Dopo tre anni in cui il trofeo era andato a formazioni che non erano certamente le favorite della vigilia, rispettivamente Brescia, Napoli e Trento, l’edizione 2025 si conclude, almeno per quanto riguarda la squadra vincitrice, senza sorprese; ad alzare il trofeo, infatti, è una delle due grandi favorite della vigilia, l’EA7 Emporio Armani Milano, che torna così a scrivere il proprio nome nell’albo d’oro della manifestazione a distanza di tre anni.
Per gli eredi delle mitiche “scarpette rosse” si tratta della nona Coppa Italia in bacheca, nessuno ha fatto meglio.
Gli uomini di Peppe Poeta, alla seconda Coppa Italia in carriera, dopo quella conquistata da giocatore, nel 2018 con Torino, battono in finale la Bertram Derthona Tortona, che deve ancora una volta rimandare il sogno di acciuffare il primo trofeo della sua storia. Per i milanesi si tratta del secondo successo stagionale, dopo la vittoria nella Supercoppa a fine settembre. E’ stato un remake della finalissima del 2022, l’anno dell’ultimo successo dell’Olimpia, e per Tonut e compagni non è stata certo una gita di piacere.
Di fronte ai quasi 13.000 spettatori di Torino, infatti i piemontesi hanno venduto cara, carissima, la pelle, tanto che a fine terzo periodo gli uomini di Fioretti, ironia della sorte fino alla passata stagione assistant coach proprio di Milano, erano avanti di tre lunghezze, dopo aver recuperato, con una grande difesa, il -15 dei primi 10’.
Nel periodo finale, però, la maggior cilindrata dei biancorossi milanesi è venuta fuori e l’Olimpia, presa per mano da Guduric e da Armoni Brooks, non a caso premiato come MVP, ha portato a casa la vittoria. Alla fine il tabellone di una Inalpi Arena gremita in ogni ordine di posto regala la vittoria alla “Poeta band”, a segno con il finale di 85-77.
Dicevamo dell’MVP consegnato ad Armoni Brooks, più che meritato visto i 20 punti realizzati dallo “strangers”, con un super 6/10 dalla lunga distanza, ben coadiuvato dai 18 di Guduric, che chiude con un solo errore al tiro.
In doppia cifra anche Bolmaro (11) e Nebo, per lui una bella doppia doppia da 14 punti e 11 rimbalzi. Nella Bertram, non servono i 23, in 27’ di utilizzo, di Prentiss Hubb, con 3/5 da due e 4/10 da tre, i 13 di Gorham (4/8 dal campo) ed 11 di Vital (5/14).
Milano era arrivata all’epilogo della manifestazione regolando nei quarti Trieste, per 94-86, e poi in semifinale la Germani Brescia, con il punteggio finale di 106-102, mentre i piemontesi, arrivati a Milano da testa di serie numero cinque, hanno prima sconfitto, per 95-87, la Umana Reyer Venezia e poi in semifinale la Virtus Olidata Bologna per 83-73, nel risultato più sorprendente dell’intero torneo.
A proposito della Virtus, per gli uomini di Ivanovic la manifestazione si conferma autentico tabù; pensate che le “V Nere” non alzano il trofeo addirittura dal 2002, quando i felsinei vinsero le “Final Eight” di Forlì regolando, in un appassionante finale, la Montepaschi Siena per 79-77, con Manu Ginobili proclamato MVP del torneo.
Le parole di coach Poeta
Alla fine, evidente la soddisfazione del coach dell’Olimpia Milano, come si evince dalle sue parole, pubblicate sul sito LBA, che riportiamo integralmente
“Sono molto contento, voglio ringraziare tutti quanti. Voglio ringraziare la squadra, perché in questi quattro giorni sono stati incredibili.
E quando parlo di squadra intendo ogni singolo componente: non solo chi è sceso in campo, anche quelli che non sono entrati o quelli che erano fuori in tribuna, perché tutti hanno portato il loro mattoncino. Di questi parlo anche dello staff medico, staff sanitario, preparatore atletico e il mio staff.
Il più grande dei grazie va a loro, da chi ha recuperato Bolmaro, Nebo, da chi era in tribuna a sostenere i compagni e da chi era in panchina e non ha giocato. Il secondo grazie va a tutta quanta la proprietà, perché mi hanno dato fiducia e questo trofeo è anche per loro.
La partita è stata incredibile, onore a Tortona, complimenti veri, perché hanno fatto una Final Eight di altissimo livello, ci hanno messo in grandissima difficoltà oggi. È stata una partita vinta con spirito, con testa. C’è stato un rifiuto di perdere, penso sia ancora più bello che la voglia di vincere.
Abbiamo giocato bene in difesa, tenendo Tortona a 32 punti nel secondo tempo e abbiamo alzato l’intensità con i cambi difensivi. In attacco, i nostri grandi campioni ci hanno preso per mano onestamente. È la vittoria di tutti”.
Per chiudere, si può certamente affermare che la “Final” sono state un autentico successo considerando le oltre 40.000 presenze – 40-014 per l’esattezza – nelle tre giornate di gara, con la finalissima che è stata seguita da ben 12.597 spettatori, record assoluto per una finale di Coppa Italia, segno evidente della gran voglia di basket, di basket di alto livello, al di là della scarsa visibilità che in questo particolare momento storico ha la pallacanestro tricolore, evidenziata anche dal “sold out” per la prossima gara della nazionale, il prossimo 2 marzo a Livorno.




























