“Non basta l’altezza. Io, il basket e l’America”: il libro di Danilo Gallinari

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Un libro diretto, appassionante, pieno di aneddoti sul basket che conta e con una stimolante lente di ingrandimento sui “Black Jesus” che incendiano l’entusiasmo nei palazzetti americani e nelle tv di tutto il mondo.

“Non c’è alcun torneo al mondo che possa essere paragonato all’NBA. Forse nemmeno le Olimpiadi, escluso ovviamente il basket giocato da Team Usa. Ora che l’ho conosciuta da dentro, posso affermarlo tranquillamente: l’organizzazione è formidabile; la promozione del brand, delle partite e dei giocatori è incredibile; il livello tecnico è sovrumano.”

“Non basta l’altezza. Io, il basket e l’America”, trama del libro

Danilo Gallinari è riuscito a coronare il suo sogno di ragazzo: diventare un cestista professionista e giocare nel torneo che non ha eguali: la leggendaria NBA. Guidato dalle domande dei fan raccolte dalla piattaforma digitale eFanswer, il Gallo ripercorre la sua carriera già formidabile raccontando da protagonista come rimbalza la palla a spicchi americana: “Siamo messi nelle condizioni migliori per esprimere il nostro potenziale, quando scendiamo in campo ogni aspetto della nostra vita extra-parquet è già stato risolto, e nel migliore dei modi: dobbiamo solo allenarci, giocare e dare il massimo per la squadra“.

E anche che effetto fanno, gomito a gomito, fenomeni assoluti come LeBron James, Stephen Curry e Kobe Bryant: “La competizione è il vero stimolo per ogni giocatore: guardarli fa scattare dentro di me la voglia di saltare di più, correre di più, tirare meglio. Il confronto ti può avvilire o ti può spingere a migliorare: a me fa il secondo effetto“.

L’autore è legatissimo all’Italia, alla Nazionale azzurra (“L’esclusione al pre-Olimpico di Torino è una delle sconfitte più brucianti della mia carriera“) e alla sua famiglia, a cui deve valori e sostegno illimitato. Non Basta l’Altezza rinfresca anche i suoi ricordi di bambino innamorato da subito del basket (“La pallacanestro, infatti, è sempre stata un pensiero fisso per me. Una grande passione. Ricordo che quando ero piccolo guardavo per ore le videocassette di Michael Jordan, il mio idolo indiscusso, e cercavo di ripetere le sue mosse“) e che poi attraverso la trafila classica riesce a diventare uno degli atleti italiani più forti di sempre.

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