La Ecodem Alpo batte 69-61 la W.APU Delser Crich Udine e conquista la promozione nella massima serie. Ritmi altissimi a Villafranca di Verona con le due squadre pronte a rispondersi colpo su colpo già dai primi possessi: Nori (21 punti, 11 rimbalzi e 2 stoppate) apre le marcature con quattro punti di fila, le ospiti pareggiano col tandem Bacchini-Cancelli; la numero 4 della Ecodem riprende in mano la situazione di gioco ispirando un parziale di 7-2 che lancia le venete verso due possessi di vantaggio (11-6).

I tiri a cronometro fermo conquistati e segnati da Katshitshi (29 punti e 14 rimbalzi) sembrano restituire a Udine la verve necessaria per pareggiare i conti, ma la tripla di Moriconi (9 punti) ristabilisce le gerarchie consentendo ad Alpo di scrivere un parziale di 11-2 – complici le firme di Nori, Soglia e Rosignoli – che vale il massimo vantaggio nella partita; nel finale, l’appoggio di Katshitshi vale il 22-12 dopo 10′ di gara.

Il secondo quarto si apre ancora all’insegna del botta e risposta con Soglia a referto, Katshitshi risponde, Parmesani (13 punti, 8 rimbalzi e 2 recuperi) e Ceppellotti duellano a distanza, ma le padrone di casa stracciano la retina da dietro l’arco con Pastore e con Soglia si portano sul +15, forzando le friulane al time-out; la breve pausa giova alle ospiti che con i canestri di Milani (8 punti e 7 rimbalzi), Katshitshi e Bovenzi riducono lo svantaggio, questa volta è la panchina di Alpo a fermare le ostilità (33-23).

Una scatenata Nori ritorna a macinare gioco, tuttavia Shash e Katshitshi sono abili nel rendere vano il tentativo di fuga delle venete, Parmesani e Frustaci (12 punti, 8 rimbalzi, 5 assist e 3 recuperi) però vanno a referto riportando sul +15 la Ecodem; i tiri liberi la fanno da padrone negli ultimi 60” del primo tempo, così la W.APU Delser Crich – grazie principalmente alla sua numero 11 – va all’intervallo sotto 44-34.

Fatica ad ingranare la seconda frazione che vive una lunga fase spezzettata dopo lo scontro sui lati opposti del parquet tra Moriconi e Katshitshi: la numero 11 di Udine ingaggia una lotta a cronometro fermo con Frustaci e Parmesani, queste capaci di tenere a debita distanza la compagine friulana; Bacchini (9 punti e 3 recuperi) – con un tiro in sospensione – tenta di spingere sull’acceleratore, ma Nori e Frustaci firmano il +15 per Alpo prima che il duo Cancelli-Bovenzi riduca il distacco, scrivendo il 58-47 alla mezz’ora di gioco.

L’arrembaggio delle ospiti parte subito nel quarto periodo con Katshitshi e Bovenzi che firmano un break per scendere sotto la doppia cifra di svantaggio, Nori però appoggia il +9 e Rosignoli da dietro l’arco allarga il divario tra le due rivali; per la W.APU Delser Crich è tutto da rifare, così la numero 11 si mette in proprio ricucendo lo strappo che viene nuovamente riaperto dal canestro di Parmesani, motivo per cui coach Riga chiama un time-out sul 65-55 a 3′ dal termine. Udine ingrana le marce più alte e spinge per l’ultimo assalto condotta dalle giocate della solita Katshitshi, sull’altro versante Frustaci rimette il punteggio sul +10, Milani con una bomba regala un’ultima speranza alle friulane, ma successivamente sbaglia 2 dei 3 liberi a sua disposizione con 20” ancora da giocare; l’ultima parola spetta alla Ecodem che con Frustaci segna i due tiri a cronometro fermo validi per il 69-61 con cui possono festeggiare la promozione.

Ecodem Alpo – W.APU Delser Crich Udine 69-61

Parziali: (22-12, 44-34, 58-47, 69-61)

Alpo: Parmesani* 13 (5/8, 0/1), Nori* 21 (8/13, 1/1), Turel*, Fiorentini NE, Rosignoli 5 (1/4, 1/2), Moriconi* 9 (2/4, 1/5), Soglia 6 (3/4, 0/1), Chiaretto NE, Mancini NE, Furlani NE, Frustaci* 12 (3/5, 0/5), Pastore 3 (1/1 da 3). Allenatore: Soave N.

Udine: Codolo NE, Ceppellotti 2 (1/1 da 2), Bovenzi* 7 (3/6, 0/4), Bacchini* 9 (4/12, 0/2), Katshitshi* 29 (11/19 da 2), Milani* 8 (1/10, 1/6), Shash 2 (1/1, 0/2), Cancelli* 4 (2/5 da 2), Agostini NE, Bianchi, Casella NE, Gregori NE. Allenatore: Riga M.

Arbitri: Scarfo’ G., Parisi A.

Area Comunicazione LBF                                                                                     Photocredits: Roberto Muliere

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