Comincia tutto su un campo all’aperto, quello di Piarda Fanton a Vicenza, esattamente sei decenni fa. C’è un uomo, ad osservare quel campo all’aperto spoglio, che davanti a sè vede solo un campetto ma che nella sua mente ha già visto tutto. Ha già visto una palestra, una squadra, una serie interminabile di coppe. Quest’uomo è un visionario ed il suo nome è Antonio Concato. Senza girarci troppo intorno, un pezzo intero della storia del basket femminile.

Le ragazze della VelcoFin Interlocks dei giorni nostri

Antonio Concato: un sognatore coi piedi per terra

Antonio è un sognatore, ma è uno di quelli che nel sogno, motore di questa fantastica storia, sa vedere bene la realtà. Così non perde tempo, sceglie gli uomini giusti, si rimbocca le maniche, e tra un sorso di Coca-Cola e l’altro (l’altra sua grande passione, oltre la palla a spicchi) inizia a mettere i primi mattoni di quello che diverrà un grattacielo altissimo, perchè questo dice il grande libro del basket. Nasce così l’AS Vicenza, ed il primo allenatore è pronto lui, Antonio Concato, uno dei padri fondatori della nuova società.

Antonio fa subito vedere che nel sogno c’è un pezzo grosso di concretezza e realtà: la nuova squadra vince subito al primo colpo il campionato di Serie C e si porta in Serie B, dove al primo anno chiude con un buon 6° posto. In tanti iniziano ad accorgersi di questa squadra, compresa l’Amministrazione Comunale, che nel novembre del ’60 concede per le partite interne e gli allenamenti un monumento simbolo della città, la Basilica Palladiana. E’ un riconoscimento enorme che riempie d’orgoglio Concato, che ringrazia a modo suo: nella stagione 1962-63, la quarta in B, Vicenza vince il campionato e vola in Serie A.

Antonio Concato e il debutto tra le grandi

Il debutto tra le grandi è ottimo, con il 4° posto nel primo torneo in A, ed il Sogno, stavolta con la S maiuscola, è pronto a divenire realtà: nella stagione 1964-65 Vicenza vince il campionato e si cuce sul petto il primo scudetto della sua storia.

Ma non è la fine di una storia iniziata su un campo all’aperto, no: è solo l’inizio. Infatti, quello del ’65 sarà solo il primo di una serie di ben cinque scudetti consecutivi (i primi due con sponsor Portorico, gli altri con Recoaro), festeggiati di nuovo a Piarda Fanton, ma stavolta non all’aperto bensì in una palestra, dove la squadra si trasferisce a partire dall’ottobre del 1966.

La striscia vincente di interrompe con il titolo del 1969, dopo il quale arriveranno anni senza trionfi ma di stabilità, in cui Vicenza continuerà a dire la sua in Serie A. Nel frattempo, Concato nel ’67 è passato a fare il GM lasciando la panchina ad uno dei più grandi allenatori di sempre, Zigo Vasojevic.

Si arriva così agli anni ’80, quelli che strapperanno definitivamente l’AS Vicenza alla storia per consegnarla alla leggenda: nella stagione 1980-81 Vicenza perde la finale scudetto, ma sono solo prove generali per gli strepitosi anni successivi, con Vicenza che si aggiudica addirittura sette titoli consecutivi in Italia divenendo grande anche in Europa, portando a casa per cinque volte la Coppa Campioni (quella che noi oggi chiamiamo Eurolega).

Cambiano gli sponsor (Zolu, Fiorella, Primigi) ma non i risultati, e Vicenza per anni diventa la capitale del basket non solo italiana ma pure europea, per una striscia che ancora oggi fa venire il magone al ricordo dei tanti tifosi. La serie strepitosa di successi si interrompe nella stagione 1987-88, con Vicenza che vince il settimo scudetto e la quarta Coppa Campioni consecutiva.

Primigi del 1987 – Scudetto e coppa Campioni

A dar lustro ai colori biancorossi anche i tantissimi trionfi con le squadre giovanili, allora come oggi fiore all’occhiello della società veneta. Nel 1989 esce di scena l’allora presidente Mario Zoppelletto e le cose non saranno più le stesse.

I primi anni del Vicenza

Per i primi anni Vicenza riesce a stare ancora nei piani alti del campionato, vincendo, nella stagione 1991-92, la Coppa Roncati con lo sponsor Estel.

Estel Vicenza – Coppa Ronchetti 1992

Sarà purtroppo l’ultimo hurrà prima di una crisi irreversibile, perchè i momenti duri, nella vita e nello sport, arrivano anche per i più grandi: nel campionato 1995-96 Vicenza retrocede e dopo 33 anni dice addio alla Serie A1. Da allora, comincerà una lunga altalena di promozioni e retrocessioni, che si protrarranno fino alla stagione 2005-06, l’anno dopo aver vinto la Coppa Italia della Serie A2 (ultimo trofeo messo in bacheca) con tanto di promozione.

Le ultime partire per l’AS Vicenza in Serie A1

Quelle della primavera 2006 saranno le ultime partite per l’AS Vicenza in Serie A1, perchè oltre alla crisi tecnica che l’anno successivo porta all’immediata retrocessione in Serie B, arrivano anche problemi societari che portano al fallimento della squadra, la quale nel settembre del 2007 riparte dalla Serie C. In quindici mesi, Vicenza è passata dalla prima alla quarta categoria italiana.

C’è però ancora lui, Antonio Concato, che pur se sotto vari ruoli non ha mai lasciato il club ed è pronto a tornare a prenderlo in mano in maniera definitiva. Al primo anno in C Vicenza chiude al 2° posto e strappa la promozione in B, con il passaggio alla nuova A3 per meriti sportivi quattro anni più tardi. Il 2012 è un anno cruciale, perchè oltre al passaggio in A3 si registra l’arrivo della VelcoFin Interlocks, il nuovo sponsor che salva praticamente la società da un nuovo fallimento.

Con il nuovo sponsor Vicenza può pensare al campo ed infatti è immediata la promozione in Serie A2, la quale arriva al termine della stagione 2012-13 dopo la vittoria contro Ferrara ai play-off. Sarà l’ultima vera gioia per il grande Antonio Concato, che da presidente non lascerà mai la squadra stando sempre al suo fianco fino alla scomparsa del mese scorso ad 86 anni, dopo averne spesi 60 nel mondo della pallacanestro.

Nella foto: Lidia Gorlin

Se oggi l’AS Vicenza vive non solo di ricordi e riconoscimenti (basti pensare che ben sette delle nove giocatrici inserite nella Hall of Fame della pallacanestro italiana, che rispondono ai nomi di Nidia Pausich, Nicoletta Persi, Rosetta Bozzolo, Wanda Sandon, Mara Fullin, Lidia Gorlin e Catarina Pollini, hanno vestito i colori biancorossi) e lotta per il ritorno in A1 è merito di quest’uomo, Antonio Concato. Colui che 60 anni fa, su un campo all’aperto e con una Coca-Cola in mano, seppe vedere tutto questo.

Matteo Novembrini BWL

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