Tutto secondo pronostico nelle due Gara-1 delle finali playoff che regalano alla vincente il prezioso passaporto per la serie A2, lasciando alle due sconfitte delle serie finali una ulteriore possibilità, quella scandita dalla finale in campo neutro, 40’ di fuoco che valgono una stagione. Il primo episodio delle finali finisce secondo pronostico, con il successo della Crifo Wines Ruvo di Puglia, sulla Fabo Herons Montecatini, e della Liofilchem Roseto, a bersaglio sulla Gemini Mestre.
In terra pugliese l’equilibrio dura per tutto il primo tempo, nonostante le pesanti assenze in casa Fabo, con Barsotti costretto a fare a meno anche di Benites, oltre che degli infortunati di lungo corso Mastrangelo e Trapani. A raccontare l’estremo equilibrio anche il parziale dei 20’ iniziali, chiusi con Ruvo di Puglia avanti di una lunghezza, sul 39-38. A lungo andare però la maggiore lunghezza della panchina di Stefano Rajola, che ruota 11 giocatori contro i 10 del collega Barsotti, si fa sentire; presa per mano da Jerkovic e Borra, Ruvo di Puglia allunga fino al +13, ma gli “Aironi” non si danno per vinti ed all’ultima pausa la partita è ancora viva, con Arrigoni e compagni indietro di otto lunghezze.
Un margine sostanzialmente rimasto inalterato fino a 4’ dalla fine, quando viene fuori tutta la maggiore freschezza di Ruvo di Puglia che, con una schiacciata dell’immarcabile Borra, vola sul +12 a 2’ dalla fine. Alla fine, Jackson, altra prova di rilievo per lo “stranger” di Rajola, e compagni chiudono sul +15, con il punteggio di 86-71 che magari non rende merito al coraggio dei termali, ma comunque regala a Ruvo il primo episodio della serie.
A decidere la gara, oltre alla lunghezza del roster di Ruvo, le migliori percentuali dei pugliesi, che chiudono con un superbo 15/26 dalla lunga distanza, che fa impallidire il pur buon 12/26 termale. In casa Ruvo, quattro uomini in doppia cifra, con Jackson a 22, e 6/10 nelle triple, e Borra in doppia doppia, da 15 punti (7/9) e 14 rimbalzi. A Barsotti non bastano la consueta “doppia doppia” di Arrigoni, da 15 punti e 14 rimbalzi, ed i 22 di Kupstas, con 3/5 da due e 4/8 da lontano.
Ancora più semplice, nella finale dell’altro tabellone, il successo della Liofilchem Roseto sulla Gemini Mestre; gli uomini di Franco Gramenzi, infatti, escono dai blocchi di partenza manco fossero un centometrista ed indirizzano la gara già nei primi minuti di gioco, segnando tantissimo in attacco e difendendo alla morte. Risultato? Alla fine del primo quarto i punti di vantaggio degli abruzzesi sono già 20, sul 28-8.
È il break sul quale la Liofilchem costruisce la vittoria, di fatto mai messa in discussione, nonostante i generosi tentativi di Mestre di tornare a contatto; gli uomini di Ferrari in due occasioni, in chiusura di terzo periodo ed in apertura del quarto, tornano fino al -9, salvo poi essere respinti dalla superiorità di Sacchetti e compagni, alla fine a bersaglio con un rassicurante 83-63 finale.
Anche lo scout restituisce la superiorità degli abruzzesi; gli uomini di Gramenzi, infatti, conquistano 13 rimbalzi in più dei veneti e tirano con il 59% da due, contro il 43 dei rivali. La Liofilchem porta cinque uomini in doppia cifra, e due a 9, segno lampante della gran prova collettiva degli abruzzesi, che hanno 15 punti da Aukstikalnis (4/10) e 11 a testa da Guaiana (5/7) e Donadoni (3/5). In casa Mestre gli uomini in doppia cifra sono appena due: Giordano (6/12) a quota 16 e Mazzucchelli a 11 (4/8).
Photocredits: Walter Dabalà




























