Scritto in collaborazione con il giornalista Nando Mura, l’autobiografia di Meo Sacchetti “Il mio basket è di chi lo gioca” manda a tutti un messaggio importante dichiarando a gran voce che tutti possono fare cose straordinarie, anche gli uomini normali. Ma, in particolare, che non esiste un solo modo per stare in campo e che lo sport non è di chi lo vuole comandare, ma di chi lo fa. Ma non è finita…se nello spogliatoio qualcuno porta della birra o del pecorino, non muore proprio nessuno! Ecco la storia di Romeo Sacchetti custodita in questo libro.

Il mio basket è di chi lo gioca: sinossi

Meo Sacchetti è uno dei giocatori di basket più celebri in Italia. Pilastro della Nazionale che nel 1980 ha vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Mosca e nel 1983 l’oro agli europei, Meo ha segnato la pallacanestro italiana giocando a Bologna, Torino e Varese. Poi, dopo un grave infortunio, la svolta e l’inizio di una straordinaria carriera da allenatore che, l’anno scorso, lo ha portato a vincere Coppa Italia, Supercoppa e Scudetto con la Dinamo Sassari. Un triplete forse irripetibile per una squadra provinciale e il primo grande trionfo del basket sardo. Ma Meo Sacchetti è molto di più: personaggio spumeggiante, diretto nei modi e capace di sorprendere tifosi e addetti ai lavori con la sua schiettezza e simpatia.

Il suo è un basket frizzante, fatto di corsa, tiro, fantasia, in cui i giocatori sono chiamati a esprimere liberamente le loro qualità. Nato ad Altamura in un campo profughi, la vita di Meo non è stata sempre facile; orfano di padre, Sacchetti ha dovuto farsi largo per trovare il proprio posto nel mondo della pallacanestro nazionale. “La vita molto presto mi ha detto arrangiati” dice Sacchetti in questa sua autobiografia scritta con la collaborazione del giornalista sardo Nando Mura, nelle cui pagine emerge tutta la carica umana di un grande e amatissimo personaggio dello sport italiano.

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