Non era una certezza assoluta, ma era molto probabile che la Serie B sarebbe andata incontro ad un’estate calda, per mettere ordine ad un campionato che come poi di fatto è avvenuto avrebbe avuto dei mutamenti rispetto ai risultati conseguiti sul campo.

Ora però è tutto ok (o almeno dovrebbe esserlo), e dunque è lecito dire che la Serie B 2019-2020 ha adesso una sua forma ufficiale. Quattro gironi per un totale di 63 squadre: 15 nel girone A (composto dai roster del Piemonte, della Toscana e della Sicilia), 16 negli altri tre (nel girone B vanno le squadre lombarde, venete e del Friuli, nel C quelle provenienti da Emilia Romagna, Marche ed Abruzzo, nel D spazio ai roster di Lazio, Puglia, Campania e Basilicata).

La regione più presente sarà la Lombardia, che schiererà ben undici squadre nel terzo “livello” della pallacanestro italiana. Perse Urania Milano ed Orzinuovi, entrambe promosse in A2, e Desio, retrocessa invece in C, la Lombardia schiera Bernareggio, Crema, Cremona, Lecco, Olginate, Pavia, Sangiorgese, Varese, Vigevano e le neopromosse Piadena e Soresina.

Seconde in questa classifica il Lazio, la Toscana e le Marche, tutte quante presenti con sette squadre: Cassino (retrocessa dalla A2), Formia (neopromossa), Palestrina, Stella Azzurra Roma, Luiss Roma, Scauri e Valmontone per quanto riguarda il Lazio; Ancona, Civitanova, Fabriano, Porto Sant’Elpidio, Senigallia, Jesi (retrocessa dalla A2) e la Sutor Montegranaro (promossa dalla C) nelle file delle Marche, mentre la Toscana metterà in campo Empoli, Firenze, Montecatini, Piombino, San Miniato, Lucca e Cecina, ripescata dopo la retrocessione.

L’Emilia Romagna avrà sei squadre: perse Lugo e Reggio Emilia, entrambe retrocesse, ecco Cento e Piacenza, provenienti dalla A2, insieme a Rimini, promosso dalla C, con queste tre che si aggiungeranno alle già presenti Cesena, Faenza ed Ozzano, mentre il Piemonte cinque: Alba, Borgosesia Valsesia, Oleggio, Omegna ed Alessandria.

Veneto, Campania e Puglia si presenteranno invece ai nastri di partenza con quattro squadre a testa: per i veneti ci saranno Padova, San Vendemiano, Vicenza e Mestre; Avellino, Partenope (neopromossa), Salerno e Pozzuoli (ripescata dopo la retrocessione) le compagini campane, mentre per quanto riguarda la Puglia ecco Bisceglie, Corato, Nardò e Ruvo di Puglia (neopromossa), con San Severo ufficialmente ripescata in A2.

Tre squadre per Abruzzo (restano solo Chieti, Giulianova e Teramo dopo la retrocessione di Campli) e Sicilia (Costa d’Orlando, Torrenova, neopromossa, e Palermo, anch’essa ripescata dopo la retrocessione). Appena una squadra invece per la Basilicata (Matera) ed il Friuli Venezia Giulia (“rientrata” in B grazie alla neopromossa Monfalcone). Basilicata e Veneto sono le uniche regioni a non presentare neanche una variazione rispetto alla passata stagione, manca invece la Calabria che senza Catanzaro, retrocessa, non ha rappresentanti in Serie B, così come Val d’Aosta, Liguria, Trentino, Umbria, Molise e Sardegna.

Le squadre passano così da 62 (come erano dopo la prima bozza di campionato) a 63, e sebbene vi sia ancora un posto teoricamente libero (la Serie B prevede quattro gironi da 16 per un totale di 64 squadre) tutto fa pensare che la nuova stagione verrà disputata così, ora che tutto è stato rimesso a posto, con il girone A confermato a 15 squadre e che per il posto mancante non avrà retrocessione diretta.

 

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