Virtus Bologna: Pajola e Berti, dalle giovanili alla Basketball Champions League

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Alessandro Pajola allo Sportpaleis di Anversa dopo il trionfo in BCL (nella foto di Ceretti/Virtus Pallacanestro)

Vengono dal Settore Giovanile di Virtus Unipol Banca, due dei ragazzi di Sasha Djordjevic, quelli che hanno alzato il 5 maggio la Basketball Champions League ad Anversa, riportando la V nera ad alta quota in Europa dopo un’assenza durata dieci anni.

Anzi, a dirla tutta, sarebbero tre, perché Filippo Baldi Rossi proprio dieci anni fa iniziava ad affacciarsi alla prima squadra provenendo dal vivaio, anche se la Final Four di Eurochallenge che finì in gloria non la disputò.

Ma quelli per cui la “cantera” è un ricordo non certo lontano sono Alessandro Pajola e Matteo Berti, che lungo la strada che ha portato ad Anversa hanno messo il loro mattone prezioso. “Pajo” è sceso in campo 16 volte, con una media di 10.3 minuti e 2.2 minuti a gara, con 5 minuti di parquet anche nella semifinale contro il Brose Bamberg. Matteo ha accumulato minuti con Ostenda (sei, con quattro punti segnati) e con Lubiana, ma ha fatto parte del gruppo fino alla Final Four, aggiungendo una fondamentale esperienza europea al suo percorso di formazione.

Il play di Ancona avrà vent’anni a novembre, ma al di là dell’anagrafe è quasi un veterano per questa Virtus Segafredo, perché ormai ha visto tutto.

“Ho iniziato a fare presenza in prima squadra nell’anno della retrocessione. Quindi, si può dire che ho visto tutto: quel momento tristissimo per la storia della Virtus, la rinascita l’anno successivo, ora la conquista di una coppa europea. Che ci voleva davvero, per quanto abbiamo lavorato e ci abbiamo creduto. Ricordo che alla grigliata coi tifosi di inizio stagione, nell’anno dell’A2, ci saranno state una cinquantina di persone, per darci forza e aiutarci a cercare l’impresa di risalire. Allo Sportpaleis di Anversa abbiamo giocato davanti a 18mila persone, il basket era al centro di quel mondo e tanti erano venuti da Bologna per sostenerci. In poco tempo, siamo riusciti a cambiarci il destino”.

“Io all’inizio ero quasi incredulo”, racconta il centro padovano, “non mi sembrava vero di essere lì, dentro un ambiente così carico, e che la squadra si stesse giocando la Final Four di BCL. Poi, poco a poco, ho realizzato. In finale, stavamo sopra di dieci, dodici, anche quattordici punti, e ho iniziato a pensare che sì, forse questa sarebbe stata davvero la volta buona. E alla fine ero lì, in campo, nel gruppo che ha conquistato il trofeo. Bellissimo. Ho fatto altre finali, a livello giovanile, ma fin qui avevo accumulato secondi posti. Vincere in un contesto del genere è stato meraviglioso”,

Ancora “Pajo”, che mette in fila le emozioni di un’avventura speciale.

“Abbiamo riportato la Virtus dove merita di stare. In un contesto davvero unico. Io una cosa del genere non l’avevo mai vista: un’organizzazione incredibile intorno a due partite, che abbiamo giocato paurosamente bene. Quando ho giocato la finale del Mondiale Under 19, ho pensato che una cosa simile non l’avrei mai più vissuta. Invece, Anversa è stata un’esperienza pazzesca. Tutto in quei pochi giorni era concentrato sul basket, con una dedizione totale. Per noi è stato il massimo: abbiamo avuto una stagione con molti alti, alcuni bassi, momenti felici ed altri in cui ci siamo incazzati. Un finale del genere ce lo meritavamo”.

“Io so che l’esperienza della BCL mi aiuterà a crescere”, conclude Berti. “Ho avuto la possibilità di viaggiare, di vedere impianti in giro per l’Europa, di confrontarmi con tanti stili di gioco, vedendo giocatori che provengono da campionati diversi. In più, questo finale da sogno. Una cosa che non potrò mai dimenticare”.

 

Marco Tarozzi Ufficio Stampa Virtus Bologna

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