Estasi cestistica a Ruvo di Puglia. Delirio totale per la Tecnoswitch che si issa da sola in vetta alla classifica alla quarta giornata di andata.
La formazione ruvese vince il big match con Avellino e sfrutta il ko contemporaneo di Bisceglie a Teramo. Combinazioni che regalano una vetta solitaria che mancava in serie B a Ruvo di Puglia dal 2007.
Atmosfera resa ancor più magica dal modo in cui i biancoazzurri sono riusciti ad avere la meglio sugli avversari. Venti minuti di sofferenza poi la svolta negli spogliatoi quando il gruppo si confronta con lo staff tecnico e trova le motivazioni per tornare in campo affamata. Parziale di 34-16 di dimensioni cubitali per i ruvesi che impressionano per ritmo e fame mostrata in campo.
A guidar le truppe, Mario Ghersetti, per tutti SuperMario, che, dall’alto dei suoi 41 anni domina la scena in maniera devastante. Assist, canestri, rimbalzi e tanta presenza per un giocatore adottato dalla città ruvese: “Ringrazio – afferma il giocatore italo-argentino – la società per quello che fa quotidianamente, e mi congratulo con i miei compagni che non mollano mai né in allenamento, né in partita. Stiamo cominciando un percorso che ci darà tante soddisfazioni se continuiamo con questo impegno”.
Il parallelismo con la formazione del 2007 collega Ghersetti a un altro totem della pallacanestro ruvese, quel Diego Fessia che incantò tutti con le sue giocate sotto canestro. “El Burrito” segnò la strada di una squadra che poi conobbe la sconfitta in finale con Potenza, dopo aver dominato a lungo. De Bellis in cabina di regia, Giuffrida come “Terminator” offensivo: era una squadra che fece dello spettacolo il suo punto di forza con coach Brogialdi in panchina.
Il primo obiettivo dell’era Campanella era quello di far innamorare ulteriormente i tifosi, di portare la pallacanestro in ogni angolo della città. Strada facendo la palla rotola e l’entusiasmo dilaga.
Risultato momentaneo importante, che non vale nessun titolo da mettere in bacheca ma serve per togliere pressione all’ambiente e ad assaggiare l’aria pura di alta classifica. “Quello che ci siamo detti nello spogliatoio – commenta coach Federico Campanella – rimane roba sacra. Abbiamo cambiato atteggiamento e dato risposte sul campo a noi stessi e alla gente che in massa è arrivata al palasport. Abbiamo giocato una gara differente dalle prime tre. Per la prima volta ci siamo trovati sotto nel punteggio e la reazione è stata assolutamente importante. Non abbiamo fatto nulla: piedi per terra e guai a distrarci“.
Domenica si va a Pozzuoli in un classico testacoda da prendere con le pinze, con la compagine puteolana ancora ferma al palo. Appuntamento per le 18.00.




























