Diamo i voti alle otto squadre che hanno partecipato ad un’altra bellissima edizione della Coppa Italia, quella disputatasi negli ultimi giorni a Pesaro.

ARMANI EXCHANGE MILANO 4,5 diciamolo subito il mezzo voto in più è per le maglie in memoria di Kobe Bryant, un bellissimo omaggio che la società milanese ha voluto fare al Campione prematuramente scomparso. Per il resto se ne va il primo obiettivo per una corazzata anche quest’anno costruita per vincere tutto, almeno in Italia, ma che sta deludendo e non poco proprio principalmente a livello nazionale. Il quarto di finale vinto facilmente ed esprimendo anche un discreto gioco contro Cremona aveva illuso i più, sottoscritto compreso, che i problemi palesati nella stagione fossero d’improvviso scomparsi ma la gara contro Venezia ha riportato alla dura realtà una Armani Exchange che pure aveva iniziato bene la semifinale ma poi si è sciolta piano piano provando a reagire nell’ultimo quarto ma tutto ciò non è bastato ad evitare una sconfitta totalmente meritata. C’è ancora tanto lavoro per coach Ettore Messina per riuscire a centrare i due traguardi rimasti ovverosia arrivare almeno ai playoff in EuroLega e vincere il campionato ma per fare questo servirà certamente una squadra completamente diversa anche dal punto di vista della mentalità.

BANCO DI SARDEGNA SASSARI 5 è vero che i sardi hanno trovato uno strepitoso Adrian Banks contro ma è altrettanto vero che ci saremmo aspettati un diverso atteggiamento da parte della formazione allenata da coach Gianmarco Pozzecco che non sta vivendo un grandissimo momento di forma e che sta certamente pagando un periodo di appannamento fisico evidente. Uscire ai quarti contro questa Brindisi ci sta ma alla vigilia Sassari era considerata una delle maggiori pretendenti per la vittoria della Coppa e di conseguenza l’immediata eliminazione ne rende negativa l’esperienza.

GERMANI BASKET BRESCIA 5 certamente insufficiente la partecipazione della formazione guidata da coach Vincenzo Esposito, uscita subito ai quarti al termine di una battaglia contro la Fortitudo. Anche per Brescia vale un po’ lo stesso discorso fatto per Sassari e cioè che almeno il primo turno era lecito aspettarsi una prestazione diversa condita magari anche dalla vittoria che invece non è arrivata.

HAPPY CASA BRINDISI 8 è mancata solo la ciliegina sulla torta, seconda finale in Coppa Italia persa consecutivamente da una Brindisi che esce però alla grande dalla tre giorni di Pesaro. Nei quarti il successo contro pronostico su Sassari con un Adrian Banks semplicemente straordinario, poi la vittoria in completa scioltezza contro la Fortitudo Bologna in una semifinale dall’esito tutt’altro che scontato e poi l’atto conclusivo che non è andato certo come i pugliesi speravano sin dai primi minuti anche se la reazione c’è stata e nel terzo quarto la partita era stata completamente riaperta. Alla fine probabilmente è mancata un po’ di esperienza e l’apporto di qualche giocatore decisamente sottotono in finale ma quello che ha fatto la squadra allenata da Francesco Vitucci è comunque un qualcosa di veramente eccezionale e del quale i tifosi dell’Happy Casa devono essere assolutamente orgogliosi.

POMPEA FORTITUDO BOLOGNA 5,5 questo voto è determinato dalla media delle due partite disputate. Se la prima vittoriosa contro Brescia era stata decisamente da 7, la semifinale con Brindisi non può che essere giudicata con un 4. Perdere si può perdere è vero contro una squadra forte e lanciata come l’Happy Casa ma finire travolti senza opporre la benchè minima resistenza questo no, non ce l’aspettavamo da una squadra che fa del collettivo la propria arma principale e che si è sfaldata proprio sul più bello, proprio quando si doveva fare quel salto di qualità per competere almeno per un traguardo così prestigioso.

SEGAFREDO VIRTUS BOLOGNA 5 la sfida ai quarti contro Venezia si sapeva che era ricchissima di insidie per la dominatrice fino ad ora del campionato e le aspettative sono state confermate con la Virtus costretta alla resa al termine di una gara nella quale però i troppi errori al tiro la hanno penalizzata. Milos Teodosic poi non ha giocato ai suoi livelli e senza il contributo fondamentale della propria stella è arrivata una cocente delusione per la squadra di coach Sasha Djordjevic che resta comunque una delle candidate a lottare fino in fondo per la vittoria del titolo.

UMANA REYER VENEZIA 10 e non potrebbe essere altrimenti. La squadra campione d’Italia è arrivata a Pesaro con tanti dubbi e poche certezze frutto di una stagione finora tutt’altro che esaltante ma ha avuto uno straordinario crescendo proprio nella tre giorni iniziata con la splendida vittoria contro la più quotata Virtus Bologna. Dopo questo successo la consapevolezza si è impadronita della formazione perfettamente guidata da Walter De Raffaele che ha saputo avere pazienza nel match non iniziato certo bene contro Milano e poi ha giocato la partita praticamente perfetta soprattutto in difesa in finale contro la lanciatissima Brindisi che ha sbattuto contro il muro messo in piedi sapientemente da Venezia. Oltre il tabellone sfavorevole e le impressioni non positive della vigilia, l’Umana è andata oltre a tutto grazie soprattutto all’esperienza dei suoi giocatori cardine come Austin Daye, decisivo nei quarti e Mitchell Watt, top scorer dell’atto conclusivo senza dimenticare gli italiani che hanno avuto un ruolo fondamentale come Stefano Tonut, Andrea De Nicolao e Valerio Mazzola (nella foto).

VANOLI BASKET CREMONA 4 troppo brutta per essere vera la squadra allenata da coach Meo Sacchetti, detentrice del trofeo, che solamente per pochi minuti è apparsa in grado di porre resistenza ad una Milano che si è dimostrata ben più fragile del previsto e che invece non è stata impensierita da una Cremona che non abbiamo dubbi poteva fare molto di più e di conseguenza il voto è ampiamente insufficiente.

 

credit Legabasket

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