NBA: la preview di Basket World Life. Aprono la “Opening Night” i Raptors contro i Pelicans

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NBA stanotte l' Opening Night, parte il campionato a "Stelle e Strisce"

Ormai ci siamo. L’attesa è finita. Ancora poche ore e la NBA 2019/2020 avrà inizio con la sfida che vedrà di fronte i campioni uscenti dei Toronto Raptors che ospiteranno i New Orleans Pelicans. A seguire il big match nonchè derby di Los Angeles fra i Clippers ed i Lakers.

EASTERN CONFERENCE – A Est le favorite per la vittoria sono sostanzialmente tre ovvero sia nell’ordine Milwaukee, Philadelphia e Boston. I Bucks hanno confermato e consolidato il gruppo che l’anno scorso ha fatto molto bene e ripartono ovviamente dall’Mvp della passata stagione Giannis Antetokounmpo per puntare anche all’anello pur restando da valutare quanto potrà incidere la partenza di Malcolm Brogdon. I Sixers si presentano con un ottimo quintetto e gli innesti molto importanti di Horford e Richardson a rendere molto competitiva la formazione allenata da coach Brett Brown. Mezza rivoluzione ai Celtics con le partenze di Irving e Horford colmate dall’arrivo di Kemba Walker e squadra che resta comunque da vertice.

Un gradino più sotto a queste tre accampano pretese comunque importanti Brooklyn, Toronto e Indiana. Protagonisti indiscussi del mercato estivo i Nets si sono assicurati due big come Irving e Durant anche se come si sa per KD si tratterà di una stagione da spettatore visto il grave infortunio al tendine d’achille subito in gara 5 delle scorse Finals. In ogni caso l’obiettivo della compagine di coach Kenny Atkinson è quello di migliorare il sesto posto dello scorso anno e porre le basi per un futuro da titolo. I Raptors campioni in carica faranno moltissima fatica a difendere il loro scettro vista anche la partenza di Kawhi Leonard e punteranno così a far crescere ancora di più giovani già ottimi come Pascal Siakam. I Pacers saranno molto legati nel loro percorso in questa stagione all’infortunio di Victor Oladipo. Se, come sembra oramai certo, riuscirà a rientrare a fine anno solare 2019 allora potranno veramente puntare ad uno dei primi quattro posti altrimenti la strada sarà in salita anche se i playoff sembrano comunque alla portata.

Considerato che le sei squadre finora menzionate hanno quasi certamente un posto assicurato per la post season andiamo a vedere quali sono quelle che si contenderanno la settima e l’ottava posizione. In primo piano c’è la Miami del dopo Wade che riparte da Jimmy Butler e si è liberata delle troppo alterne prestazioni di Hassan Whiteside. Punta a confermare la settima piazza ad Est, Orlando, che per farlo non ha cambiato quasi nulla e si fida delle ambizioni del trio Vucevic-Gordon-Fultz. La mina vagante di questa Conference che potrebbe regalare sorprese è Detroit. Presi Derrick Rose e Markieff Morris i Pistons hanno ancora da colmare un bel divario con le migliori ma rimangono comunque una squadra da non sottovalutare per nessuno. Anche Chicago e Atlanta sognano di agguantare l’ottavo posto pur rimanendo un’impresa ardua. I Bulls hanno aggiunto un po’ di esperienza ad un gruppo che resta molto giovane con la coppia Lavine-Markkanen chiamata ad una stagione importante. Gli Hawks invece devono iniziare a raccogliere i frutti del lavoro svolto negli ultimi anni con Trae Young e John Collins che proveranno a riportare la franchigia in una posizione migliore rispetto alle ultime deludenti annate.

Difficilissimo se non impossibile raggiungere i playoff per le quattro rimanenti squadre. L’infortunio di Wall ha abbassato non poco le pretese e di conseguenza gli obiettivi di Washington che riparte da Bradley Beal e dalla voglia di riscatto di Isaiah Thomas. Un mercato da incubo con i mancati arrivi di Zion Williamson e soprattutto della coppia Durant-Irving, pone ancora una volta New York fra le formazioni che vivranno una stagione di molti più dolori che gioie. Lo stesso discorso seppur in termini diversi si può fare per Cleveland che sembra avere nell’esordiente in NBA coach Belien proveniente dall’Università di Michigan il motivo maggiore di interesse. Chiudiamo con Charlotte che dopo la pesantissima partenza di Kemba Walker ripartirà da Rozier per cercare quantomeno di lasciare i bassifondi della Eastern Conference.

