Eurolega: Playoff al via il 16 aprile. La guida di BWL

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Zeljko Obradovic head coach del Fenerbahce Istanbul primo in regular season con un record di 25 vinte e 5 perse

Pop corn, divano comodo e volume alto sulla tv. Ci siamo, le partite che contano dell’Eurolega stanno per iniziare. Messa alle spalle la regular season, inizia la corsa verso il trono d’Europa. Il Real Madrid campione in carica non vuole abdicare, ma i pretendenti alla corona non mancano: Fenerbache è stata protagonista di una stagione straordinaria legittimando le sue ambizioni, il CSKA ha dimostrato di avere tutti i numeri per giocarsela, Efes e Barcellona si candidano come possibili sorprese. Ecco la guida ai play-off.

Fenerbahce Istanbul – Zalgiris Kaunas    

Beh, è chiaro che la prima impressione è quella di vedere Zalgiris (ottima stagione, voto 7) come vittima sacrificale di chi si è candidata a suon di vittorie probabilmente come la favorita di questa stagione. Fenerbache (cavalcata fatta di 25 successi in 30 partite, 15 su 15 in casa: voto 9) ha un tasso tecnico sicuramente superiore ai lituani e non sembra la squadra che possa peccare di presunzione, visto quanto i turchi sono abituati a certi palcoscenici, con l’esperienza che suggerisce di non prendere sotto gamba alcun impegno, tanto meno in Europa. Gli uomini di coach Obradovic vogliono raggiungere la quarta finale consecutiva e portare a casa il secondo titolo di Eurolega della loro storia dopo quello della stagione 2016-17.

CSKA Mosca – Baskonia Vitoria-Gasteiz

Anche qui, il nome della favorita di questa sfida è chiaro. Il Cska (secondo posto in regular season con 24 vittorie, voto 8) vuole fortemente un titolo che manca dal 2016, e lo vuole soprattutto per cancellare un 2018 che dopo la prima posizione nella stagione regolare la vide clamorosamente chiudere al 4° posto, in seguito alle sconfitte con Real in semifinale e con Zalgiris nella “finalina” per la medaglia di bronzo. La squadra di Dimitris Itoudis non vuole dunque fallire, consapevole di trovarsi di fronte una squadra che comunque merita di non essere sottovalutata: non perchè sulla carta Vitoria (un bel 7 per aver centrato dei play-off che ad inizio anno non erano affatto scontati) sia all’altezza dei russi, ma perché gli spagnoli hanno dalla loro la spensieratezza del risultato; per loro, che hanno svoltato dopo il cambio in panchina (Perasovic al posto di Martinez), essere tra le prime otto è già un successo e sanno che non hanno niente da perdere.

Real Madrid – Panathinaikos Atene

Manca qualcosa ai campioni in carica rispetto all’anno scorso? Forse sì o forse no, ma chi mette il Real un gradino sotto a Fenerbahce e Cska tenga presente una cosa: dodici mesi fa gli spagnoli avevano chiuso la regular season appena al sesto posto, eppure sono riusciti a vincere. Quindi, anche se i madrileni hanno chiuso con 22 vittorie (valso loro il terzo posto, voto 8), tre in meno dei turchi e due in meno dei russi, restano sempre in prima fila per la vittoria finale. Metabolizzato molto bene l’addio di Luka Doncic, coach Laso guarda con fiducia alla fase finale. Occhio però al Panathinaikos, sesto al termine delle 30 partite (stagione da 7.5) ma con un dato da approfondire: con l’arrivo in panchina di Rick Pitino i greci hanno cambiato passo nelle ultime sedici partite vincendone dieci, una percentuale di successi superiore al 60% che se fosse stata mantenuta sin dalla prima giornata avrebbe fatto chiudere il “Pana” addirittura al quarto posto in classifica.

Anadoulou Efes Istanbul – FC Barcellona Lassa

E’ la sfida più in bilico, sulla carta più aperta di tutte le altre. Efes e Barcellona sono le due squadre migliorate di più rispetto alla passata edizione, con Efes che addirittura è passata dall’ultimo posto al quarto (sette vittorie lo scorso anno, venti quest’anno: un 9 in pagella più che meritato). Un capolavoro di coach Ergin Ataman, bravo a trovare subito le geometrie giuste per una squadra completamente rinnovata. Sarebbe un peccato far terminare questa favola già ai quarti, ma con Barcellona non sarà facile: i catalani hanno chiuso al quinto posto (18 vittorie e 12 sconfitte, voto 8) con tre vittorie nelle ultime quattro sfide. L’obbiettivo degli spareggi è stato centrato, anche loro adesso vogliono continuare a stupire.

E le altre?

Capitoletto a parte per chi, suo malgrado, guarderà le Final Eight dal divano come tanti appassionati, con la regola del “chi vince esulta, chi perde spiega”. Purtroppo, tra questi ci sarà anche l’Olimpia Milano: penultima lo scorso anno, ad un soffio dai play-off in questa stagione (motivo per cui noi diamo comunque una sufficienza agli uomini di Pianigiani, chiamiamolo un “6 di incoraggiamento”), vero obbiettivo stagionale dopo averci creduto fino alla fine. Il peccato originale per l’Olimpia non sono le quattro sconfitte consecutive negli ultimi quattro turni (Milano ha dovuto affrontare Real, Panathinaikos, Fenerbache ed Efes), ma alcune sconfitte evitabilissime nel corso dell’anno: il tonfo casalingo all’undicesima giornata con Gran Canaria grida ancora vendetta, così come l’aver colto appena un successo in quattro partite contro Maccabi e Bayern Monaco (rispettivamente un 5 ed un 6 alle loro stagioni, iniziate con ambizioni diverse), le due squadre che hanno chiuso a pari punti con i milanesi. Tanto rammarico per l’Olimpiakos, che deve prendersela con se stessa per aver sprecato alcune vittorie nitidamente alla portata (e per questo va un’insufficienza ai greci, voto 5),  mentre c’è poco da dire sulle ultime quattro della classe: Khimki ha chiuso con nove vittorie, il dispiacere per loro è aver perso il loro miglior giocatore per tre mesi, Alexey Shved, motivo per cui diamo un 6; vale lo stesso per Gran Canaria, capace di prendersi otto successi al debutto in Eurolega, meritandosi un 6; 5 invece a Buducnost Pogdorica, mai vincente fuori casa e davanti alla sola Darussafaka Istanbul, alla quale va un 4 per l’ultimo posto nel torneo.

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