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Operazione bis”, non è lo spot di una nota catena commerciale, ma quanto ha saputo fare l’Olimpia Milano. Gli eredi delle mitiche “scarpette rosse” infatti hanno conquistato il secondo titolo italiano consecutivo battendo in gara 7 gli acerrimi rivali di sempre, la Virtus Bologna. La “bella” è stata una partita sostanzialmente senza storia, che ha confermato determinante il fattore campo, come accaduto in ogni episodio di questa bellissima serie finale, nella quale a prevalere sono sempre state le squadre di casa.

Che per Bologna fosse una serata difficile, lo si è capito fin dall’inizio, con Milano che arriva sempre troppe difficoltà al ferro avversario e, con un Gigi Datome in formato deluxe, prende il largo, fino al 21-6, per poi chiudere il primo quarto sul 21-9, grazie ad una tripla sulla sirena di Teodosic.

Nel secondo quarto, le V nere provano a tenere botta, ma all’intervallo lungo l’Olimpia è ancora avanti di 9, sul 38-29. Ti immagini una Virtus con la bava alla bocca nei 20’ finali, decisivi per le sorti di una stagione che rischia di vedere Scariolo con il classico pugno di mosche in mano, ed invece Teodosic e compagni tornano sul parquet spompati, fisicamente annichiliti da una stagione con tante, forse troppe, partite, e vedono scappare via gli eterni rivali.

Bologna nel terzo periodo segna appena 5 punti, poco meglio fa Milano che ne mette 10 e si presenta agli ultimi 10’ sul +14, sul 48-34. Poco spostano gli ultimi 10’, la Virtus arrancando arriva fino al -8 ma poi Datome e Baron ceralaccano la vittoria in gara 7, che vale a Milano la conquista dello scudetto.

Gigi Datome MVP delle Finali Scudetto

30 e lode

Non uno scudetto qualunque, e non solo perché conquistato contro gli eterni rivali virtussini, ma anche perché sancisce la terza stella per Milano, giunta al tricolore, appunto, numero 30. Un numero incredibile, se si pensa che la squadra, dopo l’Olimpia, che ne ha conquistati di più è la Virtus che ne ha portati a casa poco più della metà, per l’esattezza 16. Cifra tonda, quella dei tricolori milanesi, che fa andare con la memoria ai tanti campioni che hanno vestito la casacca delle mitiche scarpette rosse.

C’è solo l’imbarazzo della scelta: partiamo da Mike D’Antoni, Dino Meneghin ed Arthur Kenney, le cui maglie sono state ritirate, per arrivare alle leggende Bariviera, Antonello “Nembo Kid” Riva, Sandro Riminucci, Riccardo Pittis ed agli “strangers” Bob McAdoo, Rolando Blackman, Dejan Bodiroga, Joe Barry Carroll, John Gianelli e Russ Shoene. Nomi che hanno fatto la storia non solo dell’Olimpia Milano, ma dell’intero panorama cestistico nazionale.

Ettore Messina

Messina, sesto titolo

Nella cavalcata trionfale c’è tanto anche di un coach in questa stagione spesso anche criticato, come Ettore Messina, bravo a trovare inattese carte vincenti dal mazzo, sontuoso, a disposizione. Lo si è visto con Datome in gara 7, o con Biligha nel quinto episodio della serie. Del resto, con questo scudetto, il buon Ettore diventa il coach con il maggior numero di scudetti vinti, raggiungendo, a quota sei, Simone Pianigiani.

Tra l’altro ottenuti con tre squadre diverse: tre con la Virtus Bologna (1993, 1998 e 2001), uno con Treviso (2003) gli ultimi due con Milano. Se a questo aggiungiamo 9 coppe Italia, 4 Eurolega, una coppa delle coppe, 6 campionati russi, ed altri trofei vari, oltre al fatto di essere stato il primo coach non nordamericano ad aver vinto una partita NBA, diventa difficile potergli rivolgere anche un accenno di critica.

Per chiudere un percorso già storico e farlo diventare leggenda, gli manca un tassello, quello di condurre l’Olimpia al successo di Eurolega. E se accadesse la prossima stagione, a maggior ragione se, come si vocifera, a Milano arriverà l’ex Barca Mirotic?

L’era Armani

Se Messina è il conducator dalla panchina, dietro la scrivania il firmatario dello scudetto è un uomo di 88 anni che dalla vita ha avuto tanto, lo stilista Giorgio Armani. Da quando ha preso in mano la società milanese, nel 2009, ha conquistato la bellezza di 13 trionfi: 5 titoli nazionali, 4 Coppe Italia ed altrettante Supercoppe Italiane, in un percorso che non ha mai fatto mancare investimenti di rilievo, talvolta anche infruttuosi, ma che alla lunga hanno pagato, eccome….

EA7 Emporio Armani Milano – Virtus Segafredo Bologna 67-55

Parziali: (21-9, 17-20, 10-5, 19-21)

Olimpia Milano: Tonut, Melli 4, Baron 11, Napier 8 (6 ast), Ricci 6, Biligha, Hall 2, Baldasso n.e, Shields 10, Hines 8, Datome 16, Voigtmann 2. Coach Messina

Virtus Bologna: Cordinier 6, Mannion n.e, Belinelli, Pajola 3, Jaiteh 5 , Shengelia 13, Hackett 7, Mickey 6, Camara, Ojeleye 5, Teodosic 10, Abass. Coach Scariolo

 

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