Il basket tedesco sta vivendo un momento storico; gli uomini magistralmente guidati da Alex Mambrù hanno bissato il successo ottenuto al mondiale 2023, alzando al cielo anche il trofeo riservato alla vincente dei Campionati Europei.

Ma se quello ottenuto due anni fa era stato il primo storico alloro mondiale, quello ottenuto alla “Xiaomi Arena” di Riga è il secondo alloro continentale, dopo ben 32 anni di astinenza. Allora si giocava proprio in Germania e la nazionale allenata da Svetislav Pesic, sì proprio l’attuale tecnico della Serbia, visto anni fa in Italia alla guida della Virtus Roma, regolò in volata, di un solo punto, la Russia, ieri i tedeschi hanno battuto la Turchia del “guru” Ergin Ataman, anche lui, in passato, visto nel bel paese.

Al di là della sconfitta, il secondo posto rappresenta comunque un risultato storico per il paese della mezzaluna; è infatti il migliore di sempre per un paese che, prima d’ora, non aveva mai conquistato una medaglia agli europei, fermandosi ad un misero quarto posto nell’edizione 1969 del torneo. Ed alla Turchia è mancato davvero poco per un risultato epocale, considerato che all’intervallo lungo Sengun e compagni vantavano sei lunghezze di vantaggio.

Al rientro dagli spogliatoi, però, si sveglia Dennis Schroder che, dopo un primo tempo letargico, innesta l’overdrive, diventando decisivo nei 20’ conclusivi, con i decisivi sei punti negli ultimi 2’ in una volata vietata ai deboli di cuore. Un altro mattone importante, meglio un pilastro di cemento armato, lo ha messo Isaac Bonga, probabilmente il miglior giocatore della sfida; per lui non solo una grande difesa su Shane Larkin, ma anche 20 punti, con un paio di giocate di platino quando, a metà dell’ultimo periodo, Sengun e compagni avevano tentato l’ultimo allungo.

Ma più che di un singolo, quello di Riga è il trionfo di un gruppo, di una generazione che, partendo dal bronzo europeo del 2022, si è issata sul tetto del mondo prima e del Vecchio Continente poi per una squadra che va oltre i soliti noti, nello specifico Schroder e Wagner, che comunque nella finale in coppia ne hanno messi 34, ed è in grado di decidere anche partite di questo assoluto livello con giocatori meno attesi, come dimostra la splendida prestazione di Isaac Bonga nella finalissima.

Alla Turchia, che a 5’ dalla fine pregustava il primo alloro continentale, rimane molto amaro in bocca, ma anche la certezza di aver giocato comunque uno stupendo europeo, che lancia la mezzaluna turca nel gotha del basket continentale.

Quel gotha al quale conferma di appartenere anche la Grecia, alla fine terza, trascinata dal solito, imprendibile Giannis Antetokounmpo; nella finalina, il totem dei Milwaukee Bucks, infatti, fa segnare una straordinaria doppia doppia, da 30 punti e 17 rimbalzi, che vale il successo sulla Finlandia ed una meritata medaglia di bronzo, davanti ad una nazionale, quella finlandese appunto, mai salita così in alto nella gerarchia del basket continentale.

Alla fine, il titolo di MVP della manifestazione, in ossequio alla vittoria tedesca, viene assegnato a Dennis Schroder che ovviamente viene anche nominato nell’All Star Five, il quintetto ideale, del torneo, assieme al compagno Franz Wagner, al greco Giannis Antetokounmpo, al turco Sengun ed allo sloveno Doncic, un quintetto che farebbe la sua bella figura anche nella NBA, dove, non a caso, militano tutti.

TURCHIA-GERMANIA 83-88

TURCHIA – Larkin* 13, Hazer* 2, Sanli ne, Osman* 23, Bitim ne, Korkmaz, Sengun* 28, Osmani* 2, Bona 12, Yilmaz ne, Sipahi 3, Yurtseven. All. Ataman

GERMANIA – Bonga* 20, O. da Silva, Lo 2, T. da Silva 13, Wagner* 18, Theis* 3, Schröder 16, Hollatz, Thiemann 7, Kratzer ne, Obst* 9. All. Ibrahimagic

Photocredits: Fiba

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