EUROLEGA

La mancanza di competitività è imbarazzante, mi scuso con la proprietà ed i tifosi” le parole di coach Ettore Messina raccontano alla perfezione la sconfitta dell’EA7 Emporio Armani Milano nella trasferta di Atene, a casa del Panathinaikos. Del resto, a fotografare la differenza di valori in campo c’è la classifica, con i greci al terzo posto e Milano lontana quattro punti dal decimo, che regala l’accesso al Play In. La partita inizia con i greci subito avanti grazie alla supremazia sotto le plance e ad una difesa a dir poco aggressiva, con Milano che tiene botta fino al termine del primo quarto, chiuso comunque con cinque lunghezze di ritardo.

Nel secondo periodo, i greci, presi per mano da un ottimo Hernangomez, salgono in cattedra spaccando la partita, con il parziale di 23-12, e vanno all’intervallo lungo con la bellezza di 16 lunghezze di vantaggio, sul 44-28. Anche nel secondo tempo la partita non cambia, il monologo “Pana” continua e gli uomini di Ataman la portano agevolmente a casa per 79-62, con Milano che riduce il passivo a gara abbondantemente decisa. La sconfitta lascia comunque Milano a due partite dalla zona Play In, per arpionarla però bisogna tornare subito al successo; mica facile, l’Olimpia è attesa da due partite a dir poco complicate, venerdì la trasferta a Istanbul, sponda Efes e giovedì prossimo il confronto casalingo con la capolista Real Madrid; due gare proibitive, dalle quali deve però arrivare almeno una vittoria.

Panathinaikos – EA7 Emporio Armani Milano 79-62

Parziali: 21-16; 44-28; 57-41; 79-62

Panathinaikos: Grant 9, Nunn 10, Lessort 12, Grigonis 15, Mitoglou 4, Kalaitzakis 10, Vildoza, Moraitis 3, Antetokounmpo 4, Hernangomez 12. All. Ataman.
Milano: Poythress 6, Melli 4, Napier 16, Hall 7, Shields 6, Lo, McGruder 6, Flaccadori, Mirotic 11, Hines 6, Voigtmann. All. Messina.

Serata da dimenticare per la Virtus Bologna nella trasferta a Barcellona, un autentico scontro diretto con vista sul secondo posto. La compagine di Luca Banchi conferma di avere il fiato corto ed incappa nella quarta sconfitta nelle ultime cinque giornate della manifestazione. Le “V Nere”, ancora senza Shengelia, tenuto a riposo a scopo precauzionale, incappano nella peggiore prestazione stagionale, ben evidenziata dal misero 4/25 (16 %) nel tiro da tre punti. Se a queste brutte percentuali si aggiunge il saldo negativo (-16) a rimbalzo ecco che la notte catalana diventa più nera di una serata senza luna. Eppure, Bologna non aveva iniziato male, prendendo qualche punto di margine nelle battute iniziali del confronto, margine subito colmato dal Barca, avanti di tre dopo 10’, sul 20-17. La spallata catalana arriva nel secondo periodo, con i padroni di casa, presi per mano da un super Nicolas Laprovittola, che chiudono il quarto sul +12. Il fil rouge del confronto non cambia nel secondo tempo, di fatto un monologo del Barcellona, che poi la chiude per 84-57, portando dalla sua anche la differenza canestri nello scontro diretto. In una serata negativa, da salvare, nella Virtus, i 12 di Cordinier e gli 11 di Lundberg. Con questa sconfitta, la quarta consecutiva in campo esterno, le “V Nere” scivolano al terzo posto, a braccetto di Fenerbahce e Panathinaikos. Urge tornare alla vittoria, fin dal confronto di venerdì sera, in casa contro il Partizan Belgrado del “guru” Obradovic.

FC Barcellona – Virtus Segafredo Bologna 84-57

Parziali: 20-17; 41-27; 61-44; 84-57

Barcellona: O. Da Silva 2, Pauli, Vesely 9, Brizuela 11, Kalinic 6, Satoransky 5, W. Hernangomez 17, Laprovittola 16, Parker 11, Nnaji, Jokubaitis 7, Parra. All. Grimau
Virtus Bologna: Cordinier 12, Lundberg 11, Belinelli 4, Pajola, Dobric 2, Lomazs, Hackett 4, Mickey 8, Polonara 6, Zizic 2, Dunston 4, Abass 4. All. Banchi

EUROCUP

La Umana Reyer Venezia saluta il proprio pubblico con una bella vittoria, nell’ultima gara casalinga di EuroCup, manifestazione dalla quale i lagunari hanno ormai perso ogni speranza di accedere alla fase ad eliminazione diretta. La Reyer, ancora senza Parks e Kabengele, parte con un bel parziale di 5-2 ma è la classica rondine che non fa primavera; il Prometey riesce, infatti, ad allungare, prendendo anche dodici lunghezze di vantaggio, per poi chiudere il primo quarto sul +10, con il punteggio di 28-18. Nel secondo periodo la Reyer riesce a tornare in scia, ma poi gli ucraini stampano un parziale di 12-2 allungando fino al +13, sul 47-38, margine sostanzialmente mantenuto fino al 57-45 di metà partita. Tutto lascia pensare ad un’altra delusione Reyer, ed invece al rientro dagli spogliatoi la compagine di Spahija si trasforma, inizia a crivellare la retina avversaria, segnando 38 punti nel terzo periodo, subendone appena 14. È il parziale che cambia l’inerzia del match, tanto che Venezia all’ultimo intervallo vanta 12 punti di margine, poi amplificati fino al 108-92 finale. In una partita nella quale la Reyer ha dominato sotto le plance, catturando 16 rimbalzi in più dei rivali, buone prove di Tessitori, in doppia doppia da 18 punti e 12 rimbalzi, Wiltjer (25 con 8/9 dal campo), Tucker (19) ed Heidegger, 18 con 5 assist.

