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Un dato emerge su tutti alla fine del primo treno di semifinali: la tenuta del fattore campo. Tanto nel tabellone oro quanto nell’argento. Questo ha fatto sì che le quattro squadre vincitrici si siano create le condizioni per recarsi sul parquet delle avversarie con un convincente 2-0 e in indubbie condizioni di vantaggio. Per Udine e Verona nel tabellone oro e Cantù e Scafati dell’argento vi è quindi l’opportunità di chiudere il discorso di accesso alle finali già nella gara tre in programma giovedì 26 e venerdì 27 giugno. Vediamo qualche dato numerico emerso nel corso delle quattro semifinali che si sono disputate.

Tabellone Oro

TEZENIS VERONA – GIORGIO TESI GROUP PISTOIA 65-63 e 84-76

Vittoriosa con fatica nella gara uno dove è stata a lungo in balia del coriaceo roster toscano, la compagine di coach Alessandro Ramagli ha avuto vita un po’ più semplice in gara due. Pistoia, in ogni caso, ha dimostrato di avere le carte in regola per giocarsela.

QUI VERONA

Nell’arco delle due gare, nelle file degli scaligeri, è emersa la regolarità di Francesco Candussi, determinante con le sue triple del quarto finale per la vittoria in gara uno. Per lui trentadue punti in due gare con una media di sedici, bottino niente affatto disprezzabile. Nella gara due è invece emerso con il suo potenziale e con 21 punti quel Karvel Anderson che in gara uno era invece stato un po’ in ombra. Gloria anche per l’ex Orlandina Xavier Johnson che è andato a prendersi una doppia doppia in gara uno con quindici punti e altrettanti rimbalzi.

QUI PISTOIA

Le velleità di recupero dei pistoiesi del duplice passivo e quindi la loro possibilità di rimettere in discussione il discorso dell’accesso alla finale sono legate, numeri alla mano, finora a un nome preciso: Jazz Johnson. L’ex Cantù quando gioca sa lasciare la sua impronta e lo ha dimostrato con i trentanove punti messi a segno nell’arco delle due gare, sedici nella prima e 23 nella seconda che ne hanno fatto in entrambi i casi il top scorer. Il ragazzo sa scegliere sempre bene i tempi e si rivela sempre determinante non solo in fase realizzativa ma anche nel lavoro operaio della costruzione della manovra. Da tenere d’occhio.

APU OLD WILD WEST UDINE -UMANA CHIUSI 69-53 e 72-70

Prima partita più sul velluto, seconda più difficile da portare a casa. E in ogni caso Udine si conferma nel ruolo di favorita per l’accesso in massima serie. Chiusi , nei friulani, ha finora avuto una vera e propria bestia nera dal momento che ne è stata sconfitta anche nelle “Final Eight” di Coppa Italia.

QUI UDINE

Il fattore dei friulani si chiama, fino a questo momento, Brandon Walters che segna canestri con la facilità con cui si recita la tabellina del due. Quindici punti nella prima gara, undici nella seconda e Udine può riporre in lui fondatissime speranze di gloria. In entrambe le gare, poi, non contento di essere arrivato in doppia cifra nella colonna dei punti, ci ha messo anche la ciliegina sulla torta della doppia doppia grazie a dieci rimbalzi in gara uno e tredici in gara due.

QUI CHIUSI

Chiusi ha avuto, e non costituisce affatto una sorpresa, in Jeremiah Wilson il suo realizzatore migliore di gara uno con 15 punti. Nella seconda gara è salito in cattedra l’esperto ex Scafati Bernardo Musso, uno che con il basket che conta ci parla spesso. Venti punti per lui e top scorer della seconda gara.

Tabellone Argento

ACQUA SAN BERNARDO CANTU’ – ORASI RAVENNA 71-68 e 79-69

La stella del roster di coach Marco Sodini ha brillato due volte al “Pala Banco Desio”. Più tirata la prima sfida con una Ravenna che ha venduto cara la pelle, vittoria canturina un po’ più disinvolta nella seconda.

QUI CANTU’

Francesco Stefanelli ha pensato in gara uno di onorare al meglio il riconoscimento di MVP attribuitogli al termine dei quarti di finale facendo registrare il migliore score dei suoi con 14 punti, in gara due, invece, a prendersi la scena è stato Matteo Da Ros che, abituale trascinatore della squadra in fase di manovra, stavolta ha scintillato anche per prolificità realizzativa.

QUI RAVENNA

La speranza di ribaltamento del verdetto dei romagnoli passa da due nomi: Davide Denegri, che ha messo a segno in gara uno diciassette punti, e l’inossidabile Daniele Cinciarini per il quale, sul pitturato, il tempo sembra essersi fermato in barba all’avanzare della sua età anagrafica. Sedici punti in gara uno , diciassette in gara due con una media vicina ai diciassette per gara ne fanno indubbiamente la miniera d’oro della squadra di coach Alessandro Lotesoriere che se lo coccola per bene.

GIVOVA SCAFATI – ASSIGECO PIACENZA 79-69 e 77-74

I campani hanno confermato il loro ruolo di favoriti per l’accesso alla LBA con Udine. Ma, se nella prima gara hanno rifilato alla sempre ostica Assigeco Piacenza dieci punti, nella seconda gara hanno fatto un pochino più fatica. Del resto affrontare la compagine di coach Stefano Salieri , in questa stagione, non è stato facile per alcuno.

QUI SCAFATI

L’ex Ge.Vi Napoli Diego Monaldi, che dalla scorsa stagione a questa per cambiare casacca ha dovuto percorrere soltanto qualche chilometro mutando provincia ma restando sul suolo campano, ha spiegato alla dirigenza gialloblù perchè sia stato un affare garantirsene le prestazioni. E lo ha fatto nella lingua che parla a meraviglia, il canestro: quattordici punti nella prima gara, quindici nella seconda. In quest’ultima è emerso però l’astro di Edward Daniel che si è garantito una doppia doppia con undici punti e dieci rimbalzi.

QUI PIACENZA

L’esperienza e la classe sono salite sul palco e si sono prese la parte delle protagoniste. Nella prima gara con Gabe Devoe che ha lasciato un’impronta di tredici punti replicando poi la buona prestazione con i diciotto di gara due, nella seconda con l’altrettanto talentuoso ed esperto Davide Pascolo che se ne è regalati venti. E’ soprattutto da loro che passa la voglia di riscatto di una Piacenza desiderosa di pensare in grande e con le carte in regola per farlo.

Photocredits: Orasì Basket Ravenna

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