Ci sono giocatori, più o meno bravi, che non vorresti mai appendessero le scarpe da basket al fatidico chiodo; non tanto per i punti che segnano o i rimbalzi che tirano giù dai tabelloni, quanto per le emozioni, le immense emozioni che trasmettono. Uno di questi è sicuramente il “Mago”, nickname che la dice lunga sulla sua immaginifica visione di gioco, Milos Teodosic che ha appena annunciato, con una toccante lettera, il suo addio all’amata pallacanestro.

Un ritiro che rende orfani tutti gli appassionati, orfani del suo talento, orfani dei suoi assist visionari, orfani della sua capacità di prendere in mano la partita nei momenti decisivi. Lo sanno bene i tifosi ed i simpatizzanti della Virtus Bologna che lo hanno ammirato, e hanno goduto delle sue prodezze, per quattro anni indimenticabili nei quali ha deliziato il palato, pur raffinato, del pubblico delle “V Nere”.

Bologna è stata la penultima stazione di una carriera meravigliosa, fatta di un talento sopraffino, chiusa dopo il ritorno, nell’estate del 2023, in patria, alla Stella Rossa. Un giocatore meraviglioso, prototipo per quasi 20 anni del playmaker fatto del giusto mix tra il regista “vecchia scuola”, quello che più di segnare si preoccupava di far segnare gli altri – memorabili alcuni assist no-look nei quali, manco fosse un “mago” riusciva a far passare la palla dove era solo arduo immaginare che passasse -, con le caratteristiche del play moderno, quello in grado anche di punire, magari nei momenti caldi, le difese avversarie.

Basterebbe il suo modo di giocare, immaginifico a dir poco, a renderlo immortale, ed ancor più tale lo rende l’incredibile numero dei trofei nella sua bacheca personale, a partire da quelli conquistati con la sua Nazionale, a partire dall’Europeo Under 20 del 2007, per continuare con l’argento alle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016, ai Mondiali 2014 ed agli Europei 2009. Basterebbero questi per farlo entrare di diritto nel gotha del basket planetario, ma a questi vanno aggiunti i tantissimi allori conquistati con i club, non tanti a dir la verità, con cui ha militato.

Servirebbe tanto spazio per elencarli tutti, ci limitiamo a ricordare il titolo di MVP dell’Eurolega nel 2010, con l’Olympiakos Pireo, l’Eurolega 2016 con il CSKA Mosca, perle di una collana fatta anche di tanti successi nei paesi in cui ha giocato, tra cui anche l’Italia. Come detto, infatti, Teodosic vanta anche due stagioni nel Belpaese, con la Virtus Bologna, condotta, a suon di assist, punti e tanta leadership, allo scudetto 2021, a due Supercoppa italiane (2021 e 2022) ed alla EuroCup, grimaldello fondamentale per permettere alle “V Nere” di rientrare nell’Olimpo dell’Eurolega.

Il tutto, senza farsi mancare una capatina nella mitica NBA- due stagioni con i Los Angeles Clippers – con buone cifre e la solita capacità di dispensare assist à gogo.

Photocredits: Savino Paolella

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