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Intervista a Tommaso Rizzacasa

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Tommaso Rizzacasa

Noi di Basket World Life abbiamo intervistato Tommaso Rizzacasa, preparatore atletico Basket Le Mura Lucca A1 femminile.

Tommaso Rizzacasa: carriera

La carriera da giocatore di basket di Tommaso Rizzacasa è nata dalle giovanili della Pielle Livorno Basket per poi passare da Meloria, Libertas Livorno, Ghezzano e Basket Livorno. Da Senior le esperienze in C1 ad Affrico Firenze, Reggello, Bottegone Pistoia ed in B2 ad Hannover in Germania per poi giocare la maggior parte degli anni successivi sempre con il Libertas Livorno.

Per quanto riguarda la carriera come preparatore fisico Tommaso Rizzacasa ha iniziato nel 2011/2012 allenando 2 piccole squadre giovanili tedesche di Hannover (U16 maschile e U18 femminile). Nel 2013/2014 alla Libertas Livorno (U19 maschile ). Da gennaio ad aprile 2015 ha operato a Ghezzano (U18 maschile). Ma non è finita qui, nel 2015/2016 al Don Bosco Livorno è stato secondo preparatore fisico inizialmente della serie B e successivamente delle giovanili Elite di varie categorie.

Intervista a Tommaso Rizzacasa

Incontriamo Tommaso ad Alessandria al termine della finale di coppa italia di A1 femminile persa dalle sue ragazze per 67-50 contro la Famila Schio.

Scontata la prima domanda sull’attuale esperienza professionistica a Lucca. 

A Lucca sono capitato un po’ all’improvviso poiché non mi sarei aspettato la chiamata della società appena fresca di titolo Italiano Femminile, soprattutto perché contavo solo di un’esperienza biennale al Don Bosco Livorno maschile tra prima squadra e giovanili. Con molta emozione ho accettato, anche se sapevo che le responsabilità da assumersi sarebbero cresciute immediatamente in maniera vertiginosa. Ma a me piace il mio lavoro e ho accettato con molto piacere. Non nego che l’impatto è stato molto differente rispetto al maschile, la gestione cambia come cambiano le varie esigenze da rispettare…e ancora sono in fase di evoluzione per cercare di dare il meglio allo Staff e alle atlete che alleno. Naturalmente per il tipo di persona che sono, non mi accontento mai di quello che faccio, ma alla fine provo sempre a guardare il bicchiere mezzo pieno (anche se non andate a buon fine, siamo riusciti a giocarci fino ad adesso la finale di supercoppa Italiana e di Coppa Italia….e il campionato ancora non è finito….) Detto questo, si continua a lavorare per arrivare al massimo risultato possibile.

Quali sono i principali motivi che ti hanno spinto ad intraprendere la carriera di preparatore atletico?

Il principale motivo è unicamente legato alla mia personale voglia di allenarmi, incrementata dal fatto di non aver mai trovato condizioni e situazioni favorevoli per un’adeguata preparazione fisica personale durante la mia piccola carriera da giocatore. La spinta finale l’ho ricevuta una volta tornato dalla Germania dopo aver conosciuto uno dei miei compagni di squadra americano. Lui mi ha dato l’incentivo in più per tuffarmi a pieno nella mia professione attuale.

Quale sono le principali differenze tra il lavoro con un settore giovanile e una prima squadra?

La differenza tra il lavoro legato ad un settore giovanile ed una prima squadra sta solo nell’usare gli stessi mezzi e le proprie conoscenze nel raggiungimento di obiettivi diversi. Una prima squadra necessita principalmente della migliore condizione fisica con i mezzi a disposizione. Come primo obbiettivo ha quello della riduzione della percentuale di rischio infortuni oltre al potenziamento fisico generale coordinato con gli elementi tecnici proposti dall’allenatore. Nel settore giovanile dobbiamo fornire tutte quelle basi (e non solo) necessarie per evitare quello che ho menzionato precedentemente a riguardo di una squadra senior. Gli elementi di crescita muscolare, posturale e mobilità articolare la fanno da padroni.

Quanto è importante la preparazione atletica al fine di prevenire gli infortuni?

Fondamentale! Basti pensare che nella società dei nostri giorni i giovani non sviluppano più gli schemi motori di base ma passano la maggior parte del tempo davanti ad apparecchi tecnologici che favoriscono posture scorrette e cattivi sviluppi delle attività motorie. Le persone, al giorno d’oggi, non sanno più camminare!

All’interno di una Società sportiva, come intendi tu il rapporto tra preparatore e allenatore?

Il mio rapporto ideale deve avere, alla base, la comunicazione per condividere e applicare al meglio le idee e le proposte da sviluppare durante l’anno. In mancanza di questo fattore, senza forzature e con estrema naturalezza, o si entra in contrasto con l’allenatore oppure si cerca di ovviare e migliorare una situazione che, di per sé, si presenta sfavorevole oppure si cambia società.

L’allenamento è un paradosso: fa soffrire ma ci consente di sognare

Grazie Tommaso e buon lavoro

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