Umana Reyer Venezia – Prometey 108-92

Parziali: 18-28; 45-57; 83-71; 108-92

Umana Reyer: Spissu 9, Tessitori 18, Heidegger 18, Casarin 3, De Nicolao 3, O’Connell, Janelidze ne, Brooks 8, Simms 5, Wiltjer 25 Vanin, Tucker 19. All. Spahija.
Prometey; Agada 8, Clavell 12, March 3, Tkachenko 2, Bobrov 4, Lipovyy 6, Balvin 15, Kennedy 6, Odiase 11, Sanon 5, Gray 9, Sydorov 9. All. Ginzburg.

Non bastano i 3500 spettatori della “T Quotidiano Arena” per spingere la Dolomiti Energia Trento, nella sfida contro il Buducnost, ad una vittoria che sarebbe stata fondamentale nella corsa ai playoff di EuroCup. La compagine di Paolo Galbiati, orfana di Quinn Ellis, si arrende al termine di una serata complicata fin dalla palla a due iniziale, con gli ospiti che prendono subito in mano la partita, accumulando 10 punti di vantaggio già dopo pochi minuti, sul 18-8, per poi chiudere il primo periodo con otto lunghezze di margine. Nel secondo quarto, Trento, con una tripla di Hubb, arriva fino al -2, sembra il canestro per invertire il trend del match, ed invece il Buducnost tiene botta, chiudendo la prima metà di partita sul +6. Al rientro dagli spogliatoi ti aspetti lo sprint vincente di Trento ed invece arriva quello dei montenegrini, un 34-17 che vale il +23 dell’ultimo intervallo, margine poi agevolmente mantenuto nel periodo finale. Trento paga la netta inferiorità sotto i tabelloni, con il Buducnost che arpiona ben 16 rimbalzi in più, e la grande precisione da tre punti (12/25) degli ospiti. Tra i singoli, Galbiati porta cinque uomini in doppia cifra, con Baldwin a 13, ma con 4/10 dal campo. La sconfitta complica terribilmente la corsa playoff di Trento, adesso, per sperare, costretta ad espugnare, nell’ultima giornata, il parquet dell’Aris Salonicco, ieri sera corsara in terra tedesca, ad Ulm.

Dolomiti Energia Trentino – Buducnost VOLI Podgorica 78-97

Parziali: 14-22; 39-45; 56-79; 78-97

Dolomiti Energia Trentino: Stephens, Hubb 11, Alviti 11, Niang, Conti 2, Forray 11, Cooke Jr. 6, Udom 5, Biligha 8, Grazulis 11, Baldwin 13. All. Galbiati.
Buducnost Voli Podgorica: Mihailovic 9, Magee 6, Freeman, Slavkovic 11, Makoundou 11, Ferrell 14, Grbovic 3, Jones 19, Tanaskovic 19, Wright 10, Paul 3, Kamenjas 11. All. Zakelj

FIBA EUROPE CUP

La trasferta in terra olandese, sul parquet dello ZZ Leiden, era, per la Itelyum Varese, di quelle da non sbagliare, in ottica qualificazione ai quarti di finale della Fiba Europe Cup; in caso di vittoria nel paese dei tulipani, infatti, i lombardi avrebbero fatto un passo fondamentale nella corsa alla fase ad eliminazione diretta, da blindare poi nella trasferta della prossima settimana, in Romania contro l’Oradea, dove sarebbe stata sufficiente anche una sconfitta con meno di 19 punti di scarto. Invece è arrivato un brutto stop, complice le basse percentuali tenute da Moretti e compagni; eppure, il confronto era iniziato bene, con Mannion e compagni bravi a chiudere il primo periodo con nove lunghezze di vantaggio, sul 27-19. I primi 10’, però, sono stati il classico fuoco di paglia perché gli olandesi hanno ribaltato il match già nel secondo periodo, con un parziale di 27-13 valso al Leiden i sei punti di vantaggio a metà partita. Al rientro sul parquet Varese piazza subito un bel 6-0, pareggiando il match a quota 46, la partita procede sui binari di un sostanziale equilibrio fino al mini-break Leiden nel finale del periodo, con annesso +7 all’ultima pausa. Nel periodo finale Varese prova a ribaltare il match ma gli olandesi respingono ogni tentativo di rimonta di Moretti e compagni, chiudendo con un 81-77 che ne rilancia le speranze di arpionare gli ottavi di finale. Varese, invece, deve giocarsi tutto nella sfida di mercoledì prossimo in terra rumena. In una giornata dalle basse percentuali, 17 di Mannion, ma con un rivedibile 2/9 nelle triple, e 16 di Hanlan, con un buon 6/11 dal campo.

ZZ Leiden – Itelyum Varese 81-77

Parziali: 19-27; 46-40; 65-58; 81-77

ZZ Leiden: Jones 18, Ververs 5, Van der Schaile ne, Schaftenaar 15, Bos 2, van Bree 19, Kruithof 7, van Zeil ne, Boone Gardner 11, Gross 4. All. Spradley.
Itelyum Varese: Young 2, Mannion 17, Spencer 10, Woldetensae 5, Moretti 7, Librizzi 2, Virginio, Hanlan 16, McDermott 13, Brown 5. All. Bialaszewski.

Photocredits: Savino Paolella
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