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La vittoria nel campionato spagnolo, la numero 20 del Barcellona tra i patri confini, potrebbe aver rappresentato il classico canto del cigno per la formazione catalana; il presidente Laporta, infatti, ha messo in cantiere una drastica riduzione del monte ingaggi, che comporterà, con ogni probabilità, la perdita dei giocatori più rappresentativi, Mirotic in testa. Del resto, stiamo parlando di una società che, dal 2006, ha perso quasi 35 milioni di euro.
Detto questo, se fine di un ciclo doveva essere, è avvenuta nel modo migliore, con un bel 3-0, gli americani lo chiamerebbero “sweep”, agli eterni rivali del Real Madrid, vendicando così la sanguinosa sconfitta subita nelle semifinali di Eurolega, curiosamente la seconda sconfitta stagionale per mano delle “Merengues”, arrivata però nella partita più importante, tra i nove confronti diretti.
I “Blaugrana” l’hanno spuntata per 3-0, ma non è stata una gita di piacere, con il Real Madrid che ha venduto cara la pelle, a partire dal primo episodio della serie, nella quale ad uscire meglio dai blocchi di partenza erano stati proprio Llull e compagni, arrivando fino al +8, prima della rimonta del Barcellona, che chiude il primo periodo avanti di 5.
Gap rintuzzato nei secondi 10’ con il Real che all’intervallo lungo vanta 3 lunghezze di vantaggio. Al rientro dagli spogliatoi i padroni di casa mettono la testa avanti al 27’, rimanendo in testa fino alla sirena finale, che regala l’1-0, con il punteggio di 97-88.
Ancor più equilibrio in gara 2, con il Barcellona in testa per tutta la partita prima della veemente rimonta delle “Merengues” che a 4’30” dalla fine sono avanti di 3, grazie a 7 punti di fila di Llull. Da lì in poi è emozione pura, a 16” dalla fine il Barcellona è sotto di 1 e palla in mano, a 6” Tavares manda Laprovittola in lunetta, ed il play argentino mette entrambi i liberi. Mateo chiama un timeout, organizza l’ultimo tiro, però fallito da Llull che non ripete l’impresa fatta nelle “Final Four” di Eurolega. Su quel ferro muoiono le speranze di titolo del Real, in Spagna non è mai successo che in una finale una squadra riuscisse a ribaltare lo 0-2.
E non succede neanche in questa occasione, nella capitale, infatti, il Barcellona sbanca il palasport madrileno e chiude la serie; lo fa al termine di una partita in grande equilibrio fino al termine del terzo quarto, prima della sgommata vincente di Mirotic e compagni, bravi ad infilare un parziale nel periodo di 26-16 che vale il “game, set and match” con annessa conquista del titolo spagnolo, il numero 20 per il Barcellona.
Nikola Mirotic
Storia nella storia, quella di Nikola Mirotic che, nonostante il titolo spagnolo conquistato, ha ribadito che gara 3 con il Real Madrid è stata l’ultima giocata con la casacca “blaugrana”: Non è cambiato nulla. Questa è stata la mia ultima partita qui, la gente e la società lo sanno. È stata presa questa decisione e non si torna indietro”.
Una decisione confermata anche dal presidente Laporta che, da una parte, ha avuto parole al miele per il montenegrino naturalizzato spagnolo, dall’altro ne ha confermato l’addio perchè “dobbiamo rispettare il piano di sostenibilità che abbiamo presentato alla Liga“.
Termina così un matrimonio felice, durato quattro anni nei quali il lungo di Podgorica ha conquistato due titoli spagnoli, due Coppe del Re e nel 2021 è stato nominato MVP dell’Eurolega, con l’unico rammarico di non aver mai conquistato l’Eurolega, che a Barcellona manca dall’edizione 2009/2010. Mirotic è un vero e proprio big per quanto riguarda il vecchio continente, del resto stiamo parlando di un lungo che superava la doppia cifra anche nella mitica NBA. Per lui cantano tante sirene, tra cui quella di Milano, ingolosite da uno dei pochi giocatori in grado di fare compiere alla squadra che lo scrittura un autentico salto di qualità.
Certo serve un investimento importante, Mirotic costava al “Barca” 10 milioni di euro lordi, che però Milano potrebbe ammortizzare grazie ai benefici fiscali previsti dalla normativa vigente e al prevedibile “buy-out” che il Barcellona riconoscerà al montenegrino per uscire dal contratto.
I Tabellini delle finali
Gara 1 – Barcellona – Real Madrid 97-88
Parziali: 28-23; 47-50; 63-61; 97-88
Barçellona: Satoransky 11, Laprovittola 19, Abrines 10, Mirotic 14, Vesely 10 Da Silva 10, Paulí, Sanli 14, Kalinic 4, Kuric 3, Jokubaitis 2, Nnaji. All. Jasikevicius
Real Madrid: Williams-Goss 9, Musa 5, Hanga, Yabusele 11, Tavares 15, Causeur 2, Rudy Fernández 7, Hezonja 9, Sergio Rodríguez 16, Poirier, Llull (14). All. Mateo
Gara 2 – Barcellona – Real Madrid 86-85
Parziali: 20-19; 45-41; 68-56; 86-85
Barcellona: Satoransky 4, Laprovittola 10, Abrines 2, Mirotic 25, Vesely 18, Da Silva 2, Sanli 5, Kalinic 10, Kuric, Jokubaitis 10, Nnaji 0. All. Jasikevicius
Real Madrid: Williams-Goss 5, Hanga 2, Musa 2, Yabusele 9, Tavares 13, Causeur 3, Rudy Fernández, Hezonja 18, Rodríguez 7, Poirier 11, Llull 15. All. Mateo
Gara 3 – Real Madrid – Barcellona 82-93
Parziali: 21-20; 41-38; 66-67; 82-93
Real Madrid: Tavares 19, Causeur 11, Yabusele 10, Musa 9, Llull 8, Hezonja 7, Poirier 7, Hanga 4, Williams-Goss 4, Rodriguez 3, Fernandez.
Barcellona: Vesely 21, Mirotic 19, Jokubaitis 13, Laprovittola 12, Kalinic 10, Satoransky 8, Sanli 6, Da Silva 4, Kuric 3, Abrines 2, Nnaji 2.
in copertina l’allenatore del Barcellona Sarunas Jasikevicius Photocredits: Savino Paolella



























