I quarti di finale playoff hanno già regalato un verdetto, quello relativo al nome della prima squadra qualificata alle semifinali, si tratta della Sebastiani Rieti, corsara a Milano, sul parquet della Wegreenit Urania. Con questo successo, i laziali chiudono la serie con secco 3-0, al termine di una partita nella quale Rieti ha messo le cose in chiaro fin dal primo periodo, chiuso con 14 lunghezze di vantaggio.

Alla fine, il referto sorride alla compagine di Rossi, con il finale di 89-81, con annesso pass in semifinale. A Cardani non basta la super prova di Matteo Cavallero, alla fine autore di ben 33 punti, con percentuali super (4/5 da due e 7/9 da tre) di fronte ai cinque in doppia cifra degli ospiti, con Spencer (7/8) a 16 e Harris (5/9) a 14. In semifinale Piunti e compagni affronteranno la vincente della serie tra Cantù e Fortitudo Bologna.

Infatti, la “F” felsinea è brava ad allungare la serie, regolando l’Acqua San Bernardo Cantù per 77-68. Gli uomini di Caja la spuntano d nove, capovolgendo il confronto nel secondo tempo. La truppa di Brienza, infatti, era andata all’intervallo lungo sul 40-32, salvo poi incepparsi, come raccontano i soli 28 punti realizzati nei secondi 20’. A prendere per mano la Fortitudo i 20 di Gabriel, con 7/13 dal campo, ed i 15 di Fantinelli (6/10), mentre a Cantù non servono i 18 di McGee (4/10) ed i 15 di Grant Basile (6/14). Da segnalare, nella compagine di Attilio Caja, anche gli 8 assist di Riccardo Bolpin.

Allungano la serie anche la Valtur Brindisi e la Unieuro Forlì, brave a capitalizzare il fattore campo, portando a casa Gara-3. I pugliesi la spuntano al termine di una partita caratterizzata da bassi punteggi, ed altrettanto basse percentuali, sulla Rivierabanca Rimini, alla fine sconfitta di appena due punti. Decisivo il cambio di passo nel secondo tempo, nel quale Bucchi stampa il decisivo parziale di 35-22, agganciando la vittoria con la tripla realizzata dal giovane Calzavara, uno che ha talento da vendere, a 13” dalla fine. Importanti, nel successo Valtur, anche i 9 rimbalzi in più catturati, 10 dei quali di Radonjic, che aggiunge anche 15 punti, secondo miglior bottino del match dopo i 18 di Calzavara (6/11). Nei romagnoli 13 di Justin Johnson (6/14) e 13 di Grande, con 4/7 da oltre l’arco.

Per una romagnola che versa lacrime amare, un’altra che sorride, la Unieuro Forlì, a bersaglio nella gara casalinga contro la Gesteco Cividale, battuta per 91-81, nonostante un buon inizio. Il confronto si decide nel periodo conclusivo, nel quale l’attacco di Cividale si inceppa, come dicono i soli 12 punti realizzati, a fronte dei 23 subiti, dei friulani, ai quali non bastano i 21 di Miani (9/14) ed i 17 di Dell’Agnello (6/9). Nei romagnoli, che chiudono con il 61 % da due ed il 41 da lontano, 22 di Tavernelli (7/8) e 16 di Cinciarini (4/5).

Tutto ancora da decidere anche nei playout, dove la Ferraroni Juvi Cremona e la Bi.Emme Libertas Livorno sprecano il primo di tre consecutivi match ball. A cancellare quello di Cremona, al cospetto di Nardò, ci pensa una prova fantasmagorica di Russ Smith, che alla fine infila nella retina di Luca Bechi la bellezza di 50, avete letto bene cin-quan-ta…!!!, punti, con un 8/13 da due e 6/13 da lontano. Nonostante le prodezze dell’americano, Cremona rimane in partita fino alla fine, cedendo di sole quattro lunghezze, per 102-98, dopo aver chiuso il terzo periodo avanti di due. Oltre a Smith, 25 di Wayne Stewart (9/18), mentre in casa Juvi 27 di Washington (9/17) e 22 di Polanco (4/9).

Forza la serie a Gara-4 anche la Elachem Vigevano; dopo aver perso in modo rocambolesco i primi due episodi della serie, gli uomini di Pansa conquistano Gara-3, sgommando quando l’inerzia sembrava in mano agli amaranto labronici, avanti di 5 a 1’30” dalla fine del terzo periodo. Nel momento in cui vede le streghe, Vigevano è brava a reagire, stampando il decisivo parziale di 29-20 nel periodo finale, che regala a Peroni e compagni la possibilità, domani, di impattare la serie per poi giocarsela in campo neutro. Nei lombardi, 29 di Francis, con 4/9 da due e 5/8 nelle triple, e 13 di Rossi, mentre a Di Carlo non bastano i 29 di Banks (10/21) e i 14 di Filloy, ma con 4/12 dal campo.

Photocredits: Savino Paolella

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