Andiamo a vedere cosa è successo in questa settimana nella National Basketball Association.

EASTERN CONFERENCE

Milwaukee (27-5) resta saldamente al comando della Eastern Conference nonostante la netta sconfitta il giorno di Natale a Philadelphia dove non sono bastati i 31 di Khris Middleton. In precedenza però i Bucks avevano superato nell’ordine i Lakers, New York e Indiana con una certa facilità ed un Giannis Antetokounmpo sempre protagonista (34+10r, 22+11r+10a e 18+19r). Cambio della guardia in seconda posizione, ora occupata da Boston (21-7) che infila una bella striscia di quattro vittorie tutte piuttosto nette con in grande evidenza soprattutto Kemba Walker (32) contro Dallas e Jayson Tatum (39+12r) contro Charlotte. Guadagna un posto in classifica anche Miami (22-8) che scavalca Philadelphia (23-10) la quale a sua volta scivola quarta. Gli Heat si aggiudicano in volata la scontro diretto in trasferta sul parquet dei Sixers con 26 punti di Kendrick Nunn, poi battono facilmente New York con 20 di Edrice Adebayo ed infine superano Utah con un Jimmy Butler da 20 punti. D’altra parte Philadelphia, dopo il ko contro Miami, perde nettamente ancora in casa contro Dallas ma poi inanella tre successi consecutivi contro Washington, Detroit ed infine nell’attesa sfida contro Milwaukee con Joel Embiid che mette a segno una doppia doppia da 31 punti e 11 rimbalzi.

I campioni in carica di Toronto (21-10), complici i tanti problemi fisici con anche Pascal Siakam al momento fermo ai box, vengono raggiunti in quinta posizione da Indiana (21-10). La settimana era cominciata bene per i Raptors con i successi su Detroit e Washington e quello tutt’altro che scontato contro Dallas recuperando addirittura dal -30 nel corso nel terzo quarto ed aggiudicandosi la sfida trascinati da uno strepitoso Kyle Lowry (32+10a), poi però sono arrivate due sconfitte contro Indiana e Boston. Ed è proprio lo scontro diretto vinto in overtime con 24 punti a testa per T. J. Warren e Myles Turner a portare un gradino più in alto i Pacers che in precedenza avevano battuto Sacramento ma erano stati travolti a Milwaukee.

Gli ultimi posti utili per i playoff sono al momento sempre occupati da Brooklyn (16-14) e Orlando (13-17) che vincono solo una a testa delle tre partite giocate ma di ciò non ne approfittano dietro con Charlotte (13-20) e Detroit (12-20) che fanno ancora peggio. Gli Hornets infatti cadono contro Cleveland, Utah e Boston mentre i Pistons, delle cinque gare disputate, si impongono solo nell’ultima di questa notte contro Washington con 22 punti di Christian Wood. Nella parte bassa della classifica da sottolineare lo scatto di orgoglio di Cleveland (9-21) che chiude la settimana con tre affermazioni interne contro Charlotte con 23 punti di Collin Sexton, Memphis con 33 di Jordan Clarkson e Atlanta con ancora una volta Collin Sexton (25) top scorer.

WESTERN CONFERENCE

Primo momento decisamente negativo per i Los Angeles Lakers (24-7) che restano al comando della Western Conference ma toccano quota quattro sconfitte consecutive dopo i ko a Milwaukee con un Anthony Davis da 36+10r, in casa contro Denver (senza LeBron James) e nella gara giocata a Natale nel derby contro i Clippers nonostante il rientro da 23 punti e 10 assist di LeBron James. Alle spalle dei gialloviola in grande salita c’è Denver (21-9) che incappa però in una brutta sconfitta interna contro New Orleans preceduta però da quattro successi contro Orlando con 33 punti di Jamal Murray, Minnesota con la tripla doppia da 22+10r+10a di Nikola Jokic, Lakers con 21 di Paul Millsap e Phoenix con ancora Jamal Murray (28) e Nikola Jokic (22+12r+10a) grandi protagonisti. In terza posizione troviamo i Los Angeles Clippers (23-10) i quali, dopo il ko interno contro Houston nonostante i 34 di Paul George, vincono facilmente in Texas contro San Antonio con 26 di Kawhi Leonard ma poi cadono ancora contro Oklahoma ed infine si impongono nell’attesissimo e già citato derby di Natale recuperando nel secondo tempo grazie ad un eccezionale Kawhi Leonard (35+12r).

Sale in quarta posizione Houston (21-10) che dopo aver battuto Clippers, Phoenix e Sacramento con la coppia James Harden (28+10a, 47 e 34)-Russell Westbrook (40+10r, 30+10a e 28) assoluta protagonista, cade inopinatamente nel Christmas Day sul parquet di Golden State. Alti e bassi tipici di una squadra giovane e che probabilmente non si aspettava di essere così in alto, stiamo parlando di Dallas (20-10) che nella settimana cade a Boston a testa alta, vince nettamente a Philadelphia con 27 punti di Tim Hardaway, perde a Toronto in volata ma dopo essere stata avanti di 30 nel terzo periodo (!) ed infine ritrova Luka Doncic (24+10r) e supera non senza difficoltà San Antonio scivolando ora così in quinta posizione. Dietro ai Mavericks restano le positive Utah (19-12) e Oklahoma (15-15) autrici entrambe di una settimana da tre vinte e una persa con in particolare Donovan Mitchell grande protagonista nei successi dei Jazz su Atlanta (30) e Portland (35) mentre fra i Thunder doppia prestazione da 32 punti per Shai Gilgeous Alexander nelle gare vittoriose su Phoenix e Clippers.

Nonostante le ultime due sconfitte Portland (14-18) approfitta delle disgrazie altrui, in particolare di Sacramento (12-19) e Phoenix (11-19) sempre perdenti in settimana, per portarsi addirittura in zona playoff con un Damian Lillard assoluto trascinatore (36 contro Orlando e 31+13a contro Golden State). Risalgono la china anche San Antonio (12-18) e Memphis (12-20). Gli Spurs battono Brooklyn con 27 punti di Patrick Mills e la stessa Memphis con 40 di LaMarcus Aldridge e cadono contro Clippers e Dallas mentre i Grizzlies superano Sacramento e Oklahoma con 21 di Jonas Valanciunas. Non bastano le tre vittorie ed una sola sconfitta ciascuna in settimana a New Orleans (9-23) e Golden State (8-24) per guadagnare posizioni rimanendo nei bassifondi della classifica ma avvicinandosi un po’ alle squadre che le precedono.

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