High Flying Bird: il film sul basket girato con un iPhone di Steven Soderbergh

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Un lockout dell’NBA chiude le porte al suo cliente. Così un agente sportivo attua un piano per salvare la carriera di entrambi e turbare la struttura di potere della lega.

High Flying Bird: basket e potere dietro un iPhone

Negli Stati Uniti ogni situazione si trasforma in una metafora politica, che sia pubblicità, sport Oscar o quella di dare la precedenza ad un lockout della NBA. Questo è quel periodo di pausa in cui tutte le parti non riescono a trovare un accordo su una questione. E così il campionato subisce un blocco e naturalmente anche i pagamenti vengono congelati. Nella storia del basket è accaduto quattro volte. E come si fa per uscire da queste sabbie mobili? Spesso si ricorre a tutta una serie di accordi e compromessi al limite del cinematografico.

Un film oltre i soliti schemi

In questo modo Steven Soderbergh, il regista di questo film sul basket decisamente diverso dal solito, ha compreso come una situazione di questo genere potesse essere un trampolino per la creazione di una grande matrioska in cui la più minuscola bambola è, invece, quella più grande.

Sono questi i presupposti di questo suo ultimo film presentato allo Slamdance Film Festival e distribuito da Netflix. High Flying Bird, girato con un iPhone8 dotato di una lente wide-angle, racconta di quel basket giocato negli uffici del World Trade Centre da quei personaggi in giacca e cravatta pronti a tutto per conquistare la poltrona più vicina al canestro. Quelli che nulla hanno a che vedere con la purezza del gesto libero degli atleti che giocano sul parquet, ma che si aggirano nelle stanze del potere giocando una partita a colpi di provocazioni e di tweet.

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