L’NBA che sarà. Free Agent: il fattore K

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Due cose hanno in comune Kyrie Irving, Klay Thompson, Kevin Durant e Kawhi Leonard: la “K” iniziale del nome ed il fatto che a fine anno saranno tutti quanti “free agent”, cioè liberi di svincolarsi dalle loro squadre attuali per cercarne di nuove.

Superfluo dire che con questi nomi in circolazione sarà un mercato “caldo”. I play-off sono appena iniziati ma è già tempo di fanta-basket, anche giusto per ingannare l’attesa. Chiamiamolo “fattore K”, dovuto a questi quattro grandi giocatori che scuoteranno l’ambiente per dare un volto nuovo all’NBA che verrà. Analizzare il presente per ipotizzare il futuro, per provare a capire pensieri e sensazioni di questi top player.

Free Agent: Kyrie Irving

Partiamo da Kyrie Irving. Il 27enne nato a Melbourne non ha vissuto una regular season troppo felice con i suoi Boston Celtics. Tanti alti e bassi per la squadra che alla vigilia era data come la più forte della Eastern Conference, dove invece ha chiuso appena al quarto posto. A far pensare ad un futuro lontano da Boston per Irving i malumori trapelati all’esterno di uno spogliatoio che non sembra tanto unito, almeno a giudicare da fuori, e che potrebbe portare Kyrie ad andarsene.

I Lakers, reduci da un’annata pessima e fuori dai play-off, sono in agguato (ma questo, dato che la squadra di Lebron dovrà certamente rinforzarsi, vale un po’ per tutti i pezzi grossi sul mercato), ma una fase finale di alto livello potrebbe pure indurre Irving a restare con la squadra nella quale milita dal 2017. Occhio però ai New York Knicks, che hanno come sogno nel cassetto quello di portare Irving a giocare al Madison Square Garden.

Free Agent: Klay Thompson

Passando a Klay Thompson, sarebbe facile dire: perchè non rimane con Golden State Warriors? I Warriors hanno vinto gli ultimi due titoli, sono forse i favoriti pure per quest’anno, ad Oakland Klay gioca dal 2011 e lì è un idolo, perché cambiare? Beh, è proprio quando c’è troppa certezza che nello sport le sorprese accadono. Senza trascurare le nuove motivazioni che una nuova squadra potrebbe dare, soprattutto se questa squadra si chiama Los Angeles Lakers: Thompson è probabilmente il giocatore che LeBron e compagni vogliono di più, inoltre Klay è nato proprio a Los Angeles, e dunque questa per lui potrebbe essere una chiamata a cui rispondere assolutamente. A quanto pare, questo contratto è legato al futuro di Anthony Davis: se lui andrà via, i Lakers affonderanno l’offerta per Thompson.

Free Agent: Kevin Durant

Golden State che deve preoccuparsi di Thompson, ma che non può trascurare il capitolo Kevin Durant. E’ chiaro che gli Warriors non vorranno perdere entrambe le loro stelle (l’addio di uno faciliterebbe il rinnovo dell’altro, anche se non è esclusa una clamorosa doppia partenza), ma è chiaro che anche per Durant ci sia una fila di squadre pronte a prenderlo. Davanti a tutti, sembra ci siano i Knicks, che sarebbero disposti ad uno sforzo economico importante pur di garantirsi le prestazioni dell’attuale numero 35 dei Warriors. Oltre all’aspetto salariale poi ci sarà da tenere in conto le motivazioni del giocatore, e vale lo stesso discorso fatto per Thompson: dopo due titoli consecutivi, che diverrebbero tre in caso di vittoria in questa stagione, pure a Durant potrebbe venire la voglia di cercare altre strade. Le quali, però, non è detto portino necessariamente a New York: anche in questo caso i Lakers sono alla finestra.

Free Agent: Kawhi Leonard

Il “fattore K” si chiude con Kawhi Leonard. La sua squadra attuale, i Toronto Raptors, se lo terrebbero volentieri per migliorare la squadra attorno a lui, che però dal canto suo si guarda intorno. Leonard, che ha trascinato i Raptors al secondo posto nella Eastern Conference in regular season, potrebbe fare un biglietto di sola andata per Los Angeles, ma occhio a fraintendere: vero, i Lakers ci sono, ma ci sono anche i Clippers, ed anzi sono forse quest’ultimi i favoriti. I Clippers hanno una buona somma da spendere e puntano molto sull’eventuale arrivo di Kahwi, che darebbe uno sprazzo di talento in più ad una squadra già buona che quest’anno ha colto dei play-off abbastanza inaspettati.

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