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La pallacanestro vive anche attraverso altre forme, come ad esempio il teatro. Uno sport dalle mille sfaccettature, che unisce al gioco anche i valori più importanti di socializzazione, di fiducia reciproca, di cooperazione di squadra per il raggiungimento di scopi comuni. Ed ovviamente non manca in tutto ciò il calore dei tifosi, di coloro che si recano a vedere gli incontri con tanto di maglietta, e gadget pronti a sostenere in tutto e per tutto la propria squadra del cuore. Una passione che unisce sia i giocatori che danno il meglio sul campo, sia i tifosi, che non si perdono neanche una partita, pronti a sognare, sperare e gioire tutti insieme, accettando anche le sconfitte che purtroppo fanno parte della vita e non solo del gioco.

Nessuna pietà per l’arbitro

Il teatro diventa una forma di manifestazione che sempre di più decide di parlare della pallacanestro e di tutto ciò ad essa correlato. “Nessuna pietà per l’arbitro” è stata una manifestazione teatrale che lo scorso anno ha letteralmente spopolato ottenendo un grande successo di pubblico. Lo spettacolo è stato messo in scena dal Centro Teatrale MaMiMò, andando a presentare in maniera metaforica dei temi abbastanza complessi che fanno parte delle società moderne in cui viviamo e che spesso diamo per scontati. Parliamo di temi come il potere, le leggi, l’utile, la famiglia, i rapporti tra i componenti del nucleo familiare e delle istituzioni sociali e tanto altro ancora. Tematiche centrali che in qualche modo regolano la società ed il suo funzionamento generale.

Trama

La trama è davvero interessante, ricca di svariate sfumature da cogliere ed analizzare attentamente in un’ottica generale. Giuseppe è uno storico e ricercatore universitario che riesce a guadagnare 1.000 euro al mese. La moglie è una donna in dolce attesa, consapevole del fatto che presto perderà il suo lavoro, non appena il suo capo si accorgerà della gravidanza della giovane donna. La coppia ha un altro figlio, di circa 20 anni, con dei problemi a gestire la sua rabbia ed in generale le sue emozioni, il quale a fatica è alla ricerca di un lavoro. Tale nucleo familiare così particolare, è unito dalla passione per il basket. Infatti, Giuseppe ed il ragazzo ventenne, giocano in una squadra di campionato minore. Proprio nel corso di una partita, incomincia tutta la vicenda, in particolare quando l’arbitro non fischia un fallo a danno del ragazzo, che cadendo si è letteralmente fratturato un braccio. Perché il soggetto addetto al potere di far rispettare le leggi in campo, non ha svolto il suo ruolo nel migliore dei modi?

Cosa vuole trasmettere

Il meccanismo teatrale gioca sulle visioni differenti dei vari personaggi. Giuseppe che tra le tante cose sta preparando accuratamente un discorso da tenere il 2 giugno, in occasione della festa della Repubblica Italiana, si schiera dalla parte della legge e dell’utilità che questa ha nel creare una società “perfetta” e soprattutto migliore. La moglie, nel momento in cui dovrà sostenere una scelta di notevole importanza, si schiera dalla parte dell’utile più che del giusto. Il figlio vede le leggi come un sistema che reprime la libertà individuale, in una visione un po’ rivoluzionaria ed anarchica. L’arbitro rappresenta il potere ottuso, un potere applicato a proprio piacere. Si tratta di tematiche che devono essere applicate alle società moderne, in quanto rappresentano proprio i meccanismi su cui queste di reggono.

L’intero spettacolo richiama la pallacanestro, l’NBA, con tanto di momenti di rottura scenica. Un canestro disegnato in scena è sempre presente dietro le spalle degli attori, tuttavia nessuno di loro può davvero sostenere di aver segnato il punto della loro vita, o meglio, i punti decisivi per cambiare la situazione. Molto bravi gli attori che sul palco si muovono con sicurezza, facendo respirare la tensione drammatica ma anche umorismo e leggerezza. L’intero spettacolo lascia il pubblico con interrogativi davvero significativi e punti di riflessione sulla società, la famiglia e la vita in generale, messa in scena attraverso la metafora del basket.

Date e orari di rappresentazione

Sabato 22 febbraio 2020, ore 21, va in scena Nessuna pietà per l’arbitro presso il Cinema Teatro Troisi di Nonantola, in provincia di Modena.

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