L’ultimo canestro non è stato banale, da metà campo nel playoff della sua Treviglio contro la Fortitudo Bologna, come non è stato banale tutto il percorso di Bruno Cerella, il cestista di Bahia Blanca che pochi giorni fa ha chiuso la sua stupenda carriera, a quasi 38 anni.

Una carriera ricca di successi, poi li vedremo, caratterizzata dal grande impegno nel sociale, assieme all’amico Tommaso Marino, curiosamente anche lui ritiratosi poche settimane fa dal basket giocato, ultima stazione Legnano, in B nazionale.

Bruno e Tommaso, infatti, hanno fondato una Associazione Onlus, la “Slums Dunk” che dal 2011 riesce, utilizzando proprio quel meraviglioso sport che è la pallacanestro, a migliorare le condizioni di vita di piccoli bambini e giovani ragazzi che, purtroppo, sono costretti a vivere in ambienti degradati.

L’associazione, da ormai più di un decennio, coinvolge migliaia di giovani, in Italia ma anche negli altri paesi, per stimolare l’educazione e la socializzazione nei ragazzi più sfortunati, quelli che vivono in realtà nelle quali la vita quotidiana è un eterno conflitto.

Una iniziativa meritoria che, per Tommy e Bruno, rappresenta sicuramente il successo più grande di una carriera ricca di successi e soddisfazioni. Che per Cerella non sono certo mancati; quel ragazzino arrivato in Italia a soli 17 anni, in Serie C2, a Massafra, di passi ne ha fatti, e tanti, scalando passo passo tutti i gradini della piramide cestistica nazionale, fino, avendo cittadinanza italiana, a realizzare il sogno di ogni giocatore, quello di vestire la maglia azzurra, indossata per ben 15 volte.

E poi, un palmares di tutto riguardo, fatto di ben tre scudetti, altrettante Coppa Italia, una Supercoppa ed una FIBA Europe Cup per un giocatore fin da subito in grado di andare oltre i suoi limiti e di lasciare un segno in ogni realtà dove ha giocato. Esplicativo, al riguardo, l’omaggio ricevuto dall’Olimpia Milano, che ben fa capire che tipo di giocatore è, o per meglio dire era, Bruno Cerella, al di là delle fredde statistiche.

Cerella è quello che si rompe il menisco il venerdì, si opera il sabato e gioca la domenica, emblema di una carriera tutta costruito sul sacrificio e sulla voglia di andare oltre un talento non certo da primo della classe, capace di regalare alla propria squadra, ed al proprio pubblico, tanta, tanta sostanza e tutte quelle cose che magari non entrano in uno scout ma sono comunque importanti, per non dire fondamentali, nei successi di una squadra di basket.

Proprio questo è stato, per tutta la sua carriera, il tratto distintivo di Cerella, sia sotto i riflettori di Milano o Venezia, sia in palcoscenici meno nobili, come quelli di Teramo o Casalpusterlengo o, per tornare al periodo del suo arrivo in Italia, di Massafra o Senise.

Piccoli paesi, uno della Puglie, l’altro della Basilicata, da cui è partita l’escalation di una player bravino in attacco, superbo in difesa, fenomenale quanto ad empatia con compagni e pubblico, arrivato fino ai fasti più alti del nostro basket, passando da tutte le serie inferiori – Salerno, Potenza – per arrivare alla Serie A – Teramo, Casalpusterlengo, Varese – prima del sogno scudetto, realizzatosi non una, non due, ma ben tre volte, con Milano prima e Venezia poi. Le cifre dicono da attore non protagonista, ma mai come in questo caso non sono veritiere, in quei tre tricolori, sia a Milano che a Venezia, l’apporto del Bruno da Bahia Blanca è stato fondamentale.

Le parole di Tommaso Marino

Dalle parole di Tommaso Marino, il play di Legnano ritiratosi poche settimane fa che con Cerella condivide l’impegno nel sociale ed una grande amicizia, trapela tutto il feeling con “l’amico Bruno”, al quale “Tommy”, tramite i microfoni di Basket World Life, augura i più grandi successi:

Io e Bruno siamo molto amici, oserei dire quasi come fratelli, tanto che ho vissuto il suo ritiro come il mio, avvenuto tre settimane prima.

Al riguardo, ho avuto lo stesso trasporto emotivo, in quanto, in questo ultimo anno di carriera ci siamo praticamente “accompagnati”, anche in virtù del fatto che giocavamo molto vicino ( Marino a Legnano, Cerella a Treviglio).

E’ stato molto bello, e sono convinto che fuori dal basket farà ancora meglio di quanto ha fatto nel basket, dove ha avuto grandi successi. La sua bravura è stata quella di sapersi costruire, durante la sua carriera, una attività imprenditoriale che gli darà soddisfazioni anche al di fuori dal basket.

E’ una persona di successo, e quindi sono felice per lui e gli mando un grande in bocca al lupo”.

Photocredits: Savino Paolella

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