Dopo l’ondata di entusiasmo e di affetto di Piazza Dante per la visita di alcuni campioni della Dolomiti Energia Trentino al Camp Basket, lo stretto legame fra grande pallacanestro, club aquilotto e “Il Festival dello Sport” si è ulteriormente rinsaldato con la presenza dei bianconeri a ranghi compatti in uno degli eventi clou della seconda edizione del Festival di Trento, l’incontro al Teatro Sociale con ospite la stella NBA dei primi anni duemila Baron Davis.

Baron Davis con Luigi Longhi al Festival dello Sport 2019 (foto Danele Montigiani)

Genio e sregolatezza, in 13 anni di Nba tra il 1999 e il 2012 Baron Davis ha regalato emozioni e magie a sei squadre diverse, imponendosi come uno dei playmaker di riferimento della lega Usa.

La sua barba è diventata iconica – prima ancora di quella di James Harden – come le sue giocate, le sue schiacciate e i suoi passaggi visionari vestendo in sequenza le maglie di Charlotte, Golden State, LA Clippers, New Orleans, New York e Cleveland.

“Il Barone” ha raccontato di fronte ad un Teatro “tutto esaurito” la sua epopea Nba, le imprese in particolare con Charlotte e Warriors, i picchi da fenomeno e gli infortuni che l’hanno costretto a chiudere la sua carriera prima di quanto avrebbe voluto, oltre alla sua vita dopo il basket.

Dopo l’incontro, condotto dal giornalista de La Gazzetta dello Sport Davide Chinellato, è toccato alla delegazione bianconera accogliere a dovere Davis in città, salendo sul palco con Presidente Luigi Longhi e capitan Toto Forray in testa e consegnando alla leggenda NBA una maglia da gioco della Dolomiti Energia Trentino con tanto di nome e numero personalizzati.

Sul palco del Sociale anche un fenomeno del nuoto internazionale come Gregorio Paltrinieri, grande appassionato di basket NBA e da oggi, per forza, anche un po’ tifoso della squadra bianconera.

 

Ufficio Stampa Dolomiti Energia Basket Trentino

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