L’ EA7 Emporio Armani Olimpia Milano mette subito le cose in chiaro nella semifinale con la Germani Brescia, che pure aveva chiuso al secondo posto la stagione regolare, espugnando il parquet bresciano già in Gara-1.
Una partita sulla quale hanno influito anche le maggiori energie di Milano, che tornava in campo dopo otto giorni di riposo, avendo vinto la serie con Reggio Emilia per 3-0, mentre Brescia aveva il fiato grosso, avendo eliminato Trieste soltanto in cinque, tiratissime, partite.
La Germani, infatti, parte anche bene ma poi deve arrendersi alla maggiore freschezza di Shields e compagni, bravi ad aumentare l’intensità difensiva dopo un primo quarto chiuso dalla truppa di Cotelli con 8 lunghezze di vantaggio, con il senno di poi classica rondine che non fa primavera. Infatti, nei due periodi centrali, ecco la spallata dei milanesi, bravi sì in attacco (49 punti realizzati) ma soprattutto nell’inceppare gli oliati meccanismi offensivi di Brescia, come dicono i soli 30 punti realizzati nei 20’ centrali.
Anemia offensiva che ha permesso a Milano, presa per mano da un Bolmaro in formato deluxe, di prendere in mano la partita, ipotecando il successo con il 65-52 di fine terzo quarto. Un +13 poi corretto nell’88-72 finale che regala a Milano la possibilità di volare in finale vincendo le due partite in casa.
A Brescia, non servono i 24 del grande ex Della Valle, con 3/5 da due e 4/6 dalla lunga distanza, ed i 10 a testa di Bilan (4/8) e Burnell (3/8); nell’Olimpia gran prova di Bolmaro, 20 punti e 7 rimbalzi uscendo dalla panchina, ben supportato da Brooks (15 con 6/10 dal campo) e dal terzetto composto da Shields, Nebo e “Pippo” Ricci, tutti a quota 11.
Se Milano espugna Brescia, altrettanto fa Venezia a Bologna, in quello che è sicuramente il risultato più sorprendente di queste Gara-1 di semifinale. L’Umana, infatti, gioca una ottima partita, resistendo all’avvio sprint della Virtus, avanti anche di 11 nel corso del primo periodo, poi chiuso dalle “V Nere” avanti di cinque. La Reyer non si fa però intimidire ed è brava a rimettere la partita in equilibrio già nel secondo periodo, tanto che all’intervallo lungo le due squadre sono divise da un solo punticino, sul 46-45 a favore della Virtus.
La Reyer ricuce il gap grazie anche ad una super prestazione del canadese Wiltjer, autore di 19 punti nel solo primo tempo. L’equilibrio dura anche per tutto il terzo quarto, mentre in quello finale arriva la spallata dei lagunari, che giocano 10’ da oscar, ben raccontati dal parziale di 28-17 che vale il colpaccio, sancito dal 91-83 finale.
A fare la differenza, la maggior energia della Reyer, ma soprattutto le diverse percentuali da tre punti: la Virtus chiude con un rivedibile 6/22, gli orogranata con un ben migliore 12/27.
Nella Virtus Bologna il miglior realizzatore, e non è una novità, è Edwards, con 21 punti, frutto però di percentuali non certo eccelse (5/16 da due, 1/7 dalla lunga distanza); nelle “V Nere” anche 16 di Diouf (5/8) e 12 di Vildoza (5/7). Nella Reyer la palma di “man of the match” tocca a Wiltjer, miglior realizzatore del confronto con 26 punti e 6/10 dalla lunga distanza. Bene anche Parks, 16 con appena due errori al tiro (6/8), Cole, 13 per lui, e Horton, 12 uscendo dalla panchina con 6/8 dal campo.
Photocredits: Savino Paolella




























