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Quanti di voi amano la lettura, magari da farsi in pieno relax sul divano oppure in poltrona nelle grigie giornate invernali? Ebbene, l’estate è praticamente finita, lasciando spazio all’autunno con tutti i suoi caldi colori ma anche con i primi freddi e le prime piogge. Cosa c’è di meglio di prendere in mano un buon libro e dedicarsi alla lettura?

Ovviamente ci sono libri di svariati generi capaci di attirare la vostra attenzione ed emozionarvi. Ebbene sì, per chi non lo sapesse ancora, ci sono anche tanti testi che trattano di basket e dei campioni di questo fantastico sport, anche quelli perduti come in questo caso. Infatti anche la letteratura si è lasciata ispirare dal basket e tutto ciò che ruota intorno ad esso, tanto da offrire ai lettori un ventaglio davvero vasto di opere, sia in Italia che nel resto del mondo. Alcune opere sono state scritte da allenatori ed ex giocatori della pallacanestro, raccontando i vari aspetti e storie di uno degli sport più diffusi ed amati a livello mondiale.

Le “stelle mancate”

La pallacanestro non è però solamente il bellissimo mondo fatto da giocatori diventati delle vere e proprie star, ma anche di quei talenti che purtroppo non si sono affermati in questo sport, pur avendo bravura ed ottime capacità. Nel basket americano ci sono molte, permettetemi di dire, “stelle mancate”. Il tutto per varie ragioni che ovviamente non sto qui ad elencarvi con il solo risultato di tediarvi ed annoiarvi.

Un buon libro a riguardo è sicuramente “What if – racconti di basket e talenti perduti”. Si tratta di un testo scritto da Luca Roncoroni che affronta la vita di giocatori che, seppur talentuosi, non hanno giocato un solo minuto della loro vita nell’NBA americana. Più precisamente ci riferiamo a player come Steve Francis, Tracy McGrady, Lamar Odom e altri grandi talenti perduti, storie raccontate attraverso una vera e propria antologia sportiva dell’errore.

What if – Racconti di basket e talenti perduti: trama

Lo scenario in cui si ambienta il libro si compone di campi da basket, canestri, playground, nella periferia americana. Non mancano figure di spacciatori di quartiere, in quelli che sono i posti abbastanza malfamati americani ed un ragazzo con tanto talento, forse troppo talento per permettersi di non riuscire nel basket.

Eppure non tutti riescono ad affermarsi ed arrivare al traguardo più importante per un giocatore di basket, l’NBA americana. Molti riescono letteralmente a toccare il cielo con un dito, ma il pericolo di cadere aumenta sempre di più. Così non resta altro che un sacco pieno di rimpianti e di domande che frullano in testa sul: come sarebbe stato se…? Cosa sarebbe successo?

Tuttavia gli errori e gli sbagli fanno parte della vita. Anche i giocatori sono umani. Si dice che dagli sbagli commessi si possa imparare la lezione e migliorarsi, senza ricadere nello stesso errore una seconda volta. Dunque anche negli sbagli c’è qualcosa di positivo, una sorta di lezione per se stessi e per gli altri. Ed è proprio su questo che il libro vuole soffermarsi, presentando al grande pubblico le vite di giocatori che purtroppo hanno commesso degli errori che hanno pagato caro in termini di carriera sportiva. Non tutto è certo, ma non tutto è perduto.

Luca Roncoroni si muove attraverso le vite di questi giocatori alla ricerca della luce nascosta da un destino beffardo e spietato, e getta il suo sguardo partecipe sul lato oscuro della pallacanestro.

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