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Si interrompe la striscia vincente della Virtus Bologna in Eurolega; dopo quattro vittorie consecutive, infatti, la compagine di Luca Banchi si inceppa a Valencia, mantenendo comunque il secondo posto in classifica, sia pure a braccetto con il Barcellona, corsaro sul parquet dello Zalgiris Kaunas. Peccato, perché la partita in terra spagnola ad un certo punto si era messa pure bene con le V nere, brave a sterilizzare l’iniziale tentativo di fuga degli spagnoli, chiuso dai padroni di casa con cinque lunghezze di vantaggio.

Nel secondo periodo, infatti, presi per mano dal terzetto CordinierBelinelliShengelia, i felsinei sgommano via, piazzando un parziale nel quarto di 26-11, valso il +10 all’intervallo lungo. Sembrava il lasciapassare per calare il pokerissimo di vittorie consecutive, ed invece al rientro dagli spogliatoi la verve offensiva della Virtus si spegne; nei 10’ del terzo periodo i ragazzi di Banchi realizzano appena 7 punti, incassandone 23, ed all’ultima pausa il risultato è capovolto, con Valencia avanti di sei.

Nell’ultimo periodo è lotta fino alla sirena finale, con Belinelli che, a meno di 2’ dalla fine, sbaglia la tripla del possibile sorpasso, un errore che di fatto spalanca a Valencia le porte del nono successo stagionale. Tra i singoli, detto che lo sventurato Pajola nel corso del match ha perso un dente, da rimarcare solita buona prova di “TokoShengelia, con 15 punti miglior realizzatore bianconero; in doppia cifra anche Lundberg, 13 con 4/5 al tiro, e Marco Belinelli, a quota 11 ma con 2/6 sia da due punti che dall’arco.

Valencia – Virtus Segafredo Bologna 79-71

(26-21, 11-26, 23-7, 19-17)

Valencia: Puerto 3, Reuvers, Pradilla 4, Lopez-Arostegui 9, Jones 17, Ferrando ne, Inglis 4, Jovic 9, Toure 5, Hermannsson 4, Robertson 12, Davies 12. All Mumbru
Virtus Bologna: Cordinier 7, Lundberg 13, Belinelli 11, Pajola 3, Smith ne, Dobric 2, Cacok 8, Shengelia 15, Hackett 7, Polonara, Dunston 5, Abass ne. All. Banchi

Niente da fare, l’EA7 Emporio Armani Milano in Eurolega non riesce proprio a decollare; complici le tante assenze, quella di Mirotic su tutti, la compagine di Messina spreca l’occasione di avvicinare almeno la zona play-in incassando un’altra sconfitta casalinga, nel giorno del ritorno, ovviamente da spettatore, al “Forum” del figlio prodigo Shabazz Napier, accolto dagli applausi del pubblico.

I meneghini non riescono a ripetere la bella vittoria di due giorni prima con il Villeurbanne di Gianmarco Pozzecco, cedendo ai greci del Panathinaikos. Peccato, perché l’Olimpia Milano parte bene, accumulando, nel primo quarto, anche otto lunghezze di vantaggio, sul 21-13, prima di incassare il ritorno dei greci che limitano a due sole lunghezze lo svantaggio nel primo quarto. Nel secondo periodo il “Pana” parte a spron battuto, accumulando già dopo 5’ di gioco otto lunghezze di vantaggio, Milano reagisce ed all’intervallo lungo il punteggio è in perfetta parità, a quota 41.

Nel terzo periodo, si gioca a fasi alterne, con la compagine di Ataman che parte meglio, ma poi si sveglia Shields ed all’ultima pausa la partita è ancora in equilibrio, con il “Pana” avanti di sole tre lunghezze. Nel periodo finale, l’equilibrio dura fino agli ultimi 4’, nei quali si entra in perfetta parità, ma nella volata finale i greci allungano, portando a casa due punti di platino per la loro classifica. Decisiva, nella sconfitta di Milano, la pessima percentuale dall’arco, un misero 25,8, nettamente peggiore del 46,7 % della compagine di Ataman, anni addietro visto in Italia alla guida della Mens Sana Siena e della Fortitudo Bologna. Tra i singoli doppia cifra per Floccadori (10), Shields (13) e Voigtmann (12).

EA7 Emporio Armani Milano – Panathinaikos Atene 68-76

Parziali: 24-22; 41-41; 56-59; 68-76

Olimpia Milano: Poythress 2, Bortolani 7, Tonut 6, Melli 7, Baron 4, Kamagate, Flaccadori 10, Hall 3, Caruso, Shields 13, Hines 4, Voigtmann 12. All. Messina.
Panathinaikos: Kalaitzakis ne, Vildoza 2, Balcerowski ne, Sloukas 9, Grant 10, Nunn 17, Lessort 16, Antetokounmpo 5, Grigonis 3, Hernangomez 7, Mitoglou 7, Mantzoukas ne. All. Ataman.

Photocredits: Savino Paolella

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