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“Mai sotto canestro” di Fabio Facchini, un arbitro dallo stile tutto suo

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Fabio Facchini e Pierluigi Collina sono gli eredi di una tradizione arbitrale del cui settore sono diventati i migliori sia in Italia che all’estero. Essi hanno imposto uno loro personale stile basato, però, sempre sul rispetto del gioco e, di conseguenza, ad una interpretazione oggettiva del regolamento. Non per niente sono anche amici. In questo libro, la cui prefazione è stata scritta del grande Ettore Messina, Fabio Facchini racconta la sua storia come arbitro ma anche quanto abbia influito la sua carriera sulla sua vita famigliare.

“Mai sotto canestro, 40 anni con il fischietto”: storie di vita vissuta

In “Mai sotto canestro, 40 anni con il fischietto” viene raccontato proprio tutto, perfino della stretta di mano con quello che era il Presidente degli Stati Uniti d’America durante i Giochi di Pechino del 2008, George W. Bush; i colleghi di Fabio Facchini che insieme a lui hanno condiviso la carriera; tutti i luoghi frequentati dagli arbitri prima delle partite. Ma, in particolare, ci sono i dietro le quinte, con le “scuse a Carlton Myers, lo “scappellotto” a Messina, l’omaggio a Riccardo Pittis e la battuta tagliente a Mike D’Antoni.

Fabio Facchini: uno stile tutto suo

Naturalmente viene fuori la figura di Facchini come arbitro il quale, come sottolineato da altri colleghi, aveva uno stile molto personale, che poteva piacere o meno, ma che aveva una coerenza che contraddistingue un buon arbitro. Arbitro che non faceva differenze tra l’ultimo dei panchinari con un Sasha Danilovic. E ancora, l’omaggio a compagni e “avversari” scomparsi, il fascino del derby di Bologna, il numero di gradini per salire all’interno dell’arena del PalaDozza, le coreografie, la Fossa dei Leoni e, dall’altra parte, colui che oggi è il presidente della Fondazione Virtus, Daniele Fornaciari.

Un libro di 172 pagine che permetteranno al lettore immergersi nella lettura e di rivivere alcuni momenti del grande basket vedendolo sotto una differente luce.

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