Bionda, alta (186 cm), scultorea, Mabel Bocchi è stata un icona non soltanto della nostra pallacanestro, non soltanto dello sport italiano, ma anche della TV. Infatti, negli anni otto la bellissima cestista di Parma si impose all’attenzione generale non soltanto per le gesta sul parquet, ma per l’innata grazia e l’altrettanta competenza che la portò addirittura a condurre la Domenica Sportiva, la trasmissione sportiva, in un’epoca in cui Sky e DAZN erano ancora in mentis dei, di gran lunga più seguita.
Mabel ci ha lasciato proprio in queste ore, ad appena 72 anni, nella sua casa in Calabria, a San Nicola Arcella, stroncata troppo presto da un brutto male, lei che era sempre riuscita, nella sua lunga carriera, a superare ogni difficoltà, affermandosi anche al di fuori dal parquet. Quel parquet dove fu per anni la giocatrice italiana più rappresentativa.
Non lo diciamo noi, lo dice l’incredibile palmares di Mabel nella sua lunga, incomparabile carriera, da primadonna della formazione probabilmente in assoluto più forte mai vista nella storia della nostra pallacanestro femminile in rosa, il GEAS Sesto San Giovanni . Una compagine mitica, quella rossonera, che accanto alla Bocchi aveva altre giocatrici rimaste nella storia del nostro basket come la Battistella, la Sandon, la Tonelli, la Ciaccia, la Bozzolo.
Con la casacca delle lombarde Mabel vinse tutto, ma proprio tutto, a partire da una Coppa Italia e da ben otto scudetti. La perla però fu la storica vittoria nella Coppa dei Campioni, nell’anno domini 1978, quando per la prima volta una compagine italiana incise il suo nome nell’albo d’oro della manifestazione più prestigiosa, al termine della finale contro lo Sparta Praga.
Oltre alla carriera con la squadra del club, Mabel fu grande anche con la casacca della Nazionale Azzurra, con cui vanta oltre cento presenze, con le perle del bronzo conquistato agli Europei del 1974 e del quarto posto ai mondiali dell’anno successivo, manifestazione nella quale la Bocchi, a lampante testimonianza della sua classe planetaria, portò a casa il titolo di miglior realizzatrice.
Terminata la carriera, si dedicò, con altrettanto successo, al mondo del giornalismo, arrivando, come detto, alla conduzione della Domenica Sportiva, ai tempi in cui la trasmissione di mamma RAI era la più attesa dagli italiani. Donna di enorme personalità ed altrettanto spessore, usò la sua grande popolarità per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione delle pari opportunità circa, denunciando la disparità di trattamento a livello economico e sanitario tra gli sportivi uomini e le rappresentanti del gentil sesso.
Insomma, al di là delle indubbie qualità in campo, ben raccontate dalla sua sterminata bacheca personale, Mabel è stata una donna di grande personalità, una leader sul parquet e non solo, che tanto bene ha fatto non soltanto al movimento cestistico, ma anche a tutto l’universo dell’altra metà del cielo. In sostanza, una grande cestista, una grande donna, una grande persona che, con la sua scomparsa, lascia un vuoto nel mondo dello sport del nostro paese, dal quale sarà sempre ricordata con grande affetto.




