WESTERN CONFERENCE – Come al solito grande bagarre ad Ovest con quasi tutte le squadre che possono legittimamente ambire ad un posto nei playoff. Partiamo però dalle due grandi favorite della vigilia ovvero sia le due franchigie di Los Angeles. Kawhi Leonard-Paul George può essere decisamente una coppia per puntare al titolo per i Clippers ma molte delle sorti della compagine guidata da Doc Rivers dipenderanno dall’evoluzione di Shamet e Zubac. Non esiste altra opzione che vincere ai Lakers dopo l’arrivo di Anthony Davis con coach Vogel chiamato ad una impresa tutt’altro che semplice vista anche la debacle della scorsa stagione. LeBron James dovrà fare il LeBron con più continuità ma il grosso punto interrogativo resta su chi circonda i due big, il cosiddetto supporting cast che lascia più di qualche perplessità.

Ha cambiato in realtà pochissimo ma in pratica tutto la Houston di Mike D’Antoni con la partenza di Paul e l’arrivo di Westbrook che torna così a fare coppia con Harden come ai tempi di Oklahoma. I Rockets puntano dunque molto in alto senza nascondersi. Una classica squadra da regular season peraltro rimasta la stessa della scorsa stagione è Denver che spera in un ulteriore crescita della coppia Murray-Jokic per poter sognare. La pesante partenza di Kevin Durant più l’infortunio che terrà fuori Klay Thompson pare fino a dopo l’All Star Game hanno fatto perdere un po’ di identità ad una Golden State che si ritrova non più punto di riferimento come invece era stata negli ultimi anni la formazione di Steve Kerr. Gli Warriors restano pur sempre i campioni in carica della Western Conference, attenzione a sottovalutarli, se arrivano ai playoff in buona posizione poi ci sarà da fare i conti anche con loro.

Gli arrivi di Bogdan Bogdanovic e Mike Conley rendono Utah la vera mina vagante ad Ovest con ambizioni importanti se Mitchell si confermerà ad altissimi livelli. Anche Portland accampa pretese di vivere una stagione da protagonista con la confermato coppia Lillard-McCollum alla quale hanno aggiunto l’atletismo di Whiteside e l’esperienza di Pau Gasol. Chiusa l’era Nowitzki, Dallas riparte dalla gioventù e dal talento di Porzingis e Doncic che promettono di far divertire i tifosi dei Mavs e magari proveranno ad agguantare l’ottavo posto. Zion-Ball-Ingram-Melli, da questi quattro è risorta New Orleans dopo la disperazione per la perdita di Davis. Se il gruppo gira anche i Pelicans potranno lottare per raggiungere i playoff. Dopo ventidue sì ventidue postseason consecutive la San Antonio di coach Popovich rischia seriamente di dover guardare alla tv le sfide decisive ma di certo non partono battuti e chi vuole scalzarli dovrà comunque sudare.

Sacramento, ingaggiato coach Walton, punta a far crescere i giovani senza grandi ambizioni così come Phoenix che proverà a capire se la ricostruzione può partire dal trio Booker-Ayton-Johnson. I playoff appaiono un miraggio per Minnesota che riparte da Wiggins e Towns senza però aver affiancato loro un roster competitivo. Oklahoma è un cantiere aperto, in teoria con Paul e Gallinari potrebbe rappresentare una bel problema per molte ad Ovest ma è dato praticamente per sicuro il fatto che entrambi se ne andranno in un futuro non molto lontano e quindi si prospetta una stagione molto difficile per i Thunder. Non chiede altro che gettare le basi per un futuro migliore, Memphis, che ringiovanito di molto la squadra.

CHI VINCE L’ANELLO? – Domanda assai difficile quest’anno molto più delle stagioni scorse, le favorite sono comunque nell’ordine tre squadre dell’Ovest Clippers, Lakers e Rockets con i Bucks pronti a raggiungere le Finals e poi stupire. Qualche gradino più sotto ma con legittime possibilità di arrivare a diventare campioni citiamo i Celtics, i Sixers e perchè no gli Warriors. Buon divertimento!!!!!

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