Ieri, presso lo showroom della Falegnameria Ruggeri, la Ferraroni JuVi Cremona ha presentato il proprio nuovo acquisto Mihajlo Jerkovic. Di seguito lo svolgimento della Conferenza Stampa:
La conferenza stampa ha inizio con un saluto di benvenuto da parte della Falegnameri Ruggeri. Prende la parola Michele Ruggeri:
Benvenuti tutti alla Falegnameria Ruggeri! Siamo felici di potervi ospitare voi e la Ferraroni JuVi Cremona, per presentare Mihajlo Jerkovic, l’ultimo giovane inserimento nel roster della JuVi. Noi siamo un’azienda che ha il proprio showroom qui in piazza Risorgimento 9 a Cremona e siamo sempre stati molto attenti in particolar modo al settore giovanile della JuVi; per questo siamo contenti di poter presentare proprio qui un giovanissimo prospetto del nostro basket cittadino.
Il coach, Gigi Brotto, inizia descrivendo le caratteristiche del suo nuovo giocatore:
Mihajlo è un giocatore del 1999, quindi giovane, gioca in posizione da ala grande ed è perciò un giocatore interno che può però aprire il campo. Le sue caratteristiche principali sono quelle di avere un buon tiro da fronte canestro, può attaccare fronte mettendo la palla per terra e ha doti atletiche molto importanti e può avvicinarsi a canestro proprio in virtù di questa sua versatilità tecnica. In difesa è in grado di difendere sia sui piccoli che sui grossi. Abbiamo pensato a lui perché, proprio in virtù della sua età, potrebbe essere un giocatore che arriva in corsa in questa squadra, aggregandosi per questo campionato, ma allo stesso tempo è un giocatore di prospettiva anche per il futuro della JuVi. È appena arrivato, ma ha già fatto qualche apparizione in campo nelle ultime partite; ora stiamo imparando sempre di più a conoscerci ed a capire insieme quali possano essere le doti che lui può mettere a disposizione della squadra e che lo mettano a suo agio in campo. La cosa molto interessante è che potenzialmente è un ragazzo che ha un futuro roseo davanti a sé. Lavorando e migliorando su alcuni aspetti, come l’uno contro uno, può diventare sicuramente una pedina molto importante. I ragazzi della sua età hanno bisogno di tempo e di spazio per potersi esprimere. Mi auguro che lui abbia la pazienza di aspettare il suo momento, di sviluppare le sue caratteristiche, per poi sfruttarle al meglio per la sua carriera.
Viene data la possibilità ai rappresentati della stampa di porre delle domande a Mihajlo Jerkovic:
Qual è stato il tuo impatto con la città di Cremona? Come ti trovi con i nuovi compagni e con lo staff?
Per adesso sto ancora conoscendo la città, perché sono arrivato da poco, questa è la terza settimana che mi trovo qui. Mi sto trovando molto bene sia con i compagni che vivendo la città, quindi sono proprio contento di essere arrivato in questa realtà.
Domenica hai giocato contro i tuoi ex-compagni di San Vendemiano; con loro vieni dall’esperienza di promozione in Serie B. Raccontaci un po’ come è andata?
Questa è stata la mia prima esperienza senior “vera”. Quell’anno avevo il doppio tesseramento e facevo la C con loro e l’Under 20 con la Reyer Venezia, dove sono stato fino all’anno scorso. Devo dire che anche con loro mi sono trovato molto bene dal punto di vista umana. Per quanto riguarda il basket avevo 17 anni, quindi ero ancora molto giovane per poter dare un contributo maggiore di quello che ho fatto per la promozione che poi è arrivata e che credo sia stata meritata.
Cosa ti ha fatto accettare la proposta della JuVi?
Allora sicuramente c’è in me una gran voglia di riscatto, in quanto sono andato ad Udine perché volevo provare a capire la A2, provando a confrontarmi con il professionismo. Non dico che la Serie B non sia altrettanto formativa dal punto di vista delle professionalità, ma sicuramente ci sono alcune differenze, soprattutto dal punto di vista organizzativo ed io volevo dedicarmi completamente alla pallacanestro. Alla fine però, forse per colpa mia, non sono riuscito ad esprimermi al meglio e quindi cercavo una squadra dove potermi riscattare e spero di riuscire a farlo nella JuVi, attraverso le prestazioni in campo.
Come giudichi la tua partita di domenica?
Ma insomma, non dico di essere il responsabile della sconfitta perché ci sono tante componenti in ballo, ma sicuramente l’ultima difesa da parte mia è stata sbagliata ne senso che ho concesso un canestro fin troppo facile all’avversario, che ha concesso loro di andare al supplementare, quindi dovevo fare sicuramente meglio.
Puoi dirci due parole per auto-descriverti? Quali caratteristiche senti di possedere e quali devi secondo te ancora sviluppare?
Sono uno che gioca molto con il corpo, sono molto mobile, come diceva il coach riesco a difendere anche sugli avversari piccoli. Un punto di forza che sento di avere è il tiro, a cui mi affido molto, magari qualche volta sbagliando, ma credo di averlo nel DNA. Dovrei migliorare i movimenti vicino al canestro, per imparare entrando in area a concretizzare al meglio le opportunità che mi si presentano.
Visto che sei di nazionalità serba; credo che ci sia un gap tra il mondo del basket giovanile serbo e quello italiano. Secondo te quanto manca per colmare questo gap tra queste due realtà?
Credo che in Italia siano ancora troppo poche le squadre che investono veramente nel settore giovanile. Anche in Serbia le realtà di questo tipo non sono molte, ma c’è comunque una cultura del basket diversa, per cui i ragazzi che intraprendono questa strada, fin da piccoli si possono dedicare completamente al basket, lasciando anche da parte la scuola. Questo è l’esempio dei ragazzi che giocano per la Stella Rossa, il Partizan oppure l’FMP, che è una squadra satellite della Stella Rossa, da dove provengono tutti i ragazzi serbi che oggi possiamo ammirare ai più alti livelli. Per quanto riguarda l’Italia, da quel che ho potuto vedere, manca un po’ qualcuno che investa seriamente sui giovani. Le realtà migliori sono forse Stella Azzurra, Reyer Venezia, Virtus Bologna e Milano, anche se quest’ultima potrebbe fare molto di più.
Qual è stato l’impatto con il tuo nuovo coach e come ti stai trovando?
Io gliel’ho già detto: Gigi è uno dei pochi allenatori italiani con cui mi sta piacendo molto lavorare individualmente, perché cura moltissimo il dettaglio e questa è una cosa che mi piace moltissimo. Anche in campo si vede che è un professionista molto preparato e che capisce i momenti e le esigenze dei propri giocatori.
Anche in campo hai dei buoni “maestri”: vedi Nicola Mei, Rudi Valenti…come ti trovi con loro?
Mi trovo molto bene! Nicola Mei l’anno scorso ha fatto la Finale per la promozione in A, che pochi possono dire di aver giocato, quindi lo stimo molto. Da questi elementi cerco di ascoltare il più possibile e di apprendere tutto quello che riesco e che mi suggeriscono.
Invece tra i giovani ti trovi bene con Marko Milovanovikj?
Sì, tra l’altro abitiamo insieme e alla fine parliamo la stessa lingua; qui in Italia è la prima volta che ho in squadra un altro giocatore che viene dalle mie parti e mi sto trovando molto bene con lui, ma anche con tutti gli altri ragazzi che sono davvero bravissimi.
Ufficio Stampa JuVi Ferraroni Cremona




























