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Oggi vi raccontiamo la storia di un grande giocatore di pallacanestro, che ha toccato i cuori di molti, non solo per le sue performance in campo, ma anche per la sua storia personale fuori dal campo da basket. Stiamo parlando di Chris Wright un campione di basketball che, da diverso tempo, scende in campo con una grave malattia, con cui ha imparato a convivere, ossia la sclerosi multipla. Un grande giocatore ma, prima di tutto, un grande uomo, che nonostante la malattia e le avversità, non ha mai smesso di lottare per non rinunciare al suo sogno, il basket.

Chris Wright e la sua battaglia contro la sclerosi multipla

Giocare a pallacanestro con una malattia che piano piano ti toglie tutte le forze e la resistenza fisica, non è semplice, ma Wright nonostante le varie problematiche, non ha mai abbandonato o rinunciato al sogno che lo accompagna da una vita, ossia giocare a pallacanestro e dare il meglio di sé stesso in campo.

Nel marzo 2012 il giovane Chris scoprì di essere affetto dalla sclerosi multipla, malattia per cui purtroppo non esiste ancora alcuna cura, ma solo alcuni rimedi e tentativi per tenerla il più possibile a bada. Il giocatore all’epoca giocava in Turchia per l’Olin Edirne. Fu proprio qui che, alla fine di un allenamento, il giovane Wright cadde a terra. Tutti pensarono alla stanchezza ed allo stress, tuttavia il mattino seguente la situazione peggiorò, in quanto il giovane player accusava forti dolori che partivano dalla mano destra, prendendo tutto il braccio, la gamba ed in generale il lato destro del corpo.

Stanco e senza forze, come non era solito essere, Wright incominciò a preoccuparsi. Iniziò così tutta la trafila di visite mediche ed esami, fino a che un neurologo in Turchia gli diagnosticò la sclerosi. Il giocatore decise di tornare negli Usa alla ricerca di una soluzione che gli permettesse di continuare a giocare. I medici dissero che l’addio alla carriera era la cosa migliore da farsi, ma il campione non si perse d’animo e continuò a lottare, alla ricerca di qualcosa da fare. Fu grazie alla dottoressa Heidi Crayton, che Wright intraprese una cura che in pochi mesi lo rimise letteralmente in piedi.

La cura e la lotta di Chris

Fu proprio grazie a questa cura, che il giocatore continuò a giocare, trovando addirittura un contratto con gli Iowa Energy in D-League. Le cose cominciavano finalmente ad andare meglio, accumulando una vittoria dopo l’altra. Wright gioca in media 36,8 minuti a partita, segnando ben 16 punti, 6,7 assist e 4 rimbalzi per gara. Numeri che fanno onore ad un giocatore che, nonostante la malattia, ha sempre dato il meglio in campo, mettendoci anima e cuore in ogni singolo minuto di gioco. Ben presto, arrivò anche la chiamata Nba dai Dallas Mavericks, giocando tre partite, che comunque rappresentano per il giocatore un sogno che si realizza. La carriera del giovane non finisce negli Usa, ma continua tra Porto Rico, Francia ed Italia, dove arrivò nel 2015, giocando a Pesaro ed aprendo una nuova pagina della sua carriera sportiva.

La convivenza con la malattia

Sicuramente la convivenza, giorno dopo giorno, con una malattia non è facile per nessuno, tanto meno per un campione dello sport. Per poter continuare il suo sogno nel mondo del basket, Wright segue una dieta ferrea, oltre a sottoporsi a continue visite, esami ed accertamenti. Inoltre, una volta al mese, deve assumere il Tysabri, ossia una sostanza che dovrà prendere a vita. Si tratta di iniezioni che durano 2 ore, e che lasciano il giocatore a riposo forzato per tutto il giorno seguente.

Le pause ed i momenti di riposo, sono per il player molto importanti, considerando che necessita di più tempo per ricaricare le energie dopo ogni partita, rispetto ai suoi compagni. I giorni duri, in cui i dolori sono forti e la sensibilità agli arti quasi nulla non mancano, tuttavia il giocatore è più forte di tutto questo, così come la sua voglia di scendere in campo e giocare bellissime partite. Il male, i problemi, le avversità della vita non hanno buttato giù Wright, che ha continuato a credere in sé stesso, nella sua forza d’animo, diventando un esempio per tutti coloro che si scoprono affetti da qualche malattia. La forza interiore può fare tanto, mai arrendersi ma combattere fino alla fine, è questo il messaggio che questo grande giocatore vuole dare al mondo intero con la sua emozionante storia.

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