui non può essere che positivo. Obradovic è una leggenda della pallacanestro europea ma non ha intenzione di fermarsi, ora c’è da difendere il titolo di EuroLega conquistato l’anno scorso ad Istanbul con il suo Fenerbahce, e aspira alla sua decima Coppa che quest’anno vivrà l’atto finale della Final Four a Belgrado. Sarebbe speciale vincerla a casa. “Belgrado è la mia terra, la mia città. Vorrei arrivarci, ma è ancora molto lontana. Non è facile avere questo pensiero nella mia mente“. Noi siamo certi che, se avrà la possibilità di scrivere ancora una volta la storia del basket, Obradovic non se la farà di certo scappare.

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