Definito, in Serie A2, il quadro delle semifinali, dalle quale uscirà il nome, tra le quattro ancora in lizza, della compagine che salirà al piano superiore, in compagnia di Udine, già certa della promozione grazie al primo posto nella stagione regolare.
Mentre andavano in scena le emozionanti Gara-5, se ne stava comoda a guardare la Sebastiani Rieti, già sicura delle semifinali grazie al secco 3-0 rifilato alla Wegreenit Urania Milano.
I reatini affronteranno, in una sfida dalle grandi tradizioni, l’Acqua San Bernardo Cantù brava ad eliminare, martedì scorso, un’altra delle grandi storiche del nostro basket, la Flats Service Fortitudo Bologna. I felsinei, dopo aver acciuffato il 2-2 vincendo le due gare casalinghe al “PalaDozza”, steccano nella decisiva sfida in terra lombardo, con Cantù che chiude il primo tempo avanti di sei lunghezze, per poi dare la spallata decisiva al confronto, con il 31-17 del terzo periodo, 10’ nei quali la compagine di Brienza, presa per mano da un super Tyrus Mcgee, scappa via definitivamente, per poi chiudere con un netto 88-63, che costringe la “F” a programmare già la prossima stagione.
Cantù gioca un’ottima partita, ben raccontata dai sei uomini in doppia cifra, con McGee a 15, in appena 22’ di utilizzo, con 3/6 nelle triple, e Grant Basile (6/11) a 17. Nella Fortitudo gran prova della bandiera Aradori: il numero 4 chiude con 25 punti, frutto di 5/10 da due e 5/9 nelle triple.
Nella parte bassa del tabellone, la semifinale sarà un avvincente derby romagnolo tra la Rivierabanca Rimini e la Unieuro Forlì, arrivate alla sfida in modo diverso. Rimini lo fa battezzando il fattore campo, eliminando la Valtur Brindisi che pure vende cara, carissima, la pelle senza mai darsi per vinta. Non a caso la compagine di Piero Bucchi era avanti, sia pure di una sola lunghezza, al termine del terzo periodo.
Nel quarto conclusivo, però, Rimini infila nel canestro pugliese ben 24 punti, decisivi nella vittoria, arrivata al termine di un confronto nel quale Brindisi era stata brava a rimontare anche 15 lunghezze di ritardo. Nella compagine di Sandro Dell’Agnello, 18 di Marini (6/14) e 17 di Justin Johnson (8/14), con 8 rimbalzi, e 17 di Robinson (5/10). Nella Valtur, 20 di Calzavara (5/12) e 14, con 9 rimbalzi, di Ogden (6/12).
Forlì, invece, strappa il ticket per le semifinali, espugnando il parquet della Gesteco Cividale, infliggendo ai friulani la terza sconfitta consecutiva, con annessa eliminazione, complice anche la pesante assenza di Lamb. Dopo un avvio equilibrato, Forlì scappa via nel secondo periodo, nel quale gli uomini di Montano stampano un parziale di 26-13 che vale il +13 a metà partita, dopo aver avuto anche 16 lunghezze di margine. Al rientro sul parquet Cividale ci prova anche a rientrare in partita, aggancia la parità a pochi minuti dal termine, ma nella volata finale deve arrendersi ai romagnoli, sbagliando, con Ferrari, la tripla del possibile pareggio.
A Pillastrini, classico ex di turno avendo guidato dal 1996 al 1998 i romagnoli, non bastano i 18 di Mastellari (6/17) ed i 17 di Dell’Agnello (6/13), mentre stecca Redivo, autore di soli 10 punti con 4/12 al tiro. Per Forlì 21 di Gaspardo, con 5/9 da lontano, 21 di Del Chiaro (10/14) e 20 di Cinciarini (7/10).
In gara-5 dei playout il successo, con annessa permanenza in categoria, è della Libertas Livorno, brava a sopire le velleità di Vigevano, che pure nel primo quarto era avanti anche di 10 lunghezze. Profeta del successo labronico Adrian Banks che, incurante delle quasi 40 primavere e delle cinque partite ravvicinate, gioca una prestazione monstre infilando nel canestro lomellino la bellezza di 43 punti, con 5/8 da due e 5/11 da tre, in 38’ di utilizzo.
È la prestazione che spezza l’equilibrio durato per tutta la serie e consegna agli uomini di Di Carlo la vittoria per 85-77. Nella Libertas bene anche Douvier (19 con 7/9 dal campo e 12 rimbalzi) e Tozzi (10), a Vigevano, che paga i 16 rimbalzi in meno catturati, non servono i 24 di Francis, ma con 6/17, e i 16 di Stefanini (5/11).




























