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Ci sono storie che sono talmente belle da non sembrare vere, storie che travalicano il passato e rimangono scolpite per l’eternità, trasformandosi in epica. Una di queste è sicuramente quella che riguarda la Pallacanestro Varese degli anni ’70. Direte voi, basta con questi racconti da autentico “boomer”; invece no, perché questa è una storia, meglio una leggenda, della quale si parla poco, troppo poco e che invece rappresenta una pietra miliare nella nostra pallacanestro.

Stiamo parlando della incredibile serie di finali consecutive conquistate da Varese negli anni settanta; non una, non due, non tre ma addirittura DIECI di fila, con ben cinque trofei portati a casa. Una storia che inizia 56 anni fa, il 9 aprile del 1970 quando i varesini, sponsorizzati Ignis, portano a casa, nella finale di Grenoble, la prima Coppa Campioni. E’ solo l’inizio di un cammino straordinario, che passa da altre nove finali di fila.

Un percorso incredibile, ma vero, purtroppo poco raccontato, una lacuna che viene finalmente colmata dal bellissimo libro di Marco Alfieri “Le sere dei miracoli”, edito da BEE (Bottega Errante Edizioni), casa editrice che da qualche tempo a questa parte sta sfornando autentiche chicche per gli appassionati di basket, vedi i due libri di Sergio Taucer, “L’uomo che raccontava il basket” e “C’era una volta la NBA”.

Alfieri, conosciutissimo giornalista, ripercorre con dovizia di particolare questo percorso quasi soprannaturale, impensabile anche solo da immaginare al giorno d’oggi. Lo fa contestualizzando le imprese della squadra di basket nel momento storico-culturale del tempo, caratterizzato dai primi vagiti di quel movimento che poi diventerà determinante nel futuro del nostro Paese, la Lega Lombarda, che ha proprio in un varesino il suo principale protagonista, il defunto “senatur” Umberto Bossi. In questo senso, l’anno di svolta è proprio il 1979, guarda caso lo stesso anno in cui Varese, sponsorizzata Emerson, perde la decima finale di Coppa dei Campioni, contro il Bosna Sarajevo guidato da Bogdan Tanjevic.

Un lungo percorso durato un decennio, quello che parte dalla finale di Sarajevo a quella di Grenoble, dall’Ignis alla Emerson passando la Mobilgirgi, raccontato magistralmente da Alfieri che ci porta indietro nel tempo, ad un basket magari più romantico ma sicuramente emozionante. Ed allora, accanto a Meneghin, basta il nome, ed Ossola, playmaker vecchio stampo bravo più a mettere in ritmo i compagni che a cercare il ciuff, ecco tanti “califfi”, a partire da Manuel Raga, ala messicana dall’incredibile elevazione, a Bob Morse, forse il più grande tiratore mai visto sugli italici parquet.

E poi i tanti italiani, campioni italiani, con le loro storie, da quella di EdoardoDodoRusconi, protagonista prima in campo e poi in panchina, da coach nella finale di Grenoble, all’uomo col sax Charlie Yelverton, guarda dall’ hesitation quasi soprannaturale, passando per Bisson, Zanatta, Iellini, Flaborea, Bisson, Gualco i meno noti Caneva e Rizzi, l’“eroe di Anversa”, per la sua prestazione decisiva nella finale del 1975 contro il Real Madrid, disputata nella città belga. Senza dimenticare i coach succedutisi sulla panchina varesina, da Aza Nikolic, a Sandro Gamba, per finire con Messina e Rusconi.

Insomma, un libro appassionante, fatto di oltre 200 pagine che si leggono tutte d’un fiato, e ti portano indietro nel tempo, in un basket più romantico e dai ritmi meno vertiginosi, nel segno di una epopea incredibile, e difficilmente ripetibile, quella della squadra di una piccola città lombarda arrivata sul tetto d’Europa e non per un anno solo, ma per un lungo, indimenticabile ed irripetibile decennio. Ad aggiungere valore ad un libro imperdibile per gli appassionati di basket, anche i tabellini completi delle dieci finali

Le parole dell’autore, Mario Alfieri, a Basket World Life

La molla è stata la lontananza da Varese e quello spirito un po’ da esule che ti prende quando vivi ormai a distanza. Una sorta di chiusura del cerchio con la mia infanzia e i miei affetti. E poi le facce stranite di amici, conoscenti e interlocutori quando raccontavo e racconto di questa epopea sportiva leggendaria. Rimanevano e rimangono tutti sorpresi. Così mi sono detto, ehi, forse val la pena raccontare questa epopea per intero e farla conoscere fuori dalla stretta cerchia degli addetti ai lavori e alle nuove generazioni. Perché, in fondo, non si tratta solo di una storia di sport, ma di personaggi fantastici e di una piccola provincia che ha saputo sfidare corazzate spaventose issandosi, per oltre un decennio, sul tetto d’Europa

La biografia dell’autore, dal sito della casa editrice BEE

Marco Alfieri, giornalista, è nato a Varese, terra di basket per eccellenza. È stato direttore del quotidiano online “Linkiesta” e inviato de “La Stampa” e “Il Sole 24 Ore” di cui ha ricoperto anche la carica di responsabile web. Tra i suoi libri principali: Nord terra ostile. Perché la sinistra non vince (Marsilio 2008), La Peste di Milano (Feltrinelli 2009), Spread & Parón. Viaggio nel Nordest che cambia pelle (Marsilio 2013) e Campioni a sorpresa. Dallo sport al business: superare le attese e costruire successi (Egea 2025).

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