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Anche in questa stagione il Giardini Margherita “Walter Bussolari”, la cui finale è andata in scena giovedì scorso, si conferma come il torneo estivo più importante dell’estate cestistica tricolore. Lo dicono la splendida location, il fatto che sia arrivato all’edizione numero 43, in un percorso iniziato nell’ormai lontano 1982, interrotto soltanto a causa della pandemia, ma soprattutto la grande cornice di pubblico che segue dal vivo le partite della manifestazione.
Addirittura, oltre 5000 in occasione della finale; a raccontare la grande attesa per l’epilogo del torneo il fatto che la sfida è stata addirittura trasmessa in diretta da Sky, la TV satellitare a pagamento, con la telecronaca di Alessandro Mamoli, uno che il basket lo conosce bene, avendo fatto parte del roster dell’Olimpia Milano. L’emittente con sede a Milano non solo ha trasmesso la finale, tra l’altro, come vedremo, davvero emozionante, ma ha anche mandato in onda il docu-film dedicato proprio al Playground dei Giardini Margherita.
A realizzarlo è stato il regista Davide Spina che racconta, in una pellicola di 90’, la storia del torneo bolognese. Un docu-film da brividi per chi il Margherita lo ha vissuto da spettatore, ed ancor più per coloro che, con successo o no, ne hanno calcato i campi.
Infatti, nel video viene la pelle d’oca ad ascoltare la testimonianza di un califfo come Michael Ray “Sugar” Richardson, uno planato dalla mitica NBA ad insegnare basket. Direte voi, che ci azzecca uno del genere con il “Margherita”? Ci azzecca perché ha giocato il torneo più volte, deliziando con il suo talento gli spettatori presenti.
A far venire i brividi anche le interviste ad icone del torneo, come Davide Lamma, Giacomo Zatti e Nino Pellacani, uno che il “Margherita” lo ha vinto tre volte e del quale si narra che, nei suoi contratti, ci fosse una sorta di escape per giocare il torneo, del quale adesso ha disegnato il trofeo, ad ulteriore testimonianza dell’eterno legame con la manifestazione.
Ma qual è stato lo stimolo a girare questo film? Lo racconta proprio il regista, Davide Spina: “Ho scritto e diretto questo film per mostrare al mondo questo incredibile “microcosmo” che esiste solo a Bologna, e che esiste ormai da più di quarant’anni, intrattenendo più di una generazione”.
Parlando dell’aspetto sportivo la finale, disputata davanti ad un parterre d’eccezione tra i quali spiccavano il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, Carlton Myers e Stefano Pillastrini, è stata la formazione “Mulino Bruciato” che ha prevalso, in un finale emozionante su Tatto#13, per 103-98, grazie ad un rush finale da copertina dopo che la formazione guidata da Bartolini aveva messo per la prima volta il naso avanti, sul 98-97.
È stato il successo della famiglia Conti, con Augusto, coach di Piombino in B Nazionale, ed i figli Simone e, soprattutto, Alberto, grandi protagonisti, rispettivamente con 20 e 30 punti realizzati.
Parla Alberto Conti, il top scorer della finale
Grande protagonista della finale è stato Alberto Conti, con i suoi 30 punti top scorer del confronto, che racconta, ai microfoni di Basket World Life, la grande soddisfazione per la conquista del trofeo:
“La vittoria dei giardini Margherita è stata veramente una grande emozione, siamo riusciti in poco tempo a diventare squadra e a sacrificarsi l’uno per l’altro e questo è il principale motivo per il quale siamo riusciti a battere diverse squadre fortissime e a vincere il torneo È stata una grande emozione vincere davanti a 5000 persone in un clima come sempre stupendo e in diretta Sky. ma questa è semplicemente Bologna, Basket City.”
Il tabellino della finale
Il mulino bruciato – Tatto#13 103-98
Parziali 24-20, 60-46, 90-75, 103-98
Il mulino bruciato: Ani 4, Albertini 1, Paulinus 17, Landi 3, Simone Conti 20, Alberto Conti 30, Anaekwe 8, Contini 5, Ferri 8, Romanò 6, Zampolli. All. Augusto Conti.
Tatto#13: Ugochukwu 11, G. Cecchinato 13, Zanetti 10, Mastellari 24, Piccionne 10, Lalanne, Prunotto, Crespi 9, Osellieri 5, De Gregori, Ranuzzi 16, P.E. Cecchinato. All. Bartolini.
Photocredits: Torneo Giardini Margherita “Walter Bussolari”




























