Con applicazione e pieno merito, così come sta dimostrando nella sua ulteriore sfida da diligente studentessa universitaria.

Con concretezza e determinazione, doti che dispensa – a piene mani – sul parquet ed in palestra pesi (il suo regno, a tutti gli effetti, tanto da essersi conquistata, dalle parti del PalaVazzieri a Campobasso, l’appellativo di marine). In un ristretto ordine temporale (accanto, da un lato, alle altre confermate Elisa Mancinelli, Sofia Marangoni e Carolina Sanchez e, dall’altro, alle new entry Valentina Bonasia e Samantha Marie Ostarello), Emilia – per tutti Emy – Bove è la sesta ‘magnolia’ ufficializzata nel bouquet che avrà a disposizione coach Mimmo Sabatelli per la stagione da matricola in A1 del gruppo rossoblù dei #fioridacciaio.

Con 10,8 punti a partita (216 i totali) ed una valutazione media di 11, la lunga casertana classe ’88 di 186 centimetri ha rappresentato un fulcro nel gioco rossoblù nell’ultima stagione, ma non solo. Da due campionati a questa parte, infatti, l’interna campana (in grado di giocare sia nella dimensione di ala-pivot che in quella di centro) è uno degli idoli indiscussi della tifoseria molisana.

Per Bove, tra l’altro, il massimo torneo nazionale è un po’ una sorta di ‘seconda casa’ avendo disputato in carriera ben sette stagioni in categoria tra Ribera, Napoli, Orvieto (tre annate in successione), Umbertide e Vigarano. Proprio dal club estense, la giocatrice con il numero 17 dietro le spalle (in barba a qualsiasi tipo di scaramanzia), giunse nel giugno 2018 con l’obiettivo di portare il club campobassano dall’A2 all’A1.

Un traguardo centrato che rende felice la giocatrice casertana. «L’A1 era il mio primo obiettivo per la stagione che sta per cominciare – discetta – anche perché, dopo due stagioni da primato in A2 e per quanto avevamo fatto sul parquet, meritavamo di approdare a questo contesto. Da giocatrice mi sarebbe piaciuto poterla conquistare tagliando la retina sul parquet. L’obiettivo è arrivato dalle stanze federali, ma ha rappresentato comunque una gran bella notizia perché è stato dato merito ad un lavoro continuo ed efficace e a delle qualità di assoluto rilievo che abbiamo sempre mostrato sul parquet. Ora speriamo di continuare a far bene e raggiungere il miglior obiettivo possibile. Quale? Non mi sbilancio, perché comunque è un torneo differente rispetto a quello che abbiamo affrontato sinora, però la mia esperienza sui campi mi ha insegnato che nulla è impossibile. Basta volerlo».

Peraltro, nelle considerazioni della lunga alla terza stagione campobassana, c’è con forza anche la sensazione legata ad un ulteriore step di crescita che lo stesso gruppo dell’ultimo torneo avrebbe potuto fare tra Final Eight di Coppa Italia e playoff, appuntamenti poi non più calendarizzati secondo il canonico planning per via dell’emergenza sanitaria da Covid-19. «Come avevo avuto modo di sottolineare in occasione di diverse interviste – ricorda – a mio avviso eravamo ancora a metà del nostro potenziale perché stavamo trovando il giusto amalgama. Nel mese di febbraio avevamo, però, la netta consapevolezza di riuscire a poter dare qualcosa in più. Poi, ad inizio marzo, la pandemia ha un po’ spezzato tutto il filo del discorso, impedendoci di poter vivere una gioia immensa sul parquet per quello che, a mio avviso, sarebbe stato il giusto finale per il nostro gruppo, per la società che ci è sempre vicina e per il pubblico campobassano, sempre al centro dei miei pensieri e cui sono legata da un affetto indissolubile».

Da esperta della categoria e dell’ambiente rossoblù, per Bove ci sarà un ruolo da ‘senatrice’ nell’organico a disposizione di coach Mimmo Sabatelli.
«Siamo una matricola per la categoria – riconosce – e di fronte avremo altri team che già sono da anni in questo torneo e che hanno esperienza di simili scenari. Che dirò alle mie compagne in vista della nuova stagione? La ricetta che conosco è semplice: lavorare sodo e non abbassare mai la guardia sia dal punto di vista tecnico-tattico che fisico e soprattutto sul versante della velocità, cercando, ognuna di noi, di dare il giusto apporto alla causa comune».

Parole dettate dal cuore di una giocatrice che, nella sua esperienza molisana, ha dato fondo a tutte le proprie energie (ed anche di più) per la causa. Tant’è che, particolarmente abituata a ritmi di lavoro costanti, ha vissuto il lockdown imposto, per certi versi, con grande smarrimento.
«Stare lontana dalla sala pesi e da quella cardio ha rappresentato una sensazione davvero strana per me, pur avendo continuato a tenermi in forma con sessioni di carattere domestico. Così, quando c’è stata la riapertura delle palestre, non nascondo che ho avvertito un’emozione particolare».

Da sempre ‘capopopolo’ delle magnolie, pronte a seguirla nell’abbraccio al pubblico sul parquet del PalaVazzieri, Bove non nasconde un minimo di scoramento all’eventuale prospettiva di dover iniziare la stagione a porte chiuse.
«Mi dispiacerebbe – conferma – per le tante persone che ci seguono. Noi abbiamo un seguito magnifico, sono tanti e calorosi. Li adoro e sono tutti nel mio cuore. Giocare senza il loro sostegno sarebbe una scena davvero senza colori, ma è anche vero che mi piace sempre trovare un lato positivo nelle situazioni. E scendere sul parquet per disputare una partita anche a porte chiuse sarebbe comunque un segnale di ripresa, perché fermarsi nuovamente vorrebbe dire darla vinta al virus».

Presenza fisica o meno dei sostenitori dei #fioridacciaio, nell’impianto di via Svevo, però, non mancherà di risuonare la tarantella campuasciana, il coro che fa da cornice al momento di saluto tra le rossoblù ed i propri aficionados a fine partita.

Consapevole del suo ruolo, a questo punto, anche di professoressa ed ambasciatrice, Bove non si nasconde dietro un dito ed è pronta a mettere anche i puntini sulle ‘i’ nella consapevolezza di dover far arrivare il messaggio anche alle giocatrici non italiane che comporranno il roster.

«Non è un’impresa da titani – ci scherza su – serve solo mettersi al tavolo insieme e pian piano entrare nel mood della canzone. Anzi, devo insegnarlo anche a Sofia (Marangoni, ndr) che, nonostante il suo periodo di militanza comune al mio in Molise, palesa ancora qualche incertezza. Carolina (Sanchez, ndr) l’ha appreso per intero nella scorsa stagione, ora il mio obiettivo è far sì che anche Sofia non abbia passaggi a vuoto nell’intonarlo».

Area Comunicazione Magnolia Campobasso                                                                                foto Maurizio Silla

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