Sono sempre di più, nel nostro paese, i libri dedicati al basket a stelle e strisce, la grande maggioranza dei quali dedicati a personaggi che hanno fatto la storia della pallacanestro. Il tutto però in chiave rigorosamente NBA, manco il basket americano fosse solo quello tutto lustrini e paillettes del campionato più popolare del mondo.
Invece non è così, al di là dell’Oceano Atlantico c’è grande attenzione, ed altrettanta partecipazione, al campionato NCAA, quello universitario, dal quale poi escono quasi tutti i campioni destinati a fare faville nella mitica NBA. Non basterebbe un giorno intero per elencarli tutti, basti citare Michael Jordan, uscito da UCLA, Magic Johnson, da Michigan, e, da Indiana State.
Un campionato la cui fase finale si gioca a marzo ed è da tutti conosciuta come la “March Madness”, la follia di Marzo, un evento visto ogni anno da milioni di persone, tanto che per trasmetterlo le emittenti televisive statunitensi pagano fior di milioni di dollari. Ma cosa è il “March Madness”, dal 2022 il nome ufficiale della fase finale nel torneo? E’ il torneo che assegna il titolo universitario alla vincente, al termine di un percorso segnato da un tabellone di stampo tennistico, con gara secca, il che aumenta incredibilmente il pathos, perché ogni palla può rappresentare quella del “vivere o morire”.
Un evento, però, del quale in Italia nessuno aveva incredibilmente avuto l’idea di scrivere un libro, quanto meno per raccontare l’incredibile coinvolgimento emotivo che il “March Madness” genera. Una lacuna finalmente colmata dalla coppia Fabio Sacchi – Luca Ngoi che, partendo da un’idea partorita nello scorso marzo, e quando sennò…., hanno scritto a quattro mani il loro bellissimo libro “Follia di Marzo”, edito da Ultra Sport, casa editrice da sempre molto attenta allo sport.
La coppia Sacchi-Ngoi nelle 167 pagine dell’opera regala al lettore le storie più belle ed appassionanti degli ultimi 15 anni del torneo NCAA, spesso caratterizzati, come si dice nell’introduzione, dalle vittorie di “Davide contro Golia, un bambino, una fionda ed un sasso buttano giù un gigante considerato invincibile”.
Del resto, la storia della “March Madness” dimostra chiaramente che in questo torneo può davvero accadere di tutto, come ne racconta la storia, che dalla prima edizione del 1939 ad oggi, non ha mai, sottolineiamo il mai, fatto mancare sorprese anche clamorose.
Nel libro, Sacchi e Ngoi non solo raccontano, con precisione e dovizia di particolari, le storie più famose, ma anche, se non soprattutto, quello che più hanno colpito gli appassionati del basket collegiale americano, del quale purtroppo in Italia si parla poco, ma che è davvero seguitissimo negli Stati Uniti. Ed allora, indossate le cinture di sicurezza perché si parte dal 2010, con il capitolo dedicato a “Gordon Hayward e Butler ad un passo dalla gloria eterna” per finire con “Dal football al basket: Walter Clayton Jr ci insegna a inseguire i nostri sogni e le nostre passioni”.
Nel mezzo, tante storie, più o meno note, ma sicuramente affascinanti che per qualche ora hanno il potere di trasportare il lettore in quel magico mondo rappresentato dalle “March Madness”, la cui magia può essere ben capita e interpretata da chi ha la fortuna di assistere ad una partita del torneo finale NCAA.
Ecco, la coppia Sacchi-Ngoi ha il potere di restituirci, attraverso le pagine del libro, un bel po’ di questa magia, tanto che alla fine dell’opera, nobilitata dalla bella intervista a Davide Moretti , negli anni addietro grande protagonista di questo campionato, tanto da aver partecipato alle Final Four, un evento per assistere al quale si fermano mezzi Stati Uniti, ti viene la voglia di salire, il prossimo marzo, sull’aereo per assistere ad un delle partite del “March Madness”.

Ufficio stampa New Basket Agropoli




























