Operazione bis”, non è il film del nuovo film di James Bond, ma quanto messo in cantiere della Nazionale Femminile del Belgio ai recenti europei di basket, terminati proprio domenica scorsa. Infatti, le ragazze guidate da Mike Thibault hanno vinto il loro secondo europeo consecutivo, regolando, nella sfida che valeva l’oro, la Spagna, nella rivincita della finale di due anni fa.

La finale è stata la perfetta rappresentazione di tutto il torneo, caratterizzato da partite di alto livello tecnico e dal grande equilibrio; anche la finalissima è stata in bilico fino alla sirena conclusiva, con il successo delle belghe arrivato proprio nei secondi finali, grazie al canestro decisivo della Antonia Delaere a 5” dalla fine che ha coronato l’incredibile rimonta delle belghe, poi perfezionata, dopo una sanguinosa palla persa spagnola, da un libero della Vanloo. Rimonta, dicevamo, incredibile, perché a 2’56” dalla fine un ciuff di Helena Pueyo avevo catapultato le iberiche sul +12.

Tutto sembrava già deciso, ed invece la Linskens e compagne non si sono perse d’animo e quando tutto appariva perso hanno ingranato l’overdrive, mettendo in cantiere un incredibile, ma vero, parziale di 14-0, valso il trionfo. Alla sirena finale, ecco l’esultanza per la vittoria che è poco definire thriller delle belghe e la delusione delle spagnole per aver visto sfuggire il trionfo nel modo più crudele, quando sembrava ormai dietro l’angolo.

A far esultare la compagine di Mike Thibault le ottime prestazioni della Linnskens e della Meesseman; la numero 13 ha chiuso con 17 punti all’attivo, con 7/9 dal campo, mentre la Meesseman, non a caso nominata MVP della manifestazione, ha scritto una gran bella doppia doppia, da 16 punti e 11 rimbalzi, con 7/17 dal campo. Alle spagnole, invece, non sono bastate quattro ragazze in doppia cifra con il trio Ayuso (3/8), Pueyo (5/7) e Ginzo (5/10) a quota 11.

Detto della bella, e rocambolesca vittoria, delle belghe, più di due parole la merita lo splendido cammino della nazionale azzurra. Le ragazze magistralmente condotte da Andrea Capobianco, infatti, hanno chiuso al terzo posto, tornando a frequentare il podio europeo dopo addirittura 30 anni.

L’ultima medaglia conquistata, infatti, risaliva addirittura al 1995 quando le azzurre, guidate dal compianto “Barone” Riccardo Sales, chiusero al secondo posto, alle spalle della Ucraina, prese per mano dal talento di Catarina Pollini, premiata per quattro volte come miglior giocatrice d’Europa.

Nella finalina, disputata nello splendido scenario del “Peace and Friendship Stadium” del Pireo, la casa dell’Olympiacos, le azzurre hanno regolato, con un netto 69-54, la Francia dimostrando di non risentire della incredibile sconfitta in semifinale, per mano delle future campionesse del Belgio, arrivata soltanto al termine di un finale thrilling.

Un percorso davvero stupendo, quello della Verona e compagne, che riporta il nostro movimento sul podio continentale 22 anni dopo la medaglia dell’Italia maschile, portata a casa nel 2003.

La sfida con la Francia è rimasta in equilibrio solo nel primo quarto, comunque chiuso dalle azzurre avanti di un punto, margine poi incrementato nei quarti successivi, tutti vinti da Madera e compagne, fino al netto + 15 finale. A prendere per mano la compagine di Andrea Capobianco, la grande prestazione di Cecilia Zandalasini, una che vanta trascorsi oltreoceano, nella mitica WNBA.

L’ala di Broni, infatti, ha chiuso un torneo davvero ben giocato, guadagnandosi il titolo di MVP della “finalina”, grazie ai suoi 20 punti in 26’ sul parquet, con 6/12 dal campo, di cui 3/4 da tre punti. In doppia cifra anche la Verona (11 con 5/7 al tiro) e la Cubai (10 con 3/4 al tiro).

A chiudere per il meglio il torneo straordinario delle azzurre, superiore ad ogni più rosea aspettativa, la nomina di Cecilia Zandalasini nel miglior quintetto del torneo, nomination più che meritata per una tra le migliori ali del vecchio continente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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