I quarti di finale dei playoff di Eurolega sono stati ricchi di emozioni e caratterizzati da un grande equilibrio, tanto che ben tre delle quattro serie sono terminate con appassionanti Gara-5, con l’unica eccezione di quella tra Real Madrid e Baskonia, vinta agevolmente, con un netto 3-0, dalla compagine di Mateo, la prima a qualificarsi per le “Final Four” in programma a Berlino dal 24 al 26 maggio prossimo.

Nella semifinale, il Real Madrid dovrà affrontare l’Olympiacos Pireo, alla terza partecipazione di fila alle “Final Four”. I greci sono stati bravi a vidimare il pass per Berlino espugnando, clamorosamente, il “Palau Blaugrana” di Barcellona, contro la squadra che aveva terminato la stagione regolare al quarto posto. I greci tornano a casa con il prezioso pass al termine di 40’ scorsi sul filo del rasoio, presi per mano da Papanikolaou, assente nei primi tre episodi della serie, autore di 11 punti, e dalla doppia doppia, da 10 punti ed altrettanti rimbalzi, di Milutinov. In casa Barcellona, 17 di Laprovittola, ma con 5/15 al tiro. Determinante, nel successo dei biancorossi del Pireo, la lieve supremazia sotto le plance e la miglior percentuale nel tiro da tre punti, specialità nella quale il Barca ha fatto registrare, in Gara-5, il 15% appena, con uno scarno 4/26 complessivo.

Nell’altra semifinale, si affronteranno il Panathinaikos ed il Fenerbahce. I biancoverdi greci tornano all’epilogo della manifestazione, dopo una lunga assenza, durata ben 12 anni. Il “Pana” la spunta ribaltando la serie contro il Maccabi, che era avanti prima per 1-0 e poi per 2-1, in Gara-5, giocata davanti al caldissimo pubblico dell’OAKA, sold out con oltre 18.000 spettatori. A prendere per mano i greci la superba prova di Kendrick Nunn; l’ex NBA, non a caso, chiude con 26 punti, infilando ben sei delle 10 triple tentate. Accanto a lui, 15 di Sloukas, mentre nel Maccabi 19 di Lorenzo Brown, con 7/13 dal campo e 14 di Nebo. Da rilevare, la grande differenza dei tiri liberi tentati, 35 dai padroni di casa, appena 10 dagli israeliani.

Se il Panathinaikos, in Gara-5, ha rispettato il fattore campo, invece il Fenerbahce di coach Šarūnas Jasikevičius, ha riscritto la storia della manifestazione, diventando la prima squadra nella storia della manifestazione a vincere la “bella” decisiva in trasferta, nello specifico sul parquet del Principato di Monaco, primato eguagliato il giorno dopo dall’Olympiacos Pireo.

Anche quello giocato alla “Gaston Salle Medecin” è stato un confronto vietato ai deboli di cuore, chiuso con il successo di un punto del “Fener”, addirittura dopo un supplementare, tanto per mettere ancor più alla prova le coronarie dei tifosi. Bellezza del basket, a decidere il confronto due triple consecutive, nel supplementare di Calathes, che ne aveva infilate soltanto una, su otto, nei tempi regolamentari. Alla fine, lo statunitense ne mette 14, gli stessi di Wilbekin e Biberovic. Al Monaco, che vede sfuggire la possibilità di partecipare per il secondo anno di fila alle “Final Four”, non bastano i 20 di James, i 16 di Motiejunas, con 6/10 dal campo, ed i 15 di Okobo.

Photocredits: Savino Paolella

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