Erano tutti sul “Forum” di Assago i riflettori di giornata, per il “Derby d’Italia” tra le due grandi storiche del nostro basket, l’Olimpia Milano e la Virtus Bologna, che da anni monopolizzano il nostro campionato. Alla fine, come spesso accade in questi confronti, l’ha spuntata la squadra che si presentava peggio alla sfida, l’EA7 Milano.
La compagine guidata dal grande ex Ettore Messina, così come ex era anche il tecnico virtussino Luca Banchi, la spunta di misura, al termine di un confronto che, a 43” dal termine, era ancora in perfetto equilibrio, a quota 79. Lì, i rossi milanesi hanno messo dentro tre liberi – uno di Melli, due di Schields – mentre il fatturato offensivo delle “V nere” si è limitato al solo libero di Hackett, altro grande ex, dell’82-80 finale. In una bella partita, la Virtus spreca una colossale occasione per azzerare l’autostima dell’Olimpia che, a sua volta, interrompe la lunga serie positiva con una vittoria che potrebbe rappresentare lo spartiacque dell’intera stagione.
Il capitombolo della Segafredo al “Forum” regala agli appassionati una super novità, in vetta non c’è nessuna delle due grandi storiche del nostro campionato, ma la Germani Brescia, devastante nella sfida casalinga contro il Banco di Sardegna Sassari, affondato sotto il peso di ben 45 punti di scarto, dopo aver toccato anche il -52. La squadra di Magro tira con super percentuali – 67,5 % da due, 44,1 dall’arco – e chiude i giochi già all’intervallo lungo, sul 62-25. La Leonessa porta sei uomini in doppia cifra, con il solito Della Valle top scorer a 19, in appena 21’ sul parquet.
Alle spalle della capolista, a braccetto della Virtus, ci sono anche la Dolomiti Energia Trento e la Umana Reyer Venezia. La compagine di Galbiati riscatta al meglio la sconfitta in EuroCup di metà settimana, infliggendo il secondo stop consecutivo alla Carpegna Prosciutto Pesaro, in una partita indirizzata dal parziale di 25-13 nel terzo periodo, dopo che la compagine di Buscaglia era riuscita, nel secondo quarto, anche a prendere qualche lunghezza di vantaggio. Galbiati porta undici uomini a referto – 17 in 25’ di Hubb – e sfrutta le migliori percentuali rispetto a Pesaro, cui non bastano i 19 di Bamforth.
Ancor più agevole il successo della Umana Reyer Venezia sulla Givova Scafati, sulla quale c’era l’esordio in panchina del nuovo tecnico Matteo Boniciolli; i veneti, presi per mano da Spissu (19) e Tucker (17), scappano via nella seconda metà del secondo periodo, senza più lasciare le redini del punteggio, fino al sonante +34 finale. Nella Reyer, in doppia cifra anche un ottimo Tessitori, a quota 10, e Simms (13), nei campani, al quarto stop di fila, 11 di Nunge.
Alle spalle delle prime quattro i riflettori sono per la Unahotels Reggio Emilia e per la Estra Pistoia, entrambe corsare in campo esterno. I reggiani vincono a Napoli contra la Generazione Vincente, una squadra che sta tirando il fiato dopo un ottimo inizio; la compagine di Priftis, presa per mano da un Galloway da 24 punti, ci mette davvero poco per impossessarsi delle chiavi della partita, tanto che in tutti i 40’ Napoli, al secondo stop in fila, non mette mai il naso avanti, nonostante i 21 di Zubcic.
Ancor più da copertina l’impresa della Estra Pistoia; partita con le marce basse, la matricola toscana è diventata squadra ostica per tutti, al punto che con la vittoria sul parquet della Bertram Derthona sono ben quattro i successi consecutivi. Al di là del fatto che i due punti sono arrivati con una tripla di Willis proprio al “buzzer”, quella di Brienza è stata una vittoria più che meritata, non a caso i padroni di casa non sono mai stati in grado di condurre la partita. Da urlo la prestazione di Willis che, oltre alla tripla finale, ne mette 36, miglior score individuale di tutto il torneo in questo primo scorcio di campionato. Complimenti a Pistoia, è la lampante dimostrazione che si può fare del buon basket anche senza grandi mezzi economici.
Nelle zone basse squillano la Nutribullet Treviso e la Happy Casa Brindisi, entrambe vittoriose. I trevigiani espugnano Cremona dopo un confronto schizofrenico, nel quale le due squadre si scambiano parziali e controparziali, fino alla decisiva volata finale della compagine guidata da Vitucci. Nei trevigiani, super prova di Olisevicius, uno che sta cambiando il volto di Treviso, non a caso sempre vincente nelle ultime due uscite. L’ala ne mette 25, di platino nell’economia della vittoria.
Valgono oro anche i due punti raccolti da Brindisi, nello scontro diretto contro la Openjobmetis Varese, alla terza sconfitta consecutiva. Sakota la vince nel periodo finale, aggrappandosi, in una serata grigia del “supporting cast”, ai suoi quattro uomini in doppia cifra – Laszewski (22), Senglin, Sneed (16 per entrambi) e Morris (15) – per avvicinare i lombardi, che adesso vantano soltanto due punti di vantaggio sulla zona retrocessione.
Photocredits: Savino Paolella




























