Nikola Jokic, per usare una classica frase fatta, è la classica eccezione che conferma la regola; infatti, il centro serbo riesce a dominare una lega, la mitica NBA, fatta di super uomini, dall’atletismo e dalla fisicità fuori dal comune. Tutte doti che non appartengono certo al lungo di Sombor, ma che non gli hanno impedito di diventare il più forte giocatore della Lega e, per traslato, del mondo.
Non lo affermiamo noi, lo raccontano i tre titoli di MVP vinti negli ultimi cinque anni, che la dicono lunga sulle doti di un campionissimo, a maggior ragione considerando che il serbo non milita in una delle franchigie “icona” della Lega, bensì nei più modesti Denver Nuggets.
Proprio il titolo vinto dalle “Pepite” nel 2023, il primo nella storia della franchigia del Colorado, è la perfetta rappresentazione del talento di Nikola, un talento puro, non a caso lo chiamano “Joker”, che dispensa lezioni di basket ad ogni allacciata di scarpe nonostante un fisico, al di là dell’altezza, normale. Il tutto condito da un’espressione seria e composta, quasi di distacco, durante partite ed interviste, e da una personalità singolare, con interessi che vanno oltre i 28 x 15 del campo di basket, tra cui quello atavico per i cavalli.
Tutto questo, e molto altro, è raccontato alla perfezione nel libro “Why So Serious”, “Perché così serio?”, di Mike Singer, che racconta il percorso di Jokic con dovizia di particolari, ed alcune chicche davvero imperdibile, in particolare il vasto corredo fotografico, nel quale trovano spazio il primo cartellino di Jokic rilasciato dalla Federazione Serba, le foto con il fratello e quella con Isidor Rudic, il suo primo allenatore, a Sombor.
Proprio da Sombor, una cittadina di 85.000 abitanti della provincia autonoma della Voivodina, parte il romanzo del campionissimo serbo, arrivato nell’Olimpo del basket con un percorso tutto da raccontare. Proprio quello che fa Mike Singer nelle 370 pagine del suo libro nel quale ripercorre tutta la carriera di Nikola. Lo fa in un modo singolare, con una lunga serie di capitoli, addirittura la bellezza di 95.
Ciascuno di essi è come un flash, un lampo che squarcia il buio, nel quale in poche, pochissime pagine si racconta un passaggio, talvolta fondamentale talora meno, del cammino del campionissimo serbo, partito dai malandati campi di Sombor per arrivare sul tetto del mondo, lui che aveva come massima aspirazione quella di diventare fantino, aspirazione troncata sul nascere proprio dal suo sviluppo fisico che lo porterà fino ai suoi 2.11.
Flash che messi insieme, però, raccontano in maniera perfetta l’incredibile parabola di un ragazzino grassoccio, senza grandi doti fisiche, elevazione in primis, ed anche abbastanza indolente – una chicca il prospetto nel quale si evince come, da giovanissimo, si presentava soltanto alle partite e quasi mai agli allenamenti – sia arrivato sul tetto del mondo, fino a conquistare per tre volte il titolo di MVP della Lega, pur giocando nei Denver Nuggets.
Tanto per dire, a soli 30 anni ha conquistato gli stessi riconoscimenti di MVP di autentiche leggende del basket mondiale come Magic Johnson, Larry Bird o Moses Malone, vicino ad un’icona vivente come Lebron James (4), che pure di anni ne ha 11 di più.
Tutto questo, e molto altro, lo racconta Mike Singer, passando da arene strapiene a ippodromi di provincia, dalle star NBA agli amici serbi, dai guru della panchina ai vecchi compagni delle giovanili, dall’All Star Game alla musica balcanica; il tutto con uno stile diretto ed incisivo, che rendo le 370 pagine dell’opera davvero da leggere tutte d’un fiato.





























