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Si sono spente le luci allo Staples Center, la casa dei Clippers e dei Lakers, che ha ospitato l’edizione 2018 dell’All Star Weekend in una scintillante Los Angeles, palcoscenico e luogo ideale per le stelle, per l’intrattenimento, per le telecamere ed i riflettori.

All Star Weekend 2018: cosa è cambiato

Una volta l’All Star Weekend era considerato l’appuntamento di metà stagione e, quindi, pausa ideale che faceva da spartiacque al campionato. Adesso, con l’inizio anticipato del campionato, ha perso questa denominazione, visto il numero delle partite che molte squadre hanno già disputato (I Minnesota Timberwolves,ad esempio, hanno disputato già 61 gare sulle 82 totali).

Da sempre considerata una vetrina destinata soprattutto a chi ha determinati canoni cestistici, dove la partita è fondamentalmente un’esibizione senza nessun carattere agonistico, l’NBA ha provato ad introdurre, per questa edizione, un format diverso per rilanciarsi come immagine ed interesse. Niente più East contro West, ma via alla nuova formula nella partita delle stelle della domenica, dove i due capitani (quelli che hanno preso più voti) hanno scelto il proprio roster, mescolando di fatto i giocatori della Eastern e della Western Conference.

Un grande successo

Il cambio forzato è stato senza dubbio recepito in modo positivo dai giocatori in campo, che hanno comunque avuto un atteggiamento più agonistico e propositivo, dando vita ad un’incontro interessante e molto godibile, deciso nel finale da un canestro di Westbrook e da una grande difesa di LeBron e Durant su Curry all’ultima azione. Per la cronaca, la partita delle stelle è stata vinta dal team LeBron per 148 a 145 sul team Curry. MVP della gara LeBron James che chiude con 29 punti, 10 rimbalzi e otto assist.

Preludio alla partita delle stelle, la gara delle schiacciate, che ha visto trionfare Donovan Mitchell degli Utah Jazz, che ha battuto nella finale a due Larry Nance Jr., recentemente passato ai Cleveland Cavaliers. I due hanno dato vita ad un duello ad alta quota, tributando a campioni del passato come Larry Nance e Vince Carter, due schiacciate che hanno mandato in visibilio il pubblico dello Staples Center.

Il weekend è stato caratterizzato anche dalla gara del tiro da tre, dove a vincere è stato Devin Booker (Phoenix Suns) con un punteggio record di 28 punti (su 34 disponibili) nella finale a tre, in cui ha battuto Klay Thompson (Golden State Warriors) con 25 e Tobias Harris, (Los Angeles Clippers) ultimo con 17. Di cornice ai sopracitati eventi, la Skills Challenge, la gara delle abilità in cui il palleggio si combina a velocità e tiro. Una prova che ha visto il ritorno alla vittoria di un “piccolo”, la guarda Spencer Dinwiddie (Brooklyn Nets), dopo che il format era stato allargato ai “lunghi”, vittoriosi nelle ultime edizioni con Kristaps Porzingis e Karl-Anthony Towns .

Tra i giovani della lega, a vincere l’MVP, è stato il serbo Bogdan Bogdanovic grazie ai suoi 26 punti messi a segno nella vittoria 155 a 124 del Resto del Mondo contro Team USA nel Rising Star Challenge. Ora i riflettori si spostano su Charlotte, che ospiterà l’edizione 2019 dell’All Star Weekend, con il passaggio virtuale delle consegne da parte di Steve Balmer (proprietario dei Clippers) e Jamie Buss, figlia dello storico proprietario dei Lakers Jerry morto nel 2013, a Michael Jeffrey Jordan, attuale presidente e maggior azionista dei Charlotte Hornets (North Carolina).

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