E’ arrivata poche ore fa la notizia che il mondo della moda non avrebbe mai voluto leggere, la morte del leggendario Giorgio Armani, “Re Giorgio” come era soprannominato per quell’aura di fascino che sprigionava al solo guardarlo. Una morte improvvisa ed ai più inattesa, nonostante i suoi 91 anni, se è vero, ed è vero, che appena pochi giorni fa aveva annunciato l’acquisizione del leggendario locale La Capannina di Forte dei Marmi, da quasi un secolo simbolo della modernità e rifugio di intellettuali ed artisti.
Se il mondo della moda è ovviamente in lutto per la scomparsa del re dell’eleganza che nel corso della sua carriera aveva vestito quasi tutte le star di Hollywood, anche il mondo dello sport piange la scomparsa di Re Giorgio; evidenti i suoi legami con lo sport, tanto per dire sono di Armani, attraverso il marchio Emporio Armani/EA7, le divise della nazionale azzurra di calcio.
Lo sport nel quale, però, Giorgio Armani aveva investito maggiormente è stato il basket, con l’acquisizione, nel 2008, della squadra più blasonata della nostra pallacanestro, l’Olimpia Milano. Una gestione assolutamente di successo, tanto che, sotto la guida del profeta della moda, sono arrivati all’ombra della Madonnina la bellezza di 15 trofei, una parte significativa dello sterminato palmares della società milanese, fatto, tra l’altro, di ben 31 scudetti, un numero incredibile se si pensa che la seconda nell’albo d’oro, la Virtus Bologna, si ferma a 17 titoli.
Sei di questi sono arrivati durante la gestione di Giorgio Armani, che spesso e volentieri si faceva vedere al “Forum” di Assago, la casa degli eredi delle mitiche scarpette rosse, affascinando tutti con la sua innata eleganza, il suo fascino e l’innato savoir faire. Oltre ai sei triangolini tricolori, con lui alla guida sono arrivate anche quattro Coppe Italia e cinque Supercoppe, segno evidente della bontà della sua gestione. Del resto “Re Giorgio” non ha mai badato a spese, pur di costruire compagini in grado di dominare in Italia e ben figurare in Europa.
Stime accurate parlano di investimenti, dall’acquisizione ad oggi, di oltre 200 milioni di euro, tesoretto di assoluto livello in un mondo, quello del basket, lontano anni luce dalle spese faraoniche del calcio. Insomma, una gestione di successo, con un unico piccolo neo, i risultati altalenanti in Eurolega, nonostante ingenti investimenti e la scrittura di un allenatore vincente come Ettore Messina, uno che ha vinto quattro volte la massima competizione continentale.
In un percorso continentale come detto altalenante, bisogna però ricordare la perla del ritorno alle Final Four dopo la bellezza di 29 anni di attesa, nel 2021, risultato al quale la compagine milanese non è riuscita a dare la giusta continuità nelle ultime stagioni, con cruccio dei propri tifosi che adesso piangono la scomparsa di un uomo che è stato più di un patron e che lascia un grande vuoto non solo nel mondo della moda, ma anche in quello del basket, una delle sue vere, grandi passioni.
Photocredits: Savino Paolella




























